Paola è una ragazza russa che abita a Milano e che a gennaio del 2005 decide di prendere il diploma perchè quello russo in Italia non è riconosciuto. Rassicurata dall'immagine che la pubblicità trasmette dell'azienda, decide di rivolgersi al Cepu per avere un'assistenza personalizzata che le permetta di studiare senza troppe rinunce per il suo lavoro.
Dal colloquio con l'addetto Cepu sembra che il suo progetto sia facile da realizzare: con una assistenza di 3 anni per seguire Paola e formarla al 3°, 4° e 5° anno delle scuole superiori, facendole poi fare l'esame da privatista, Cepu le propone un contratto da 9.800 €.
Paola accetta, solo dopo aver ottenuto la garanzia di poter frequentare la sede Cepu più vicina al suo ufficio, ovvero quella del Duomo, ed una volta rassicurata anche su questo punto sottoscrive una finanziaria che l'aiuterà a pagare 7.000 dei 9.800€ totali.
L'inizio dei problemi
Dopo due mesi dalla firma del contratto Paola non ha ancora un piano di studio e quindi non può frequentare il Cepu.
Quando finalmente inizia i corsi la sede in cui seguire le lezioni viene spostata creandole così grossi disagi. A questo si aggiunge l'inadeguatezza dei professori che l'assistono, alcuni dei quali non sono neanche laureati.
Sconcertata dai disservizi che è costretta a subire, vede la sua maturità sempre più in pericolo. Decide di rivolgersi al provveditorato agli studi e qui scopre che non potrà mai fare l'esame di Stato da privatista - come le era stato invece assicurato da Cepu - perchè è una cittadina extracomunitaria: insomma, i corsi per i quali aveva pagato 9.800 € non avevano senso.
Paola decide di fare di tutto per annullare il contratto ma non riesce a mettersi in contatto con i funzionari e questa ennesima difficoltà la convince ad affidarsi ad un avvocato. Contemporaneamente blocca i pagamenti alla finanziaria.
Finalmente nel luglio del 2006 una lettera del Cepu comunica a Paola che l'azienda è disponibile ad annullare il contratto. Paola perderebbe "solo" i 2.800€ dell'acconto mentre i restanti 7.000€ le verrebbero rimborsati da Cepu. Paola accetta ma da luglio non ha più ricevuto alcuna notizia ed attualmente continua a pagare la finanziaria -per un servizio di cui non ha usufruito- nella speranza che un giorno Cepu la rimborsi.
Come si difende Cepu?
L'azienda dice che Paola ha firmato un contratto in cui era scritto che lei era "a conoscenza delle norme vigenti in materia" e che quindi il contratto è valido.
Da parte sua Paola ha effettivamente dimostrato di non essere a conoscenza della legge vigente in materia, altrimenti non si sarebbe mai rivolta a Cepu.
I contratti CEPU sono dei contratti CAPESTRO.Leggeteli molto attantamente e fateveli spiegare bene da un avvocato di fiducia prima di firmarli. Sono particolarmente famosi tra i legali che si occupano di contratti di lavoro per il fatto di contenere decine di norme a favore dell'azienda e a sfavore del contraente. Ognuna di queste norme può essere usata contro di voi al momento giusto, quando magari siete convintissimi di avere diritto ad un risarcimento.
Un'ultima cosa: non credete alla maturità facile, che vi promettono, con la nuova legge "Fioroni" la maturità va sostenuta presso le scuole pubbliche (in particolare presso quella più vicina a casa vostra) e chi viene dal CEPU già non è visto bene oltretutto la preparazione che offre è del tutto insufficiente per passare l'esame di maturità presso una struttura pubblica.
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