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Risultati parziali dell'indagine

Chi sono e come vivono gli studenti del terzo millennio: i primi risultati su 2000 questionari pervenuti all'Unione degli Studenti e Studenti.it

di Unione degli Studenti e Studenti.it 13 giugno 2007
L'anno scolastico che siamo vivendo è il primo dopo l'approvazione della riforma Moratti.
Proprio per continuare la battaglia contro una riforma ingiusta, l'Unione degli Studenti ha promosso una campagna sui diritti
, perché sono proprio i diritti degli studenti che le riforme della Moratti non solo trascurano, ma cancellano, perché non funzionali all'idea di modello sociale che questo governo ha in mente e propugna in tutti i suoi provvedimenti.
Parte importante della campagna è il questionario, un'indagine che, diffusa nelle scuole e tramite il portale www.studenti.it, rappresenta il tentativo di porre l'accento sulle condizioni materiali dei soggetti in formazione.

I primi dati, parziali e riferiti esclusivamente ai quesiti sui diritti sociali, che emergono dal monitoraggio esprimono un disagio diffuso nell'essere studente e sottolineano l'esigenza di perseguire l'obbligo costituzionale colmando le disuguaglianze, a partire da quelle economico-sociali, di ciascuno di noi.

Studiare costa: non è un'affermazione banale ma una realtà di cui bisogna prendere atto. E non si tratta solo di una situazione particolare connessa ad un più generale aumento del costo della vita (vedi la questione d'inizio anno sui libri di testo), ma di una realtà strutturale del nostro sistema scolastico, che ne pregiudica il carattere universale (La scuola è aperta a tutti, art.33 cost.), determinando un forte carattere classista dell'intero sistema formativo.

Tantissimi sono gli studenti che lavorano: certo non tanto - o non solo - per frequentare la scuola, ma anche per sostenere spese ad essa connesse (si ripensi alla questione di inzio anno sul caro corredo scolastico: l'Intesa dei consumatori parla di un costo che ad oggi supera i 500 euro, attestandosi sul milione delle vecchie lire). Gli studenti che lavorano sono quasi uno su due, impiegati per lo più in lavori stagionali, quello che interessa è che, tra quest'ultimi, oltre il 57% lavora in nero.
La connessione costo-scuola con l'esigenza di lavorare può anche essere spiegata attraverso un altro dato: quasi uno studente su tre (il 27%) non conosce l'esistenza di alcun bando per ottenere una borsa di studio. Non parliamo, dunque, di pochi fondi o di domande senza esito (i cosiddetti borsisti non assegnatari): lo scenario che emerge è quello di una totale inefficienza degli enti locali che non provvedono (anche grazie ai progressivi tagli operati in finanziaria negli ultimi anni) ad attivare strumenti validi per tutelare il diritto allo studio.

Le tasse scolastiche vanno alle stelle e i motivi sono chiari
, come pure i responsabili di politiche economiche scellerate. Privare, come stanno facendo la Moratti e Tremonti, le scuole autonome di finaziamenti, anche solo per le normali attività didattiche (vedi tabella A), vuol dire metterle di fronte alla realtà di essere ben poco autonome e di essere costrette a rastrellare risorse imponendo tasse ben più gravose (fenomeno analogo a quello che è successo e sta accadendo nelle Università), con effetti nefasti sul piano del diritto allo studio. Il 40% degli studenti arriva a spendere sino a 50 euro di tasse scolastiche, mentre un altro quaranta per cento si divide tra quelli che ne spendono fino a 75 e (il 22%, quasi uno stduente su quattro) oltre 100 euro.

Interessante poi la questione dei libri di testo. Sempre grazie ai dati dell'Intesa dei consumatori (attraverso un'analisi condotta comparando il listino prezzi 2002 con quello 2003)si può affermare che per la scuola media l'aumento è dell'1,26 per cento e per le superiori dell'1,38 per cento.
A un simile rincaro del costo dei libri di testo, è interessante connettere un elemento importante: il comodato d'uso. Più volte sbandierato dal Ministro come uno degli elementi per assicurare a tutti gli studenti di poter accedere ai libri di testo, si rivela, invece, uno strumento inefficace: il 70% degli studenti riferisce di come non sia applicato nella sua scuola.
Per completare il quadro degli elementi da tenere in considerazione quando si parla di costo della scuola, va posto l'accento sulla spesa mensile che grava sulla maggior parte degli studenti per arrivare a scuola (i pendolari risultano essere all'incirca il 64%), ovverosia al costo dei mezzi di trasporti. Uno studente su tre spende più di 50 euro al mese per pagare i trasporti per arrivare a scuola, denunciando la totale assenza, qui come per le borse di studio, di un aiuto, diretto o indiretto, da parte degli enti locali per sostenre queste spese fisse.

 
Si
No
Nella tua scuola esiste la modalità di ottenere testi in comodato?
29,5%
70.5

 
meno di 15 euro
tra 15 e 50 euro
più di 50 euro
A quanto ammonta il costo che devi sostenere mensilmente per spostarti da casa a scuola?
25%
45%
30%

inferiore a 25 euro
tra i 25 e i 50 euro
tra 50 e 75 euro
tra 75 e 100 euro
oltre 100 euro
A quanto ammonta il contributo che ogni anno devi versare alla tua scuola (c.d. tasse scolastiche)?
3%
40%
15%
22%
22%

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