Gli insegnanti precari che si sono rivolti al Tar potranno iniziare ad essere reinseriti nelle graduatorie a pettine. Marcello Pacifico, presidente dell'Anief (Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione), ha infatti annunciato che da oggi "i primi 300 ricorrenti saranno inseriti 'a pettine' nelle graduatorie di tutte le province italiane", augurandosi che "quest'ennesima pronuncia sia finalmente da
stimolo per una corretta gestione delle graduatorie, nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della legislazione e della Costituzione".
All'inizio del mese di ottobre
il Consiglio di Stato aveva dichiarato illegittime le graduatorie dei precari, in quanto, in base alle nuove direttive del Ministero dell'Istruzione, i precari potevano scegliere solo 3 province oltre quella di appartenenza, ma sarebbero stati inseriti in coda alla graduatoria e non "a pettine" secondo il punteggio. Al momento il Parlamento sta discutendo una
legge che annullerebbe i "provvedimenti delle giustizia amministrativa", ma finché non sarà approvata, i precari potranno essere inseriti di nuovo nelle graduatorie secondo il proprio punteggio.
La legge che si sta discutendo ora in Parlamento
confermerebbe la graduatoria attuale per il biennio 2009/2011, ripristinando la graduatoria a pettine solo dal biennio successivo. Il decreto, per poter essere attuato, dovrà diventare legge entro il 24 novembre. Sempre nel mese di ottobre il Tar del Lazio ha confermato l'illegittimità dell'inserimento in "coda" nelle graduatorie dei precari,
condannando il Ministero al pagamento di 5.000 euro. Ma i ricorsi al Tar sono numerosi e
si calcola che altri 7.000 precari hanno chiesto di essere inseriti a pettine e le sentenze di tutti questi ricorsi, porterebbero il Ministero a dover pagare 65.000 euro.
Sulla questione, Luciano Cannerozzi De Grazia, nominato commissario ad acta dal Tar del Lazio, ha dichiarato: "Penso che fra qualche giorno, attorno al 12 novembre, avvierò la procedura.
Scriverò al ministero chiedendo se hanno ottemperato e controllerò se l'eventuale azione è conforme con la sentenza del Tar". Per il Tar, quindi, le amministrazioni scolastiche non devono tener conto delle precedenti indicazioni del Ministero sulle graduatorie, prima fra tutte "la nota del 7 luglio 2009 diretta agli Uffici Scolastici regionali e periferici, con la quale il Miur sostanzialmente invita questi ultimi a non ottemperare al provvedimento giudiziale". Ora bisogna solo capire
cosa succederà con il reinserimento dei precari in graduatoria, se questo non verrà annullato nelle prossime settimane dalla legge in discussione in Parlamento.
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