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L'Onda riconquista le strade della capitale

Il corteo, partito da Piazzale Aldo Moro, non si è fermato a Piazzale dei Cinquecento nonostante il nuovo protocollo del Comune di Roma che aveva limitato il percorso della manifestazione. L'Onda ha proseguito la sua protesta fino al Ministero dell'Economia, per poi fare ritorno alla Sapienza. Nelle cariche di alleggerimento della polizia alcuni feriti lievi

di Marta Ferrucci 11 dicembre 2009
onda01Sono in tanti oggi nelle piazze d'Italia per protestare ancora una volta contro i tagli e la riforma Gelmini. Doveva essere una delle giornate più calde dell'autunno di mobilitazioni, e a Roma l'Onda è tornata a farsi sentire. Nella Capitale l'appuntamento dei lavoratori era in Piazza della Repubblica, per gli universitari Piazzale Aldo Moro. Da qui, secondo l'inviato di Studenti.it, è infatti partito un corteo di circa 3.000 studenti.

onda05In via San Martino della Battaglia il corteo si è bloccato per qualche minuto sotto l'ambasciata tedesca, e i manifestanti hanno srotolato uno striscione ("Make our university! Solidarity with German Students") di solidarietà ai colleghi che in Germania stanno portando avanti analoghe proteste.

Ionda03n testa al corteo sin dall'inizio uno striscione degli studenti e dei precari di scuola e università con su scritto: "Vogliono fare un deserto e chiamarlo futuro". I manifestanti dell'Onda sono arrivati fino alla Stazione Termini, dove hanno provato a forzare il blocco della Polizia con l'obiettivo di arrivare fino al Ministero dell'Istruzione.

onda02Le forze dell'ordine hanno reagito e alcuni studenti sono finiti a terra.
"Vergogna, vergogna" avrebbero urlato, e poi "corteo, corteo". Vicino a Piazza della Repubblica si è unito alla protesta anche un numeroso gruppo di studenti delle scuole superiori. Le due brevi cariche di alleggerimento non hanno però messo fine alla manifestazione.

Dopo una mezz'ora di tensione gli studenti hanno sorpreso le forze dell'ordine spostandosi verso via XX settembre e sono riusciti a proseguire e sono arrivati fino davanti al Ministero dell'Economia, dove sono stati intonati slogan ("Noi la crisi non la paghiamo!!") contro il Ministro Tremonti. L'Onda ha poi continuato il corteo fino a ritornare nel perimetro universitario della Sapienza, dove si è sciolto.

onda07Secondo Federico Brancaccio, uno dei portavoce dell'Onda, ci sono stati dei feriti durante i momenti di tensione con la polizia: in particolare un manifestante ha riportato la frattura della mano durante la prima carica (la più decisa) a Piazzale dei Cinquecento.

onda06In Viale Trastevere è invece arrivato il corteo degli studenti medi partito da Piazzale Ostiense. A manifestare davanti al ministero sono in 500, diversi gli striscioni e gli slogan: "Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli", "contro i tagli e il precariato il quartiere si è schierato". Gli striscioni sono esposti ai piedi della scalinata del Ministero, presieduto da poliziotti e finanzieri con scudi e cashi.

Cortei anche in altre città d'Italia
Si manifesta anche a Milano dove oggi ricorre l'anniversario di Piazza Fontana. Secondo gli organizzatori qui i manifestanti sarebbero 40.000. onda04Secondo le associazioni studentesche cortei si stanno svolgendo anche a Bergamo, Torino, Padova e Ancona.

Perchè si manifesta

Le associazioni studentesche che scenderannolunedì in piazza si oppongono ad una riforma che, a loro avviso, trasforma la scuola in un privilegio per pochi e non tiene conto degli investimenti che invece sarebbero necessari per ristrutturarla.

onda08I Coordinamenti dei Precari della Scuola invece chiedono l'istituzione di un piano triennale finalizzato alla progressiva immissione in ruolo di tutti i lavoratori precari presenti nelle graduatorie, il ritiro dei tagli alla scuola pubblica statale previsti dalle legge 133 e di tutti i provvedimenti con cui sono stati attuati, il ritiro della legge sul maestro unico, parità di trattamento tra docenti precari e docenti di ruolo, cancellazione dal contratto collettivo nazionale della possibilità di effettuare ore di straordinario sottraendo posti disponibili ai docenti precari e rifiutano nettamente la legge "salvaprecari".

onda09Nuove mobilitazioni si attendono per il 21 dicembre e, nel frattempo, i Comitati Precari Scuola delle regioni promuoveranno iniziative per sensibilizzare i cittadini sulla questione dei precari. Il CPS Marche, ad esempio, domenica prossima organizzerà ripetizioni gratuite a Pesaro, davanti al Teatro Rossini.

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Commenti

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thewhitenigga92 martedì, 15 dicembre 2009

Errata Corrige

Vorrei porgere agli amministratori le mie scuse x averli accusati più in basso su qst articolo di scarso senso democratico. Infatti nn avevo notato che anche i riprovevoli messaggi del Centro Studi Teologici sono stati cancellati. So riconoscere, anche pubblicamente, quando sbaglio, a differenza di altri, e nn ho problemi a fare ammenda. Attilio alias White Nigga

n° 8
Andrea martedì, 15 dicembre 2009

La riforma Gelmini

Il problema della riforma Gelmini (soprattutto quella dei Licei) è che non è sicura ma tutta in confusione; inoltre gli insegnanti non sanno come agire!!!

n° 7
sara martedì, 15 dicembre 2009

x qualcuno che parla senza conoscere

La Camera dei Depunti ha approvato il decreto Gelmini di riforma della scuola. Ecco i punti salienti.

1) Il decreto contiene poche innovazioni, ma chiare. Come ha affermato il ministro, obiettivo del decreto non è una riforma strutturale della scuola, ma una serie di provvedimenti concepiti per aggiustare, sistemare, riordinare quel che bastava per iniziare a mettere al centro della scuola non lo Stato, e neanche i problemi sociali, bensì l’educazione dell’alunno e dello studente.

2) Il centro del decreto è l’introduzione del maestro prevalente. Il principio – ribadito dal ministro e dal Pdl e sostenuto anche dalla Lega e, fino al momento del voto, dall’Udc – obbedisce ad una concezione per cui l’educazione si fonda su un rapporto personale unico. Ciò non esclude l’insegnamento dell’inglese o dell’informatica con un docente specifico, qualora lo stesso insegnante dominante non sia in grado di attrezzarsi al riguardo. Certo, questo provocherà risparmi, liberando risorse in un bilancio per la scuola dove gli stipendi del personale assorbono oggi il 96,98 per cento (!) del budget complessivo. D’altra parte, i maestri modulari (tre ogni due classi) sono stati introdotti per ragioni sindacali e di welfare (ossia per dare occupazione a giovani laureati), oltre che in omaggio ad una pedagogia del doppio o triplo "punto di vista" da proporre ai bambini (così che possano crescere nel dubbio…). Nella scuola italiana, a fronte di una mancanza quasi completa di investimenti infrastrutturali e nella didattica, si contano ben diecimila classi con meno di dieci alunni.

3) Il decreto punta a rinforzare il principio di autorità nella scuola, indebolitosi pericolosamente negli ultimi anni. Il voto in condotta, da solo, non può certo risolvere il problema del "bullismo", ma fornirà al docente e all’istituzione scolastica uno strumento che permetta al ragazzo e alla famiglia di riconoscere in chi lo impugna un’autorità. "Autorità", nel senso etimologico, indica qualcuno che parla con certezza di che cosa sia il bene e il male, e su questa base richiede la disciplina.

4) L’introduzione di corsi in "Cittadinanza e Costituzione" non ha come obiettivo una sorta di "educazione statale" che si suppone neutra, bensì l’educazione allo stare insieme attraverso la comunicazione dei caposaldi della vita comune: il rispetto reciproco, la cura di chi è diverso, ma anche il non sporcare i muri, l’alzarsi in piedi quando in classe entra un adulto, e così via.

5) La reintroduzione del voto in decimali mira a ripulire i giudizi sull’italiano e la matematica dagli psicologismi e da sforzi espressivi spesso poverissimi, a benefico della semplicità e della chiarezza.

L’obiezione che lo scopo del decreto sia "uccidere la scuola", "togliere il tempo pieno" o "licenziare i maestri" è assai povera. In realtà le famiglie potranno scegliere liberamente se lasciare i figli a scuola 24 o 27 o anche 40 ore alla settimana. Perché opporsi alla libertà di scelta? E’ davvero necessario che tutti siano obbligati per legge ad inviare i figli a farsi indottrinare anche di pomeriggio, anche quando le scuole sono dominate da ideologie "progressiste" che nei fatti fanno progredire solo l’ignoranza?

n° 6
Sarà martedì, 15 dicembre 2009

R: x qualcuno che parla senza conoscere

Quel che c'era da dire l'ho detto e non serve ripeterlo... XD

Sarà martedì, 15 dicembre 2009

R: x qualcuno che parla senza conoscere

1. Meno ore di scuola = più qualità Dicono che taglieranno le ore superflue e che in questo modo gli studenti saranno più preparati. In realtà tutto dipende da cosa e come si taglia: tagliare le ore di laboratorio nei tecnici e professionali, ad esempio, non aiuta di certo gli studenti a imparare meglio le materie pratiche! A fare le spese di questa scelta sono le ore che riguardano gli interessi degli studenti, il motivo per cui hanno scelto un tipo di scuola anziché un altro. In questo modo viene meno la funzione di orientamento che dovrebbe svolgere la scuola, cioè farci scoprire che cosa ci piace studiare, quali argomenti e campi ci appassionano, ecc. 2. Voto in condotta = rigore “Per risolvere il problema del bullismo è necessario dare alle scuole strumenti efficaci per intervenire, per questo con il 5 in condotta si può tornare a bocciare” dice la Gelmini. Ma gli strumenti le scuole li hanno già, si chiamano Statuto degli studenti e Regolamento d’istituto. Lo Statuto prevede sanzioni disciplinari per tutte le infrazioni delle norme di convivenza civile, che possono anche portare alla bocciatura nei casi più gravi. 3. Grembiule= uguaglianza sociale Per rendere gli studenti uguali a scuola serve prima di tutto una legge nazionale sul diritto allo studio, perché chi è svantaggiato possa permettersi di raggiungere la scuola, comprarsi i libri, continuare a studiare senza dovere, per provvedere al reddito della sua famiglia, entrare anzitempo nel mondo del lavoro, magari in nero. 4. Tagli = efficienza L’idea che per la scuola si spende troppo è una balla gigantesca. Il nostro Paese spende molto meno del resto d’Europa per garantire un’istruzione di qualità a tutti. Meno fondi significa meno corsi di recupero, meno laboratori, meno gite, meno progetti studenteschi, meno sperimentazioni, meno borse di studio, meno sostegno per il costo dei libri di testo, scuole più brutte e meno sicure. 5. Scuola = futuro La possibilità di assolvere l’obbligo scolastico anche in formazione professionale, quindi di andare a lavorare a 16 anni potrebbe significare che coloro che continueranno a studiare saranno i ricchi, mentre ai poveri rimarrà poca scuola e di pessima qualità. 6. Meno anni di scuola = più lavoro La Gelmini lo ha detto: forse gli anni di scuola superiore passeranno da 5 a 4, con un anno aggiuntivo solo per chi vuole andare all’università. La Gelmini dice che nel nostro Paese i laureati restano disoccupati, mentre c’è richiesta di tecnici e professioni pratiche. La verità è un’altra: perché l’economia italiana possa essere competitiva c’è bisogno di più ricerca, cultura e innovazione. 7. Libertà di scelta = diritto allo studio Noi parliamo di diritto allo studio, la Gelmini traduce con libertà di scelta. Il diritto allo studio è il diritto costituzionale inalienabile di poter accedere ai più alti gradi di istruzione indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. Anche un povero, cioè, può provare a prendere il diploma o la laurea, e lo Stato deve aiutarlo a sostenere le spese dello studio. La libertà di scelta dovrebbe essere il diritto che viene dato alle famiglie di scegliere per i figli la scuola considerata migliore. Lo Stato deve finanziare il diritto allo studio per tutti. Poi viene anche la libertà di scelta. 8. Meno democrazia = più ordine La Gelmini, nel suo discorso di insediamento, ha parlato di relazioni eccessivamente sindacali tra studenti e professori, che devono essere sostituite da un sano clima di amicizia e collaborazione. La Rete degli Studenti crede invece che il disordine che regna spesso nelle scuole sia dovuto non di certo a chi vuole sostenere discussioni democratiche con gli insegnanti, ma piuttosto ai diritti negati, alle persone trattate come vasi da riempire. 9. Bullismo = emergenza numero uno Il bullismo, di cui si parla tanto, è davvero la prima emergenza che la scuola deve affrontare? Secondo la Rete degli Studenti le emergenze vere sono l’edilizia scolastica, che rende molte scuole pericolose e sgradevoli da vivere, la valorizzazione dei docenti, l’assenza di un sistema di formazione per tutti i professori, la mancanza di fondi per laboratori, sperimentazioni, ecc. 10. Meno insegnanti = più qualità Si comincia a tagliare dalla più che funzionante scuola elementare italiana: ma i tagli non si limiteranno alle elementari e alle medie, riguarderanno anche le superiori. In particolare verrà ulteriormente ridotto il numero di ore dei tecnici e dei professionali a scapito di laboratori e attività pratiche, che sono quelle maggiormente qualificanti in questo tipo di scuole. Verrà penalizzata anche la terza area dei professionali, cioè gli stage formativi e l’alternanza scuola-lavoro.

Sarà martedì, 15 dicembre 2009

R: x qualcuno che parla senza conoscere

Elementari: Il “tempo pieno” permane nelle formula opzionale delle 40 ore settimanali, ma le ore pomeridiane sono una sorta di bonus, mentre i programmi didattici si svolgono solo nelle ore mattutine. In sostanza, le 40 ore diventano un parcheggio per i bambini, non più una delle due possibilità (tempo pieno e mattina) che si distinguevano per la diversa organizzazione dei tempi nel quadro un progetto didattico uniforme e coeso. La questione del maestro unico è fortemente legata a questa, sia per l’organizzazione dei tempi sia per la gestione della crescita dei ragazzi affidata ad un solo insegnante, che sostituisce le possibilità di valutazione e di offerta formativa di un team. Medie: Obbligo scolastico: sempre fino ai 16 anni (in Europa si parla di arrivare ai 18); introdotta la possibilità di svolgere gli ultimi due anni presso i corsi regionali di formazione professionale. Istituti paritari: “l’istruzione è pubblica anche quando è svolta dalle scuole paritarie. Penso che si debba andare incontro alle famiglie che chiedono di poter esercitare la propria scelta educativa.” Ogni commento è superfluo. Tagli: 8 miliardi di euro tagliati ai fondi destinati alla scuola pubblica, impoverimento del livello di insegnamento e incentivo alle scuole private per chi può se lo può permettere. Voto in condotta: fatto per ovviare al “bullismo”, potrebbe rivelarsi invece un elemento di limitazione e di controllo repressivo sugli studenti. Ulteriore aumento del divario tra istituti tecnici (con i suddetti corsi di avviamento al lavoro) e licei: l’apertura al mondo universitario è riservata quasi esclusivamente a questi ultimi. Università: Gli atenei, già troppo simili a laureifici ed impostati secondo una logica concorrenziale di mercato (utenza, crediti formativi, caccia alle matricole con continue nuove offerte formative, etc.), rischiano con la legge 133 la chiusura. Il taglio di 1,5 miliardi di euro destinati all’università comporterà la chiusura di svariati corsi di laurea o la trasformazione in “fondazioni di diritto privato”. Conseguenze: aumento illimitato delle tasse di iscrizione, fine dell’”università pubblica” e taglio dei posti destinati alla ricerca, ormai a uso e consumo di privati.

Sarà martedì, 15 dicembre 2009

R: x qualcuno che parla senza conoscere

Ricercatori solo tempo, nel limbo l’attuale precariato. Senato accademico svuotato di poteri effettivi e studenti “infilati” ovunque, ma solo come operazione di facciata. Test di accesso persino per le borse di studio per il merito, un fondo a cura dell’Economia e non dal Miur. Riscrittura degli Statuti, pena il commissariamento e ore dei prof certificate e verificate. Ecco la riforma della Gelmini. Meno democrazia e più potere al Cda con l'ingresso delle aziende private e ai rettori. E la protesta dell’Onda è già dietro l’angolo. Un disegno di legge di riforma in 15 articolidi che dopo il via libera del Consiglio dei ministri comincerà il suo iter al Senato, affinchè il ddl Aprea sull’istruzione in fondazione possa avere una corsia privilegiata... Meno autonomia uguale più merito. E più privato uguale più qualità. Sono queste le equazioni che stanno dietro il provvedimento sull’università approvato da Palazzo Chigi. Era dai tempi del sedicente “pacchetto sicurezza” che il volto ideologico della destra che ci governa non lasciava un’impronta tanto nitida. E lo si deve alla furia riformatrice di una figlia della Bergamasca come Mariastella Gelmini, il ministro dell’Istruzione che per diventare avvocato scese a sostenere l’esame in Calabria, in un’ottica di “istruzione patria” di chiara marca deamicisiana (dalle Alpi all’Appennino e ritorno). La realtà della riforma va oltre gli slogan ed è di volgare concretezza: come per la scuola, non c’è un soldo bucato neppure per gli atenei. Giulio Tremonti non sgancia e la Gelmini, che ha confessato al suo ideologo di riferimento Maurizio Costanzo di voler crivere un libro di “favole regionali” manco fosse Italo Calvino, copre così la sua triste realtà di piccola fiammiferaia di Viale Trastevere. Ci sono meno denari per gli studenti più bravi, ma si racconta che i criteri di attribuzione saranno più severi e meritocratici. Ci sono meno soldi per gli atenei pubblici e si restringe ulteriormente il diritto allo studio sancito dalla Costituzione, ampliando il ricorso agli odiosi test d’ingresso. Si vuole limitare l’offerta formativa delle università statali, limitandone l’autonomia, e si copre il tutto con l’ingresso del famoso “mercato”. Se almeno avessero il coraggio della provocazione culturale, si potrebbe discutere con una certa allegria. Potremmo chiudere gli occhi sugl’interessi dei privati “sussidiati” ai quali abbiamo assistito nella sanità e nei servizi pubblici essenziali. Potremmo berci la storiella che il contributo scientifico e culturale di Sciùr Brambilla e Cumènda vari sia la vera modernità. Potremmo perfino ripescare meravigliose provocazioni libertarie come quelle di Enzensberger per un “ritorno al precettore”. Poi però uno vede l’ombra di Giulietto Mani di Forbice e capisce che la prima favola della Gelmini ha per titolo “L’ateneo dimezzato”. E allora la può raccontare giusto al Costanzo Show...

Sarà martedì, 15 dicembre 2009

R: x qualcuno che parla senza conoscere

allora sta legge è una gran cavolata .... la Gelmini:
ha aggiunto il 7 in condotta ... secondo me è giusto ke a scuola ci si debba comportare in un certo modo...! ma lei questa riforma la vuole attuare x motivi ben diversi: ha affermato ke cn il voto in condotta diminuiranno gli atti di bullismo..! ma nn è assolutissimamente vero! x far si ke un ragazzo nn si comporti in un certo modo bisogna lavorare sul suo livello di autostima e quindi il voto in condotta nn porta da nessunissima parte...!

nell scuola dell'infanzia vuole: ridurre il tempo scolastico e il personale,aumento degli alunni x classe,,( tenendo conto ke in una classe di 30 alunni ci sia un bambino extra comunitario,le maestre sn tenute a seguire quel bambino ma cn l'aumento di alunni questo nn sarà più possibile ed ecco ke il Genio del ministro pensa di formare classi soltanto di extraxomunitari... nn tenendo conto ke x gli stranieri nn ci sarà mai un' integrazione in italia cn questa riforma)

scuola primaria: riduzione tempo scolastico, riduzione programma didattico,maestro unico x ttt le materie, taglio delle ore x il sostegno,impossibilità di effettuare uscite didattiche( poichè la legge vieta ad unico maestro di portare in gita classi di 30 persone) , aumento alunni x classe,chiusure delle scuole ke nn raggiungono i 700 alunni ( il kè implica ke le scuole dei paesini verranno chiuse e di conseguenza ci ritroveremo cm 40 anni fa cn alunni ke si fanno chilometri di strada x andare a scuola);

scuola media: riduzione orario,taglio del personale, riduzione della didattica ( sparisce educazione tecnica e la seconda lingua straniera)

scuola superiore: riduzione orario,riduzione del personale, riduzione del programma didattico, aumento degli alunni x classe,riduzione degli indirizzi, ogni indirizzo di studio avrà solamente 4 anni di scuola + un solo anno x coloro ke vanno all'università); aggiunta voto in condotta e se nn hai almeno 80 agli esamidi stato nn sarai accettato a nessuna università-....!!!

Università: taglio fondi ( di conseguenza + privatizzazione ...) legge 133....
quindi...
dopo 5 anni di liceo se nn hai le possibilità economiche x permetterti l'università sarai costretta a fare lavori ke nn implicano il possesso del diploma ... il kè significa 5 anni di studio buttati al vento...!!!
ah appr... al giorno d'oggi se nn hai un pezzo di carta in mano nn puoi fare nemmeno lo spazzino..!

tutte queste la Gelmini ha il coraggio di chiamarle riforme ???? ma ke andasse a.........!
inoltre ha avuto anke il coraggio di chiamare i prof del sud TERRONI e gli ha consigliato di fare dei corsi ..!!!
al nord l'80 % dei prof sn meridionali.......!!!!!!!
ma questo lei nn l'ha preso in considerazione

Andrea sabato, 12 dicembre 2009

Proteste contro la Gelmini

Berlusconi certo con il suo governo ha tagliato i fondi per la scuola, ma almeno ha fatto qualcosa di buono, non come la sinistra che ripete ogni giono di dare fondi alla scuola e lei non li ha mai dati, o meglio li ha concessi in tempi "buoni".
Inoltre gli studenti che ieri hanno protestato violentemente sono i veri fannulloni, che vogliono fare solo casino. Mi associo invece agli insegnanti e a quesi studenti che hanno manifestato in altre occasioni civilmente e con il cuore!!!

n° 5
Luna lunedì, 14 dicembre 2009

R: Proteste contro la Gelmini

Non sono assolutamente d'accordo con quello che dici.

sara domenica, 13 dicembre 2009

R: Proteste contro la Gelmini

Sono perfettamente d'accordo con Andrea

thewhitenigga92 domenica, 13 dicembre 2009

R: R: Proteste contro la Gelmini

Decisamente anche io

storia domenica, 13 dicembre 2009

R: R: R: Proteste contro la Gelmini

Idem.

storia domenica, 13 dicembre 2009

R: R: Proteste contro la Gelmini

Mi avrebbe sorpreso il contrario, oppure che tu avessi formulato un pensiero da sola invece di copincollare in giro o quotare chi ha già parlato per te, "anonima", ma quello che R ha detto sotto su Andrea vale anche per te.

R sabato, 12 dicembre 2009

R: Proteste contro la Gelmini

"Berlusconi certo con il suo governo ha tagliato i fondi per la scuola ma almeno ha fatto qualcosa di buono" questa frase si commenta da sola e non serve aggiungere altro

thewhitenigga92 venerdì, 11 dicembre 2009

E poi si lamentano pure...

Vedendo le immagini delle cariche della polizia a quegli studenti, si fa per dire, mi viene una tristezza infinita. Costoro predicano il libero accesso allo studio, saperi liberi, mentre anzichè stare veramente a studiare passano il loro tempo a protestare contro qualcosa che loro non conoscono, rifiutandosi di ragionare con la loro testa preferendo farsi manipolare dal branco e da qualche capetto che li imbottisce di slogan preconfezionati, senza proporre nessuna proposta alternativa seria, in cambio di una giornata di sballo. Poi nn si lamentino se la polizia li carica e li prende a manganellate, chi si comporta da criminale nn deve aspettarsi altro, ed a mio parere la polizia è andata anche troppo leggera. Credo che a certa gente una bella purga faccia altro che bene, di sicuro x schiarirsi le idee e x raffreddarsi il testosterone. SE VOLETE VERAMENTE STUDIARE, FATELO, NESSUNO VE LO IMPEDISCE, MA SE NO, NN ROMPETECI LE PALLE A TUTTI CON IL VOSTRO VITTIMISMO CHE SFOCIA NELLA DELINQUENZA!!

n° 4
Stefano venerdì, 11 dicembre 2009

R: E poi si lamentano pure...

Scusa, ma che cavolo stai dicendo? O_o Le manifestazioni sono atti legalissimi, chi è che si comporta da criminale? Poi, ti pare sensato togliere soldi alle scuole pubbliche per darle alle private? Togliere i professori? Togliere ore di lezione? Gli studenti non manifestano per un'ora di sballo, se fosse così resterebbero a casa propria, manifestano perchè le leggi che stanno facendo ora sono mirate a distruggere la scuola, perchè le persone del domani siano oggetti privi di pensiero capaci solo di guardare uomini&donne, lapupa&ilsecchione, ilgrandefratello e simili. E ci stanno riuscendo anche bene.

thewhitenigga92 sabato, 12 dicembre 2009

R: R: E poi si lamentano pure...

Innanzitutto se una manifestazione nn è autorizzata dalla questura è un atto illegale, x cui, dato che anche il mio parroco deve chiedere l'autorizzazione x fare la Via Crucis a Pasqua, nn vedo x cui debbano farlo loro. Forse perchè sanno di stare facendo qualcosa di illegale, e ne sono contenti così se vola qualche manata con le forza dell'ordine finiscono meglio sui telegiornali. Secondo spiegami dove cacchio le hai lette queste cose che citi. Nn mi rispondere che ce le hanno detti i sindacati o qualche professore che ha fatto la ''parafrasi'' della riforma dal politichese, perchè se no voi poveri bambini nn la capite (A scuola mia è successo proprio così), perchè sono tutte falsità. Nn viene licenziato nessun professore, anche perchè è impossibile causa Statuto dei Lavoratori, ma semplicemente si cambia il ranking x assumere i precari, che verranno impiegati nn più in base all'anzianità, ma al merito, guardando x esempio i voti presi agli esami di abilitazione, il curriculm, i corsi di aggiornamento, le esperienza, ecc.... Sarà inoltre fatto un blocco del turnover al 20/30%, cioè ogni dieci professori che vanno in pensione ne verranno assunti 3, e qst solamente fino a quando la quantità di dipendenti nella scuola pubblica un milione e 500000, rientrerà negli standard europei, poi il turnover tornerà al 100%. Nn vengono eliminate ore di lezione, ma semplicemente verrà data facoltà alle famiglie di far uscire o meno il figlio all'ora di pranzo (qst x quanto riguarda il tempo pieno), facendo diventare il tempo pieno una scelta facoltativa e nn più obbligata. Quanto alle scuole private verranno continuate a essere cofinanziate, anche perchè molte sono oasi di eccellenza, ma nulla verrà sottratto alle scuole pubbliche. Per cui prima di urlare a vanvera documentatevi. Infine io a favore della riforma Gelmini, ma ti assicuro che nn ho mai guardato ne il Grande Fratello, ne uomini e donne, in compenso ho una media alta a scuola, un classico, ho tre diplomi di certificazione in inglese e spagnolo (Trinity, PET, Cervantes), nonchè prossimo partecipante al Certamen Classicum Florentinum, gara nazionale di traduzione dal greco in latino, e ti assicuro che quelli che te indicavi con disprezzo indicandoli come beoti teledipendenti sono perlopiù accantiti contestatori. P.S. Non ho detto il mio curriculum x vantarmi, cosa che nn mi interessa assolutamente, ma solo x smentire la tua ultima affermazione.

Stefano sabato, 12 dicembre 2009

R: R: R: E poi si lamentano pure...

No, davvero, a volte non capisco se sei stupido o lo fai -.- Cioè, in altri topic te ne esci anche con delle cose intelligenti, ma qui veramente spari cazzate a tutta randa. Secondo te una manifestazione annunciata con mezzo mese di anticipo non ha l'autorizzazione della questura? Bisognerebbe essere veramente degli idioti patentati per annunciare in pompa magna che si sta per compiere un atto illegale, come se mi mettessi in mezzo al duomo col megafono a gridare che sto per rapinare una banca....

giurista sabato, 12 dicembre 2009

R: R: E poi si lamentano pure...

Stefano, apprezzo il tentativo, ma secondo me è inutlie...

Marco lovicario lunedì, 14 dicembre 2009

R: R: R: E poi si lamentano pure...

ciao come stai?

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