LA PRIVACY
DALLO STATUTO DEGLI STUDENTI
(Art. 2, comma 2) La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza.
IN PRATICA...
In base a questo principio la scuola ed i docenti dovranno:
- mantenere riservato l'esito delle prove orali e scritte.
- garantire allo studente la massima riservatezza nell'accesso alle facilitazioni per reddito nelle varie occasioni (dalle gite al comodato d'uso)
RICORDA: Se dovessi trovarti in situazioni simili, hai anche un altro "alleato", la legge sulla privacy ed un eventuale esposto al garante sono strumenti di grande tutela in questo campo.
LA PARTECIPAZIONE DEGLI STUDENTI
DALLO STATUTO DEGLI STUDENTI
(Art. 2, comma 4) Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento d'Istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico.
CIOE'...
Questo principio costituisce un importante superamento della concezione ancora diffusissima nella scuola che la programmazione didattica e la valutazione siano di dominio assoluto dei docenti. Si riconosce l'importanza della comunicazione con gli studenti in merito alla programmazione didattica, da intendersi sia a livello d'Istituto che di classe, organizzazione della scuola, criteri di valutazione anche dei singoli docenti, ecc.
I regolamenti d'Istituto devono prevedere luoghi e modalità di confronto e non solo informazione su questi temi tra insegnanti e docenti, a livello di classe e a livello di Istituto.
LIBERTA' DI ESPRESSIONE
DALLO STATUTO DEGLI STUDENTI
(Art. 1, comma 4 ) La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età o condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale o culturale.
(Art. 4, comma 4) In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestate e non lesiva dell'altrui personalità.
IN CONCRETO
Questi principi sono senz'altro importanti e costituiscono la premessa per una scuola dove gli studenti contano davvero qualcosa. Sebbene la loro traduzione nella pratica scolastica sia più difficile, margini di intervento possono esistere.
RAPPORTI CON I DOCENTI
Nei rapporti con i docenti: nessun insegnante sarà autorizzato a penalizzare studenti per le loro opinioni personali in merito ad argomenti trattati durante interrogazioni. Nessuno potrà più punire con sanzioni disciplinari studenti che protestano (ovviamente nei modi dovuti) per atti di insegnanti e presidi. Problemi può presentare l'espressione "e non lesiva dell'altrui personalità", concetto giuridicamente vacuo ed evanescente. In teoria ogni comportamento, infatti, può essere considerato lesivo della personalità altrui. Va imposta in sede di contenzioso una interpretazione restrittiva che consideri lesivi dell'altrui personalità "azioni o comportamenti che mettano in discussione o coinvolgano in modo e per fini inopportuni la vita privata degli individui, la loro coscienza individuale e le loro idee".
I VOTI
DALLO STATUTO DEGLI STUDENTI
(Art. 2, comma 4) Lo studente ha inoltre il diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
(Art.4, comma 3) Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
Ciò vuol dire innanzitutto che devono essere chiaramente illustrati i criteri di valutazione da parte dei singoli insegnanti, che non possono essere rifiutate spiegazioni sui voti assegnati o sui criteri stessi.
QUINDI...
Si stabilisce inoltre la tempestività della valutazione. Questo vuol dire che i voti delle interrogazioni devono essere comunicati in breve tempo (possibilmente subito), lo stesso vale per i voti dei compiti in classe, i quali, quindi, non possono quindi essere riconsegnati un mese dopo il loro svolgimento.
Vuoi saperne di più? leggi lo Statuto degli Studenti
interrogazione
la mia domanda è semplice: può una prof decidee, in mia assenza, di interrogarmi un giorno in cui non abbiamo lezione con lei e non nella nostra aula?
Essere mandati via da scuola !
si puo mandare via un ragazzo (io) dalla scuola alle 10 meno 15 ! per essere arrivato in ritardo alle 8:37 ! fatto attendere fuori dalla scuola al freddo ..e essere mandato via per averli detto che ha l orario avanti rispetto al mio ?? e inconcepibile cosi non invogliano per niente gli studenti a frequentare e a studiare io ho 16 anni e frequento la scuola superiore ...ci tengo a precisare che eravamo una ventina di ragazzi chaspettavano chi pendolare e chi no...
un diritto NEGATO
ciao a tutti. volevo parlarvi di una situazione davvero pessima che sta accadendo nella mia scuola superiore di Lecco. in seguito ai tagli agli stipendi dei professori essi hanno deciso,come forma di protesta, di negare a noi studenti il diritto di fare gite scolastiche. io credo sia una cosa gravissima in quanto questa protesta penalizza noi studenti che non centriamo nulla. ritengo sia come se, come forma di protesta per la salvaguardia dei loro stipendi,i professori decidessero di negarci l'insegnamento,e questa è una cosa inammissibile. volevo sapere se noi studenti possiamo fare qualcosa per riprenderci il nostro diritto negato! grazie
R: un diritto NEGATO
ci sono delle evidenti inesattezze che La portano a delle conclusioni sbagliate.
1.
Non esiste la "gita" scolastica; esistono l'uscita didattica, il viaggio di istruzione, lo stage di studio... Chiaramente non si tratta solo di un termine usato al posto di un altro; quelli che ho indicato sono TUTTI riferiti a quello che è il compito della Scuola: "didattica", "istruzione", "studio". Questo non si può dire del termine "gita" (che invece è quello che vuole, per svago o per trasgressione, la gran parte degli studenti... diciamocelo!)
2.
Non esiste un "diritto" alla "gita", ma nemmeno esistono il diritto all'uscita, al viaggio o allo stage. Si tratta di opzioni didattiche che i docenti attivano - se e quando lo ritengono opportuno - per proporre alla classe certi argomenti, certi modi di apprendere, in luoghi diversi dalle normali aule. Non vi è, in tal senso, alcun "obbligo eluso" per i docenti o alcun "diritto negato" per gli studenti
3.
Non vi sono stati "tagli" agli stipendi... ci mancherebbe solo questa! Invece, e non è poco, gli stipendi sono stati bloccati (anche se il costo della vita aumenta)
4.
Ciò che è stato tagliato è la "diaria", cioè il compenso orario - comunque miserevole ed irrisorio - assegnato ai docenti accompagnatori.
Si trattava di una forma per riconoscere il maggior impegno orario (non 4-5 ore di lezione al dì), i maggiori rischi (responsabilità "in vigilando" 24 h su 24), il maggior impegno fisico.
Era una cifra modesta e corrisposta sempre in ritardo, ma la sua abolizione è stato un ulteriore schiaffo del Ministero ai suoi dipendenti; in queste condizioni perché devo lavorare di più, faticare di più, avere più rischi se nulla mi è riconosciuto?
5.
Infine, il mondo della scuola è considerato inutile e improduttivo; ebbene, è opportuno che si sappia quale fiume di denaro muove la scuola con le sue attività.
Quante agenzie di viaggio campano coi servizi resi alle scuole per i viaggi? Quanti alberghi aprono - a stagione "morta" - perché vi sono le scolaresche? Quanti venditori di bibite, panini, ricordini etc si arricchiscono operché vi sono studenti che si muovono?
Spero di aver dissipato qualche dubbio; lo scopo di un'azione di protesta è di richiamare - tramite il disagio- l'attenzione su un problema. Spiace vedere che gli studenti sono del tutto inconsapevoli del problema-scuola in questo Paese.
prof con seri problemi mentali
ciao ,sto cercando una legge o un'ispettore che tuteli noi studenti di una classe superiore che ormai è all'ultimo anno.Frequento un liceo artistico e da 3 anni della materia di discipline plastiche abbiamo una prof che non è mai venuta perchè non si sà come è riuscita a causa di un'incidente(investita da una bibicletta)a stare a casa facendosi sempre rinnovare tranquillamente il contratto in mutua..e per 3 anni ha girato per la scuola con collarino e bastone (testimonianze dicono che appena fuori da scuola si toglieva tutto..dicono che legalmente sia molto forte.)a parte questo ora come per magia è tornata ad insegnare ma non fà niente passa il tempo a parlare di norme per non farci male(dice che se no deve pagare lei...per esempio le cartelle per terra potrebbero farci inciampare o le statue vicino ai banchi potrebbero cadere..in totale la classe è quasi vuota)la preside e gli altri prof sanno che ha dei problemi ci litigano ma non provvedono..e ci andiamo di mezzo noi che non facciamo niente ...e con niente intendo che all'esame porterò aria fritta..io chiedo che venga mandata a casa..ma come?????cosa posso fare??come posso tutelarmi...spero che qualcuno mi possa aiutare..la situazione si fà troppo straziante..grazie attendo risposta
aiuto
sono una ragazza di 26 anni che min ha ancora la maturità, mi sono iscritta con grandi scuole di roma che dopo una trentina di lezioni mi ha negato la possibilità di avere le altre trenta lezioni che ho pagato, non so a chi rivolgermi, aiutoooooooooooo