Mariastella Gelmini ha firmato il decreto attuativo della legge 170/2010 che considera
dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia come
disturbi specifici di apprendimento ed avvia nelle scuole e nelle università italiane
nuove norme per aiutare e sostenere tutti gli studenti che soffrono di questi problemi. Secondo le recenti statistiche del Miur,
gli studenti che soffrono di questi disturbi sono circa 70.000, ma i
casi non diagnosticati potrebbero essere molti di più e si parla di circa 200.000 bambini e giovani. La legge, che tutela il
diritto allo studio per questi studenti, prevede
nuove modalità didattiche, forme di valutazione più adeguate, il supporto alle famiglie ed una
formazione specifica per gli insegnanti.

Il decreto prevede l'
utilizzo di strumenti didattici e tecnologici, che possano facilitare lo studio degli studenti con DSA:
sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto; il
registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione; i
programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori; la
calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo. Inoltre si prevede di permettere agli studenti di "
non svolgere alcune prestazioni particolarmente difficoltose a causa del disturbo", come ad esempio una prova scritta di una lingua straniera.
Le prove potranno essere sostituite da altre di uguale valore. Le istituzioni scolastiche dovranno organizzare con maggiore frequenza
incontri con le famiglie degli studenti con DSA, "
affinché l'operato dei docenti risulti conosciuto, condiviso e coordinato con l'azione educativa della famiglia stessa". La legge prende in considerazione anche gli
studenti universitari con DSA, che "
hanno diritto a veder riconosciuti le misure dispensative e gli strumenti compensativi adottati nelle scuole, sin dai test di ammissione, nei quali si potrà prevedere un tempo aggiuntivo, fino a un massimo del 30% in più, per lo svolgimento delle prove". Mentre nel
normale percorso accademico (lezioni ed esami), gli atenei potranno permettere a questi studenti di utilizzare
facilitazioni e strumenti compensativi, come quelli usati nelle scuole (registrazione delle lezioni, utilizzo di testi in formato digitale e programmi di sintesi vocale).