Studiare in Spagna, i racconti di chi ci è riuscito

Di Marta Fanelli.

A volte per raggiungere il proprio sogno è necessario recarsi all’estero. Ecco i racconti di chi è andato a studiare in Spagna, tra Eramsus e scelte di vita

STUDIARE IN SPAGNA, I RACCONTI DI CHI CI E' RIUSCITO

Sono diverse le opportunità di studio all’estero che vengono proposte agli studenti che vogliono fare un'esperienza in Spagna, tra queste la più nota è sicuramente l’esperienza Erasmus, offerta da tutti gli atenei italiani e non solo. Il bando è aperto a tutti gli studenti ma è molto selettivo, questo perché il numero dei posti è limitato, bisogna quindi rispondere a parametri precisi. I criteri di selezione si basano principalmente su alcuni fattori, quali: numero di esami sostenuti e relativi cfu acquisiti sulla base dell’anno d’iscrizione, fattori motivazionali, conoscenza della lingua del paese di destinazione (per alcuni stati vale l’inglese, per altri la lingua parlata nel paese prescelto) e infine è fondamentale non aver mai usufruito prima d’ora della borsa di studio Erasmus.

Le informazioni sulle opportunità di mobilità all’estero per gli studenti dell’Università degli studi di Firenze sono disponibili qui.

LA PAROLA DI CHI CE L’HA FATTA - Francesca, studentessa di Farmacia presso l’Università degli studi di Milano, ci è riuscita. È partita nell’autunno 2012 con una borsa di studio di nove mesi, destinazione Universidad de Granada. Con la lingua non ha riscontrato grandi difficoltà perché in precedenza aveva studiato spagnolo e, inoltre, all’inizio dell’anno accademico in Spagna ha potuto frequentare corsi intensivi di lingua. Al momento si trova ancora a Granada, ha infatti prolungato di un mese il suo soggiorno per poter sostenere gli esami presso l’università spagnola. Secondo quanto riportato da Francesca la maggior parte degli studenti in Erasmus con una borsa di studio di sei mesi hanno deciso di protrarne la durata. Il prolungamento deve comunque essere approvato da entrambe le università, di partenza e di destinazione, e deve essere sostenuto da motivazioni valide, come la possibilità di frequentare corsi che si svolgono nel secondo semestre o, come nel caso di Francesca, la possibilità di sostenere gli esami.

Tutte le informazioni riguardanti il bando Erasmus offerto dall’Università degli studi di Milano sono reperibili qui

Anche Flavia, studentessa di Architettura presso l’Università degli studi di Firenze, ha avuto l'opportunità di partire e ha scelto l’Universidad de Sevilla nel Settembre 2009 con una borsa di studio di 9 mesi, chiedendo poi il prolungamento e tornando così a settembre 2010. Diversamente da Francesca, Flavia non aveva mai studiato spagnolo prima ma nonostante questo non ha avuto grandi problemi di comprensione, anche perché l’Università di Siviglia offre agli Erasmus corsi gratuiti di spagnolo presso la facoltà di lingue.

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Studiare in Spagna
Studiare in Spagna

PERCHE’ ANDARE IN ERASMUS- “L'Erasmus è una bellissima opportunità” dice Flavia, che sottolinea “ovviamente per persone con un minimo di spirito di adattamento. Ognuno sceglie che tipo di Erasmus fare, personalmente mi sembrava riduttivo vivere un anno come se fossi in vacanza”. Flavia ha vissuto appieno la Spagna e l’università, abitava a casa di una ragazza lavoratrice di Siviglia: ha frequentato la sua famiglia, i suoi amici, il suo mondo: “Ho fatto delle vere amicizie che mi porto ancora dietro, dall'Italia al Messico. Questo per me è l'Erasmus più bello che una persona possa fare perché è il mio, ognuno decide quale forma dargli”.
Anche Francesca consiglia questa esperienza a tutti gli studenti “conosci nuovi amici, nuove culture e si anche nuove difficoltà ma ti rafforza e ti fa crescere! L’Erasmus è l'Erasmus...è indescrivibile e assolutamente indimenticabile!”

TIROCINIO IN SPAGNA- L’esperienza spagnola di Flavia non si è fermata con la fine dell’Erasmus. La regione Toscana ha pubblicato un bando per partecipare ad un tirocinio in Spagna aperto non solo ai residenti della regione stessa, ma anche a tutti coloro che vi erano domiciliati, come Flavia, studentessa fuori sede. Il progetto Mobex, era aperto a tutti, laureati e non, bisognava mandare una lettera motivazionale: gli ambiti di lavoro proposti erano i più disparati. Purtroppo l’organizzazione non è stata delle migliori ma comunque Flavia è stata assegnata ad uno studio di architettura a La Coruña: era una delle poche partecipanti a svolgere un lavoro inerente a ciò che faceva in Italia.

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NON SOLO ERASMUS- La Spagna offre un’altra possibilità per gli studenti che vogliono o devono, per i più disparati motivi, recarsi all’estero per studiare: l’ Universidad Europea de Madrid (UEM). Presso l’ Università Europea di Madrid sono presenti moltissime facoltà, da quelle scientifiche a quelle umanistiche (tutte le informazioni sono reperibili a questo link), sono molti gli studenti stranieri che si recano a Madrid, più precisamente a Villaviciosa de Odon, per poter frequentare i corsi di laurea delle aree sanitarie.
Tra questi studenti c’è Emanuele, un ragazzo italiano di 23 anni, partito circa due anni fa per poter studiare medicina. Purtroppo in Italia non è mai riuscito a superare i test di ammissione così, venuto a conoscenza della UEM, ha deciso di tentare il test d’ammissione per la Spagna.
Il test spagnolo è molto diverso rispetto a quello a cui sono sottoposti gli studenti italiani ed è così strutturato: una parte in inglese, una parte in spagnolo ed un colloquio orale per poter valutare le capacità psico-attitudinali e le motivazioni. Una volta passato il test d’ingresso è partito, scelta non facile visto che il corso di laurea in medicina, come in Italia, dura sei anni, sei anni nei quali bisogna convivere con la lontananza dai legami familiari. Finiti i sei anni vorrebbe tornare in Italia per potersi specializzare in un’università italiana, purtroppo il rischio è di non riuscirci perché, nonostante si tratti di due paesi appartenenti all’Unione Europea, ci sono lunghi iter burocratici per il riconoscimento della laurea e degli esami sostenuti, e superati, in Spagna.

Nonostante questi problemi studiare medicina in Spagna ha degli aspetti positivi, quali, ad esempio, ricevere una formazione accademica completa sia a livello teorico che a livello pratico dato che già dal primo anno si ha la possibilità di mettere in atto ciò che si studia. Inoltre si è seguiti maggiormente dalle figure mediche sia a livello personale che motivazionale, con esse si possono avere confronti molto utili per la preparazione personale dello studente, questo grazie anche a classi non più grandi di trenta persone. Per quanto riguarda la lingua Emanuele ha frequentato un corso di spagnolo in Italia sostenendo anche l’esame di certificazione linguistica; in ogni caso l’Università Europea di Madrid mette a disposizione corsi intensivi di spagnolo per gli studenti stranieri. Emanuele raccomanda questa esperienza a tutti coloro che, in questo caso in Italia, siano rimasti esclusi dalla “facoltà dei propri sogni” a causa del test d’ingresso ma “bisogna essere disposti a faticare notevolmente, non si tratta di un Erasmus ma di un percorso completo di studi all’estero e bisogna quindi dimostrare coraggio per superare le difficoltà che ti si presentano”.
Purtroppo anche questa opportunità non è aperta a tutti: la UEM è un’università privata e la retta da pagare è un vero salasso.

QUANDO PUNTARE TUTTO SULL’ESTERO- Alcuni studenti rischiano di demoralizzarsi vedendosi esclusi dalle facoltà che hanno sempre sognato di frequentare. Purtroppo in Italia non c’è posto per tutti, ma prima di annunciare la sconfitta è bene informarsi sulle possibilità che vengono offerte dai Paesi stranieri perché altrove potrebbe essere possibile realizzare il proprio sogno.