"Studenti, non ci sono soldi: andatevene all'estero"

Di Tommaso Caldarelli.

Lo avrebbe detto il ministro della Giustizia in una scuola pugliese

Cari studenti, è inutile che rimanete in Italia: mettete in conto un periodo di permanenza all'estero perché nel nostro paese non ci sono soldi per fare investimenti in scuola, cultura, università e ricerca e anzi, i tagli continueranno anche nel prossimo futuro. La dura verità messa giù senza alcuna promessa di miglioramento è stata pronunciata in questi termini, secondo l'Unione degli Studenti, dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.

STUDIARE ALL'ESTERO, LE NEWS

NON CI SONO SOLDI! - In visita ad una scuola del Salento, a Maglie, il ministro avrebbe messo su un parallelo fra quanto succede nel mondo della Giustizia, con la chiusura di tribunali e di uffici giudiziari, e quanto accade e accadrà anche in altri settori, fra cui quello della scuola.

“Non ci sono soldi!. Bisogna tagliare le sedi dei tribunali, così come quelle delle università perché lo Stato non ha abbastanza risorse. Non c’è alternativa, tutti dobbiamo fare sacrifici! Vi consiglio di sfruttare l’estero per studiare e poi di tornare a dare il vostro aiuto in Italia” .

Queste le frasi che avrebbe pronunciato il ministro riportate dal virgolettato non ufficiale e non confermato apparso sul sito dell'Unione degli Studenti.

STUDIARE IN FRANCIA, BORSE DI STUDIO PER UN ANNO

UN FALLIMENTO - Il sindacato studentesco si dice sdegnato da queste parole: "Un ministro che riesce a dare agli studenti come consiglio migliore quello di andare a studiare all’estero, rappresenta un fallimento totale per l’intero paese". Inoltre, continua l'associazione, sarebbe importante chiedersi "quanti soldi sono stati spesi, ieri, tra poliziotti, finanzieri, unità cinofile, esercito, carabinieri, reparti antisommossa per tutelare la sua sicurezza minacciata in una scuola?" .

PRECARIETA' E FUTURO INCERTO? RESTERO' IN ITALIA

MARIJUANA - Non è tutto. Secondo LecceSette il ministro ha anche parlato della possibilità di legalizzare le droghe leggere.

Personalmente quello della legalizzazione delle droghe leggere è un tema che mi tormenta molto, e che richiederebbe un impegno internazionale per poter essere affrontato veramente. Da madre ho sempre avuto il terrore nei confronti di tutto ciò che crea dipendenza e recidiva.

Insomma, afferma il ministro, la questione è tutt'altro che semplice.