Gli studenti che bruciano un ristorante per noia

Di Tommaso Caldarelli.

Hanno confessato alla polizia e dovranno pagare i danni

Sono tutti denunciati a piede libero, rischiano una condanna quasi certa e dovranno, insieme alle loro famiglie, risarcire tutti i danni da loro provocati: otto ragazzi fra i 16 e i 20 anni hanno dato fuoco ad un ristorante cinese a Roma, quartiere Trastevere. Il tutto senza una plausibile motivazione: semplicemente, si annoiavano e volevano movimentare un po' la serata. Una trovata che pagheranno a caro prezzo.

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L'INCENDIO - La storia la riporta il Messaggero.

"Si stiamo stati noi", ha detto un sedicenne al poliziotto che lo stava interrogando. «Siamo andati ad un distributore - ha continuato il suo racconto l’adolescente - e abbiamo raccolto la benzina in una bottiglia di plastica. Poi siamo andati davanti al ristorante: abbiamo gettato la benzina sull’ingresso e abbiamo dato fuoco».

I residenti di piazza Ippolito Nievo hanno dato l'allarme e grazie ad alcune indicazioni le forze dell'ordine hanno potuto rintracciare i ragazzi, che si erano allontanati, ma non di molto: "Sui vestiti avevano ancora l’odore intenso di benzina, sembravano euforici e non coscienti della bravata appena compiuta". Portati in commissariato, i ragazzi sono crollati e hanno confessato l'accaduto.

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LE CONSEGUENZE - I ragazzi sono tutti incensurati e di buona famiglia. "Le fiamme hanno distrutto il tendone del ristorante orientale e hanno danneggiato in modo serio anche l’ingresso", dice il giornale romano; le famiglie dei ragazzi, convocate in commissariato, non hanno tentato di difendere le azioni dei figli, "anzi qualche genitore è stato anche bloccato dagli agenti mentre cercava di prendere a schiaffi il figlio". Frittata fatta: fedina penale sporca, processo da subire e danni da pagare.