Dalla preistoria all'età arcaica

Di Redazione Studenti.

La preistoria greca, il Paleolitico e le tre epoche della Grecia: arcaica, classica ed ellenistica


Storia
- Preistoria
- Generalità
- L'età Arcaica
- L'età Classica
- L'età Ellenistica
- La Dominazione Romana
- La Decadenza
- L'Insurrezione del 1821 e le Guerre Balcaniche
- La Prima Guerra Mondiale
- La Seconda Guerra Mondiale
- La Resistenza e la Guerra Civile
- L'Instabilità Politica e la Crisi Economica
- Dalla Restaurazione della Vita Democratica ad Oggi
- Diritto


PREISTORIA
Il Paleolitico inferiore in Grecia non è ancora ben conosciuto. Tra i ritrovamenti più antichi deve essere segnalato il cranio di Petralona, rinvenuto all'interno di una grotta della Penisola Calcidica, fuori contesto stratigrafico. Di età imprecisabile, il cranio presenta caratteri per i quali è stato proposto un suo accostamento agli anteneandertaliani europei. Una sequenza con Musteriano di tecnica Levallois alla base, seguito da un micro-Musteriano datato a circa 40.000 anni fa, è conosciuta nel riparo di Asprochaliko, nell'Epiro, nel vicino sito di Kokkinopilos e a Vasilaki(Elide).
Industrie del Paleolitico superiore, comprese tra il XXI e il XIV millennio da oggi, caratterizzate dalla frequenza di lamelle a dorso abbattuto, sono note nella grotta di Kastritsa in Epiro. Una lunga sequenza preistorica è conosciuta nella grotta di Franchthi (Argolide), con Paleolitico superiore alla base, seguito da importanti livelli mesolitici e neolitici. Dei tempi neolitici sono rilevanti i resti di culture preceramiche, risalenti al VI millennio, provenienti dalla Macedonia, dalla Tessaglia e da Cipro, nonché di quelle successive assegnabili soprattutto alle culture di Sesklo e di Dimini. Molto copiosi i resti dell'Età del Bronzo per la quale si individuano le culture tessalica, elladica, cicladica e minoica con cui ci si affaccia ai tempi protostorici.


GENERALITA'
Virtualmente la storia della Grecia, o meglio la storia dei Greci, può dividersi in tre epoche: età arcaica, dai secoli bui del Medioevo Ellenico fino all'epoca delle guerre persiane (dai sec. XI-IX al 490-479 a. C.); età classica, che, successiva alle guerre persiane, termina convenzionalmente con la battaglia di Cheronea, che segna il trionfo dell'egemonia macedone (479-338 a. C.); età ellenistica, dall'asservimento alla Macedonia alla conquista romana (338-146 a. C.).
La prima, in cui la polis non è ancora divenuta l'unità politica fondamentale del mondo greco, si contraddistingue nel potenziamento del vincolo dell'anfizionia come elemento di coesione fra le varie stirpi elleniche; l'età classica è invece dominata dall'ideale della polis, in cui s'identifica storia culturale e politica dei Greci, e infine l'età ellenistica è caratterizzata dall'affermazione in tutto il mondo greco degli Stati territoriali a base federale.


L'ETA' ARCAICA
Dopo il tramonto degli Stati micenei, la Grecia fra i sec. XI e IX a. C. subì un decadimento violento, investita da una radicale crisi di trasformazione che convenzionalmente va sotto il nome di Medioevo Ellenico.
In questo periodo – in cui si assiste al succedersi della civiltà del Ferro a quella del Bronzo – le rocche micenee presentano segni di distruzione violenta, decaddero le arti, talune città cambiarono nome; commerci e attività artigianali ristagnarono e l'economia tornò alla terra. Nella città greca, ancora retta a monarchia, s'instaurò ben presto un braccio di ferro fra re e aristocrazie di sangue, destinato a risolversi a favore di queste ultime; nei sec. VIII-VII prevalsero governi aristocratici, per lo più succedutisi senza azioni di forza alle antiche monarchie: al loro interno si manifestò una lotta di classe, indice della formazione di un ceto "borghese" che a lungo andare determinò il loro tramonto.
Il nuovo ceto era espressione della profonda rivoluzione economica che ha caratterizzato il sec. VII e che schematicamente può riassumersi in tre momenti: introduzione della moneta, potenziamento di grandi imprese coloniali in terre lontane (che aprirono al commercio greco il controllo delle principali rotte mediterranee), nascita di un'economia mercantile. Si formava così, a vantaggio di un ceto "borghese", una ricchezza mobile che si opponeva alla ricchezza fondiaria della classe aristocratica: il potere dei nobili veniva a essere sempre più minato e sorsero le tirannidi, appoggiate alle nuove borghesie e al popolo, che, nel rotto equilibrio sociale, alzava la testa per affermare i suoi diritti e richiedere leggi scritte. I tiranni, nel sec. VI ancora al potere nel mondo greco, tesero ad affermare in campo internazionale il prestigio della loro città e si circondarono di corti di artisti e poeti. Tutto ciò contribuì inevitabilmente a rendere ereditario l'istituto della tirannide: famose le signorie degli Ortagoridi a Sicione, dei Cipselidi a Corinto, dei Pisistratidi ad Atene. Il loro crollo, a favore di nuovi governi aristocratici, oppure – per la prima volta – di governi democratici, coincise grosso modo con l'avvento dell'età classica.
Sparta e Atene, due poleis successivamente destinate a dominare la scena politica del mondo greco, erano emerse con particolare prestigio già in età arcaica ed erano espressione di due antitetiche concezioni politico-istituzionali. Sparta era indubbiamente la polis militarmente più potente: a capo della Lega Peloponnesiaca era venuta gradatamente asservendo i paesi vicini, i cui abitanti costituivano l'attuale classe servile della sua cittadinanza (gli Iloti). Il potere era in mano alla ristrettissima classe degli Spartiati, cittadini-soldati che si consacravano esclusivamente al servizio dello Stato: il governo era retto a diarchia, ma sostanzialmente era sempre più controllato da una ristretta classe aristocratica, tutta tesa a salvaguardare lo Stato da qualsiasi forma di innovazione. Atene, al contrario, si evolse verso ordinamenti moderatamente democratici già nel corso del sec. VI. Tappe fondamentali di questa evoluzione furono, agli inizi e alla fine del secolo, la costituzione soloniana (595-594 o 594-593) e quella clistenica (508): nel mezzo ci fu la parentesi della tirannia dei Pisistratidi, che fu in fondo una tappa obbligata della marcia dei ceti popolari verso la conquista delle istituzioni democratiche.