L’Italia tra Ottocento e Novecento

Di Elisa Chiarlitti.

Tra ‘800 e ‘900 l’Italia è il paese che subisce le maggiori trasformazioni: a livello territoriale, con l’Unificazione, il passaggio ad una Repubblica Monarchica ed il mutamento della struttura economica con l’industrializzazione del Nord

STORIA D’ITALIA: IL RIASSUNTO - La seconda metà dell’Ottocento fu per l’Europa un periodo di rottura definitiva con il passato: gli assetti politici dei vari Stati e le collaborazioni tra di essi mutarono molto rispetto l’inizio del secolo, le numerose guerre combattute generarono nuovi accordi tra le nazioni, furono creati nuovi confini, e le nuove riforme economiche cambiarono il modo di vivere dei popoli europei e non solo. L’Italia in questo quadro di generale mutamento fu uno dei Paesi a subire le maggiori trasformazioni, a livello territoriale con l’Unificazione, a livello politico con la Repubblica Monarchica e a livello economico-sociale con la crescente industrializzazione soprattutto al nord. Riassunti e temi svolti: iscriviti al gruppo su Fb

Leggi anche: Depretis e Crispi - Fasci siciliani e Guerra d'Abissinia - Le riforme di Giolitti - Guerra in Libia

LA RIVOLUZIONE PARLAMENTARE DEL 1876 - Conclusasi la guerra contro l’Austria che sancì l’annessione del Veneto all’Italia, nel 1874 furono indette regolari elezioni per formare il nuovo Governo e il successore di La Marmora; in quest’occasione la Destra entrò in profonda crisi visto la crescente influenza che la Sinistra stava avendo sull’elettorato grazie alle nuove personalità, scese in campo come Agostino Depretis il quale, il 10 ottobre 1875 pronunciò il famoso Discorso di Stradella in cui ben delineava il proprio intento politico per l’Italia.

ITALIA TRA '800 E '900: MAPPA CONCETTUALE

Attraverso il discorso di Stradella Depretis divulgò un vero e proprio programma politico, tra i punti fondamentali spiccarono: 1- Eliminazione dei benefici clericali all’interno dello Stato, 2- Istruzione per tutti i bambini totalmente gratuita, 3- Allargamento bacino elettorale, 4- Abolizione dell’esosa “Tassa sul macinato” (in vigore dal 1869), 5- Nuovi accordi politici con le altre potenze europee orientate alla pace tra i popoli.

Appunti sull'Unificazione dell'Italia

Il 18 marzo 1876 il Capo di Governo in carica Marco Minghetti fu privato del suo incarico dagli altri parlamentari italiani i quali non concordi con la decisione del Governo di riacquisire le ferrovie, precedentemente cedute a privati, non concessero la fiducia al Primo Ministro, questa decisione politica passerà alla storia con il nome di “Rivoluzione Parlamentare”, la quale segnò ufficialmente un cambio di direzione politica per l’Italia, infatti, cessò la guida del Governo in mano alla Destra Storica per passare alla Sinistra Storica. Il Re Vittorio Emanuele II affidò ad Agostino Depretis la costruzione di un nuovo Governo, ed egli scelse per questo incarico esclusivamente uomini provenienti dalla propria ala politica.

L'Italia sotto il Governo Depretis

IL GOVERNO DEPRETIS: RIASSUNTO - Il 25 marzo 1876 Depretis presentò il nuovo Governo Italiano completamente costituito da uomini della sinistra. Depretis assunto l’incarico di Primo Ministro convertì i punti delineati nel suo discorso di Stradella in vere e proprie riforme: il 15 luglio 1877 fu varata la “Legge Coppino” che rendeva la scuola elementare obbligatoria per i bambini tra i sei e i nove anni d’età totalmente gratuita per le famiglie; Il bacino elettorale fu allargato a tutti gli uomini che avessero compiuto ventuno anni e sapessero leggere e scrivere grazie alla “Legge Zanardelli” (del 1882). Depretis nel dicembre del 1877 per problemi interni al Governo si dimise ma nello stesso mese fu richiamato dal Re Vittorio Emanuele II per la costituzione di nuovo esecutivo, nasceva così il Secondo Governo Depretis destinato a concludersi l’11 marzo 1878 in seguito alle aspre critiche che ricevette per aver abolito alcuni Ministeri, tra cui quello dell’Agricoltura, senza interpellare il Parlamento.

Riassunto sulla storia d'Italia: da Depretis a Giolitti

IL GOVERNO CAIROLI - Le seconde dimissioni di Depretis del marzo 1878, furono accolte dal nuovo Re Umberto I il quale diede a Benedetto Cairoli il compito di costruire il nuovo Governo. Appena tre mesi dopo la propria carica a Primo Ministro Cairoli dovette presenziare al Congresso di Berlino, un incontro voluto dall’Austria per sancire la fine della Guerra Russo-Turca (1877-1878) e ratificare la Pace di Santo Stefano tra le due potenze. In quest’occasione Cairoli avrebbe potuto aprire canali ufficiali con gli altri Paesi europei nell’ottica di mantenere una politica estera fertile e collaborativa, purtroppo però, non seppe giocare bene le proprie carte.

Appunti su Benedetto Cairoli

L’attentato ai danni di Umberto I a Napoli andato miracolosamente fallito, fece cadere il Governo Cairoli: secondo l’opinione pubblica il governo era troppo tollerante con le organizzazioni sovversive. Nei mesi successivi Depretis e Cairoli si alternarono alla guida del Governo, dando vita al Terzo Governo Depretis, e al Secondo Governo Cairoli, necessità dovuta al fatto che l’esecutivo perdeva la fiducia del Parlamento in pochi mesi per via di problemi interni alla maggioranza.