Statua della Libertà: storia, significato e descrizione

Statua della Libertà: storia, significato e descrizione A cura di Sonia Cappellini.

Statua della Libertà: scopri la storia di questo monumento. Ecco quando, come e da chi è stata costruita e qual è il suo significato

1Introduzione alla Statua della Libertà

The New Colossus

Testo

Not like the brazen giant of Greek fame
With conquering limbs astride from land to land;

Here at our sea-washed, sunset gates shall stand
A mighty woman with a torch, whose flame

Is the imprisoned lightning, and her name
Mother of Exiles. From her beacon-hand

Glows world-wide welcome; her mild eyes command
The air-bridged harbor that twin cities frame.

"Keep, ancient lands, your storied pomp!" cries she
With silent lips. "Give me your tired, your poor,

Your huddled masses yearning to breathe free,
The wretched refuse of your teeming shore.
Send these, the homeless, tempest-tossed to me,
I lift my lamp beside the golden door!"

Emma Lazarus, 1883

Parafrasi

Non come il gigante di bronzo di greca fama,
che a cavalcioni da sponda a sponda stende i suoi arti conquistatori;
Qui, dove si infrangono le onde del nostro mare
Si ergerà una donna potente con la torcia in mano, la cui fiamma
è un fulmine imprigionato, e avrà come
nome Madre degli Esuli. Il faro nella sua mano
darà il benvenuto al mondo, i suoi occhi miti scruteranno
quel mare che giace fra due città.
“Antiche terre, a voi il grande sfarzo!” ella dirà
con labbra mute. "Date a me le vostre stanche, povere,
ranicchiate masse desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste,
e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata!"
La statua della Libertà nel porto di New York
La statua della Libertà nel porto di New York — Fonte: ansa

Questi versi, composti da una giovane poetessa americana, sono incisi sul basamento della Statua della Libertà a New York.
L'autrice li compone in preda alla commozione quando assiste all’arrivo dei profughi ebrei, scappati dalla Russia in seguito all’uccisione dello zar Alessandro II. Persone povere, afflitte, perseguitate, costrette a lasciare la propria terra, volti pieni di dolore e paura, in cerca di speranza, in cerca di una nuova casa, in cerca di libertà.
Emma sa che sta per essere eretta una grande statua, un vero colosso, prodigio dell’arte e della tecnica del XIX secolo, un monumento alla storia recente di una nazione che ha combattuto per l’indipendenza e l’abolizione della schiavitù, che fa del progresso la sua bandiera. In questo clima di slancio verso il futuro i suoi versi hanno il sapore di una profezia: questa terra sarà grande, forte e guida per il mondo, quanto più sarà in grado di accogliere gli ultimi, quanto più sarà in grado di dare ai suoi principi la forza di valori universali.  

2L'idea e il progetto dietro la Statua della Libertà

Édouard René Lefebvre de Laboulaye è un insigne professore di diritto e un politico progressista, che in Francia si batte per il diritto allo studio e in politica estera sostiene con passione le ragioni dell’Unione nella guerra di secessione americana. Nel 1865 tiene un discorso a Versailles in cui prende vita l’idea di un gesto, un dono, un grande monumento che renda tangibile l’dea di fratellanza tra le due nazioni, che celebri l’imminente centenario delle due rivoluzioni, che le riveli al mondo come paladine della giustizia e della libertà. 

Ritratto di Auguste Bartholdi, scultore che ha disegnato la Statua della Libertà
Ritratto di Auguste Bartholdi, scultore che ha disegnato la Statua della Libertà — Fonte: getty-images

Ad ascoltare le sue parole quel giorno l’amico scultore Frédéric Auguste Bartholdi. È facile supporre che le parole del politico, intellettuale e attivista per i diritti civili, abbiano preso forma nella sua mente, immaginando una statua, posta all’imboccatura del porto di New York, con lo sguardo rivolto al mare come l’antico colosso di Rodi

Più avanti, viene coinvolto in questa mirabolante visione anche l’ingegnere Alexandre Gustave Eiffel per l’ideazione della struttura portante, la spina dorsale del moderno colosso.
Ci vorranno ventuno anni perché questo sogno a tre sia portato a compimento. 

3Da Parigi a New York

La prima difficoltà che il progetto incontra è quella del reperimento dei fondi. Solo nel 1875 Bartholdi riesce ad avviare la fase operativa.  

La statua, ha deciso lo scultore, deve essere cava all’interno e costituita da tanti fogli di rame modellati a sbalzo e fissati tra loro attraverso rivetti. Per questo motivo il laboratorio viene istallato all’interno della celebre fonderia Gaget & Gauthier.  

Il connubio tra arte e tecnologia non deve sorprendere, per Parigi e per la Francia questi sono anni di grande fermento economico e sociale. Viene proclamata la Terza Repubblica e decretata l’organizzazione di una grande nuova Esposizione Universale che si apre il primo maggio del 1878. E’ «l’esposizione del progresso, aperta all’insegna dell’avvento dell’elettricità, quasi a simboleggiare un nuovo illuminismo, non più solo culturale ma anche e soprattutto tecnologico.» (B. Costantino, Le cattedrali dell’effimero). 

La testa originale della Statua della Libertà mostrata ai parigini
La testa originale della Statua della Libertà mostrata ai parigini — Fonte: ansa

È in questa occasione che la Libertà mostra per la prima volta il suo volto. La testa, con il diadema e la corona a sette punte, insieme a parte del busto e della spalla destra, viene montata nei giardini del Palais du Trocadéro. È un grande successo che infiamma gli animi dei visitatori e rilancia con ottimi risultati la raccolta dei fondi necessari a proseguire il lavoro.    

La prima parte a essere realizzata, l’avambraccio destro con la mano e la fiaccola, prende invece la via di Filadelfia, dove viene presentata al pubblico in occasione della Centennial Exhibition.
Quella di esporre parti della statua in occasione di grandi manifestazioni si rivela un’ottima strategia. Bartholdi, dimostrandosi quindi anche abile promoter, riesce in questo modo a riaccendere l’interesse verso un’impresa che per il costo e le difficoltà tecniche rischia di essere abbandonata e dimenticata. 

La Statua della Libertà costruita nelle strade di Parigi per mancanza di spazio nel laboratorio di Bartholdi
La Statua della Libertà costruita nelle strade di Parigi per mancanza di spazio nel laboratorio di Bartholdi — Fonte: ansa

Dopo l’Expò, i lavori riprendono con nuovo vigore. Lo scultore e i suoi operai spingono il cantiere a pieno regime. La Statua della Libertà viene quindi portata a compimento in tutte le sue parti, assemblata e inaugurata a Parigi nel 1884. Con una solenne cerimonia, il quattro luglio Auguste Bartholdi la consegna simbolicamente ai rappresentanti del governo americano. È solo in questo compito, l’amico Laboulaye, muore infatti alcuni mesi prima e non riuscirà mai a vedere la definitiva realizzazione del suo sogno.  

Per il trasporto sull’altra sponda dell’Atlantico si offre la marina militare francese: le oltre duecento casse che contengono i pezzi del gigantesco puzzle, arrivano nel porto di New York a bordo della fregata Isere, nel giugno dell’85. 

Per illuminare il mondo però la Libertà deve attendere ancora un anno e mezzo. Il piedistallo infatti non è pronto, occorre una nuova campagna mediatica per il rilancio dell’impresa.
Molte città si offrono di finanziare quest’ultima parte e New York rischia di vedersi sottrarre la statua ma grazie alla mobilitazione della stampa si raccolgono i 100.000 dollari necessari.
La realizzazione del basamento viene affidata all’architetto Richard Morris Hunt e la statua può essere finalmente rimontata nella sua definitiva collocazione. 

Il 28 ottobre 1886 il presidente Cleveland inaugura il monumento. L’evento viene celebrato con salve di cannoni e fuochi pirotecnici.   

4Descrizione della Statua della Libertà

La Libertà è una figura femminile avvolta in una lunga toga, l’abito che nell’antica Roma indossano i senatori e i magistrati.
I piedi, che sporgono appena dall’abito, calpestano una catena, simbolo della schiavitù. Il braccio sinistro è piegato verso il corpo a sostenere una tavola, sul cui si legge JULY – IV – MDCCLXXVI (4 luglio 1776), la data della dichiarazione d’indipendenza. Il braccio destro, nudo, è sollevato e sostiene una fiaccola accesa, a testimonianza che libertà e giustizia non sono tali se non sono per tutti. Il volto, dall’espressione seria e concentrata, è realizzato secondo i canoni dell’estetica classica. I capelli sono annodati sulla nuca ma lasciano scendere sul collo alcune ciocche a boccoli. La testa è coronata da un diadema con 25 ipotetiche gemme (sono in realtà spazi cavi in cui si aprono le finestre) e sette raggi, che rappresentano i sette mari e i sette continenti a cui la luce di questi principi vuole arrivare. 

Il color rame originario è mutato in verde, nel giro di circa un ventennio a causa del fenomeno di ossidazione.

La Statua della Libertà
La Statua della Libertà — Fonte: ansa

L’interno della statua come già detto è cavo e ospita la struttura portante che è costituita da una impalcatura reticolata in acciaio. Le lastre in rame della statua sono fissate alla struttura interna mediante un sistema di nastri metallici.
Prima di diventare famoso per la celebre e omonima torre parigina, l’ingegner Eiffel si occupa principalmente di ponti ferroviari, strutture che devono essere capaci di sostenere grandi pesi, di resistere a forti vibrazioni e agli eventi atmosferici più disparati.
Le sue conoscenze tecniche sono quanto mai preziose. Scarta immediatamente l’idea che l’interno possa essere costituito da una struttura muraria, come l’artista aveva supposto in un primo momento, e sceglie invece un impianto robusto ma anche leggero e flessibile. È infatti necessario che l’intero monumento possa compiere delle oscillazioni per resistere al vento e che possa “muoversi” senza fratture, per effetto della dilatazione del metallo dovuta ai cambiamenti di temperatura.
Una scala principale consente la salita fino alla corona e una più ripida e stretta, che corre lungo il braccio sollevato, giunge fino alla fiaccola.  

5Le fonti iconografie

Molteplici sono le fonti iconografiche a cui Bartholdi ha attinto per la Statua della Libertà. Tutte figure allegoriche femminili il cui gesto imperioso del braccio indica la scelta di farsi guida, di condurre, di aprire una strada, di indicare un cammino.  

Nel 1870 Pio Fedi realizza in Santa Croce il monumento funebre al poeta Giovan Battista Niccolini. Accanto al semplice cippo con il ritratto del defunto, si erge la statua marmorea della Libertà della Poesia. È una figura ispirata a modelli classici, dalla linea ponderata, avvolta in un sottile chitone riccamente panneggiato. Il braccio sinistro è steso lungo il corpo e reca una corona d’alloro, vessillo dei poeti laureati, il sinistro è sollevato e mostra una catena spezzata. La testa è coronata da un diadema e da una raggera a otto punte.  

Nel 1810, per la facciata del Duomo di Milano, Camillo Pacetti realizza la statua raffigurante La Legge Nuova.
Ancora una figura femminile per raffigurare l’istituzione della Chiesa Cristiana, la nuova legge appunto che completa quella dell’Antico Testamento. La figura in marmo di Pacetti indossa una sottile veste che sottolinea la forma delle gambe e che si stringe in vita con una fascia. Il braccio sinistro abbraccia una grande croce, il braccio destro solleva una lampada accesa, la fiamma della fede. Un mantello scende dalla testa alle spalle fino ai piedi. I capelli sono lunghi e sciolti, una striscia sottile decora la fronte. Dodici raggi dorati irradiano dalla testa.  

"La Libertà che guida il popolo", 1830, Eugène Delacroix
"La Libertà che guida il popolo", 1830, Eugène Delacroix — Fonte: ansa

È giusto infine citare anche una fonte pittorica: la celeberrima Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix.
Il quadro racconta le tre gloriose giornate di Parigi del luglio 1830, quando il popolo si rivolta al re Carlo X.
In cima alla barricata cittadina, una donna, allegoria della libertà, incita il popolo all’azione. È una figura insieme simbolica e realistica. È vestita come una popolana ma il corpo è modellato sugli esempi della statuaria antica. L’abito fluttuante lascia scoperto il seno. Il volto è di profilo perché si gira a chiamare gli uomini e le donne del popolo, indossa il berretto frigio (antico simbolo degli schiavi liberati). Nella mano sinistra, abbassata un fucile con baionetta, nella destra sollevata la bandiera tricolore.

Dunque un’opera dalla storia complessa, dai riferimenti colti ma legata al progresso tecnologico. La storia di un politico sognatore, di uno scultore caparbio, di un editore lungimirante e dell’impegno di due grandi popoli. La storia collettiva di un monumento che come nessuno al mondo è diventato simbolo di accoglienza, speranza e fiducia nel futuro.