I Metodi Empirici

Di Micaela Bonito.

Descrizione dei metodi empirici, quali le caratteristiche e le particolarità.

METODI EMPIRICI

Metodo sperimentale - Metodo dell’inchiesta - Metodo differenziale (o "comparativo") - Metodo dell’osservazione (naturalistica)

I metodi "empirici" possono essere, inoltre, suddivisi in due tipi principali:

a sperimentali
b osservativi

Metodo sperimentale

L’idea principale di questa tipologia metodologica, diffusasi dopo il 1935, è quella di cambiare dei presupposti e esaminare i risultati raggiunti. Il comportamento che viene studiato è definito "variabile dipendente", mentre è detta "variabile indipendente" quella adottata per cambiarlo.
Dal momento che, in termini di comportamento, gl’individui danno risposte molto diverse gli uni dagli altri, è importante utilizzare almeno due gruppi di soggetti:
- un gruppo sperimentale verrà sottoposto alla modificazione della condizione in esame,
-un gruppo di controllo che non subisce mutamenti.

Il fondamentale principio del metodo sperimentale può essere così formulato:
variare la (le) variabile (-i) indipendente (-i) per osservare e valutare i cambiamenti della (-e) variabile (-i) dipendente (-i).

Per rendere possibile ciò, occorre isolare la variabile indipendente; quando poi il controllo delle variabili parassitarie, che possono influenzare la variabile dipendente, diventa irrealizzabile o eccessivamente costoso, si può ricorrere ai cosiddetti "piani fattoriali" degli esperimenti: questi piani permettono di valutare l’effetto combinato di due o più variabili (chiamate "fattori"), quando sono usate simultaneamente. Inoltre, le situazioni sperimentali predisposte (o prescelte) dal ricercatore si possono ricondurre a 2 tipi fondamentali:

a. "di laboratorio"
prevedono, in genere, il supporto di una strumentazione:

  1. per la somministrazione degli stimoli che costituiscono la "variabile indipendente";
  2. per la graduazione della loro intensità;
  3. per la registrazione il più possibile fedele ed immediata dei dati di risposta.
b. "di campo" prevedono l’intervento del ricercatore e la somministrazione degli stimoli in un ambiente fisico-culturale preesistente alla decisione di eseguire la sperimentazione; tale ambiente presenta caratteristiche globali tali da non essere modificate definitivamente dalla sperimentazione.

Metodo dell’inchiesta

Tale metodo, largamente utilizzato in psicologia sociale, permette di rilevare dati specialmente su opinioni, atteggiamenti, valori, ecc.. Esso usa le tecniche dell’intervista (standardizzata, semi-standardizzata o non standardizzata) o del questionario per la registrazione del comportamento verbale dei soggetti che formano il gruppo-campione della ricerca.
L’inchiesta non esamina gli effetti procurati da stimolazioni sperimentali sull’individuo, ma mira a ricostruire gli ipotetici processi psicologici e/o sociologici svoltisi prima (e, tutt’al più, attivi ancora nei soggetti al momento) dell’indagine. Essa rende possibile la dichiarazione sia di un corretto disegno sperimentale, sia di un piano di sondaggio con finalità non dimostrative, ma semplicemente dettagliate.

Metodo differenziale (o "comparativo")

Anche nel metodo differenziale si ricorre al disegno sperimentale per pianificare la ricerca e si realizza un campionamento il più possibile determinato e, compatibilmente coi costi, allargato.
Le variabili indipendenti sottoposte al controllo, tuttavia,
non manipolabili da parte del ricercatore (egli non può "isolarle" o "renderle neutrale" con artifici strumentali e/o concettuali-probabilistici): le loro differenze esistono già nella realtà (e, come reali, sono misurabili con scale di livello), e sono quasi sempre sul tipo del sesso, dell’età, dell’intelligenza, o di un’attitudine più specifica.
Ciò spiega come le ricerche fatte con tale metodo approdino alla definizione delle connessioni esistenti tra due o più variabili (ad es., età e intelligenza…): i risultati ottenuti sono ripetibili e, quindi, controllabili attraverso ulteriori ricerche: ciò, a sua volta, assicura la possibilità della loro uniformazione per la popolazione che possiede i requisiti primari dei soggetti del campione esaminato.

Metodo dell’osservazione (naturalistica)

Questo metodo, utilizzato principalmente in etologia, si propone l’osservazione, ovvero la registrazione, del comportamento degli individui nel loro "stato" naturale, sia ambientale sia cognitivo-emozionale, attraverso una intromissione minimale del ricercatore nell’atteggiamento dei soggetti sui quali viene condotta la ricerca.
Si possono cogliere gli eventi in relazione al comportamento (umano, ma anche animale) studiato e a come lo persuadono; inoltre è possibile studiare i fatti come accadono sul momento e la loro crescita nel tempo.
Le critiche mosse a tale metodo sono varie: alcuni comportamenti non succedono spesso in natura; se l’oggetto di una ricerca sono delle persone, queste tendono a modificare (anche incosciamente) la propria naturalezza; l’osservazione dei fenomeni in natura non è soggetto alla legge causa-effetto, poiché si interpongono vari fattori assieme; gli osservatori possono sostenere una determinata ipotesi, col rischio di pre-giudicare le conclusioni.
Di contro, questo metodo presenta dei vantaggi: rappresenta un’enorme fonte d’informazione sui comportamenti spontanei in ambiente naturale, e fornisce materiale per consigliare altre ipotesi, da ripetere poi con osservazioni moderate.