Specializzazioni in medicina: "Ecco come è fatto un concorso truccato"

Di Tommaso Caldarelli.

La lettera di Mattia, uno specializzando che ci ha raccontato perchè quest'anno rimarrà fuori. E guarda all'estero

Specializzazioni in medicina, ci arriva una storia di parla di un concorso di accesso in cui si sarebbero verificati più episodi di irregolarità. Un racconto che ci racconta di una prova per l'entrata in una scuola di specializzazione medica in cui le procedure sarebbero state scorrette. Mattia è uno studente di medicina, laureato, che ha tentato quest'anno l'ingresso alle specializzazioni mediche.

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LA SUA STORIA - Ci ha contattato lui, autonomamente, per raccontarci la sua storia. Si è laureato tardi, dice, "anche per vivere i suoi hobby" e "non se ne pente affatto". E' stato volontario in Croce Rossa, ha al suo attivo "un brevetto" e "alcune pubblicazioni su riviste importanti, grazie ad un professore a cui stavo simpatico e a cui ho fatto da segretario/tecnico informatico ed elettronico/autista". Schiavismo, lo definisce lui, ma necessario. Eppure, non è bastato.

60/60 al quiz, 12 punti al tema (tutti gli interni hanno avuto le tracce il giorno prima, cosa abbastanza comune) e non sono comunque entrato. Il mio curriculum non era degno, avevo attinenza tesi scarsa per il reparto in cui stavo provando e voto di laurea non alto: il mio relatore non si presentó alla mia seduta di laurea, facendomi dare un punteggio misero.

Ma non è tutto, ci racconta. Perché il concorso a cui ha partecipato, a suo dire, è stata una vera e propria farsa.

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IL CONCORSO-FARSA - Ci siamo fatti raccontare le irregolarità che avrebbe visto. Ecco cosa i suoi occhi hanno registrato, quel giorno, nel suo racconto.

Entriamo e facciamo l'identificazione. Dopo esserci identificati, alla mia richiesta di fumare una sigaretta mi viene dato il diniego. <> penso <>. Una volta iniziata la prova, alle 10:00 in punto, dopo il primo quarto d'ora di sorveglianza carceraria, inizia la bagarre: una collega seduta davanti a me googlava con il cellulare, un'altra invece (già specializzanda, venuta al concorso per aiutare un'amica) faceva delle foto alle risposte che stava dando al compito (peraltro collaborando con i vicini) e le inviava con whatsapp all'amica che era in un'altra aula, essendo state istituite piú commissioni visto l'alto numero dei partecipanti. Un membro della sorveglianza "sgama" la collega che googlava e le dice <>

ISecondo Mattia, a un certo punto in aula parte il "mercato del pesce" in cui ognuno, a voce alta, urla le risposte giuste alle varie domande. "Non ho fatto verbalizzare nulla", ci dice, "perchè in primis non sono un carabiniere, in secundis mi sarei andato a scontrare con una casta e quindi in caso di tentativo l'anno prossimo sarei stato sicuramente inserito nel libro nero". "Siamo ad un bivio: andarsene o rimanere e cercare di cambiare qualcosa", ci confessa, amareggiato.