Test Specializzazioni Medicina: il 5 dicembre nuova manifestazione

Di Valeria Roscioni.

Specializzazioni Mediche: dopo il pasticcio del test ancora nessuna soluzione. Prima della pioggia di ricorsi si torna in piazza

TEST SPECIALIZZAZIONI MEDICINA: SI TORNA IN PIAZZA. Dopo il pasticcio dei test per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione di Medicina e il caos mediatico causato da interrogazioni parlamentari e minacce di ricorso (che si stanno traducendo il realtà) l’attenzione mediatica nei confronti della spinosa situazione degli aspiranti specializzandi è andata decisamente scemando. I futuri Medici però non ci stanno: il concorso per le specializzazioni è stato inficiato e quindi ora chiedono che ci siano borse per tutti i partecipanti. Proprio per questo il 5 dicembre alle 10:30 hanno indetto una nuova manifestazione: l’appuntamento è in Piazza Montecitorio a Roma.

SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: DAL CONCORSO IMPROVVISATO AL TEST MAL GESTITO. Come è già accaduto nei giorni scorsi a farsi portavoce del malcontento legato alla vicenda del test per le Scuole di Specializzazione di Medicina è la pagina Facebook Medici, 12mila borse di studio sui cui in mattinata è stato pubblicato il manifesto della protesta di venerdì. “Perché, il 5 dicembre, in maniera determinata dovremmo scendere nuovamente in piazza? – scrivono gli aspiranti specializzandi- […] La data del 5 Dicembre non è casuale, in tale occasione, infatti, si riunirà il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici, a cui in più circostanze, abbiamo chiesto il sostegno per poter affrontare in maniera concreta questa incresciosa vicenda e, in senso più ampio, le grandi criticità che coinvolgono il mondo della salute e della formazione medica. […] Quest’anno abbiamo sopportato fin troppo: l’uscita in ritardo del bando; l’assenza di una bibliografia di riferimento su cui prepararsi; la mancata tutela di un corretto svolgimento; numerose irregolarità e disparità di condizioni a cui sono stati sottoposti i candidati, disattendendo a disposizioni pure previste nel bando; irregolarità poste a verbale in più sedi sul territorio nazionale; fino ad arrivare all’ammissione pubblica ed esplicita di errore, poi ridimensionato da parte del MIUR e cancellato con una soluzione che si definisce “in punta di diritto”, ma che di fatto oltre ad essere discutibile nella forma e nella sostanza penalizza nel concreto quei candidati che alle famose domande “neutralizzate” avevano risposto correttamente. Ecco perché siamo qui oggi a chiedere nuovamente che si trovino i fondi anche per chi sta pagando questi errori restando fuori dal percorso formativo.”

SPECIALIZZAZIONI MEDICINA: LE RICHIESTE PER IL MINISTRO GIANNINI E IL GOVERNO. Gli aspiranti specializzandi hanno quindi stilato una lista molto precisa di richieste per fare in modo che questa manifestazione abbia anche dei risvolti pratici. “Chiediamo pertanto che:
1) si tutelino tutti i 5100 candidati (tale numero corrisponde a una stima per eccesso e non all’ effettivo numero di medici coinvolti) che hanno subito nocumento da questo concorso di specializzazione distribuendo gli ingressi in sovrannumero sia all’ interno dei Policlinici Universitari, sia sfruttando e potenziando la rete di convenzioni già esistente con le strutture del territorio. Tale distribuzione avverrebbe con la garanzia della possibilità di frequentare anche Policlinici Universitari per un periodo di almeno 6 mesi e nel rispetto degli standard formativi;
2) che si provveda alla tutela di quanti si troveranno a svolgere il prossimo concorso che è e deve rimanere a graduatoria nazionale. Ciò non può non passare per una modifica del bando e delle sue modalità di attuazione volta a garantire la pubblicazione tempestiva di una bibliografia di riferimento; un’omogeneità tra i diversi atenei per quanto attiene a denominazione degli esami, componenti e punteggi che compongono il voto di laurea e altre diversità, ad oggi irrisolte, fra le varie università sul territorio nazionale; maggiore controllo e trasparenza favoriti, ad esempio, dalla riduzione del numero di sedi di svolgimento del prossimo controllo, con un’intensificazione dei controlli e una piena aderenza alle disposizioni del bando, da parte delle commissioni preposte alla vigilanza.
In ultima istanza riteniamo fondamentale sottolineare come sia necessario :
3) provvedere ad una corretta programmazione degli accessi al corso di laurea a Medicina, basati su una reale programmazione sanitaria, che veda al centro i fabbisogni di salute dei territori e non solo questioni di bilancio economico,
4) implementare, in linea con tutti i restanti i Paesi europei, il numero di contratti di formazione specialistica così da abolire l’assurdo divario esistente tra numero di medici laureati e abilitati (impossibilitati di fatto ad essere assunti nelle strutture pubbliche per mancanza del titolo di specialista) e il numero di medici specialisti;
5) ampliare la rete formativa, consentendo agli specializzandi agli ultimi anni della loro formazione di ruotare anche nelle aziende ospedaliere del territorio (con requisiti formativi e qualitativi prestabiliti) per acquisire competenze non sempre raggiunte nei soli poli universitari. Rifiutiamo l’ipotesi di creare un doppio canale formativo, ma anzi invochiamo l’estrema necessità di un’integrazione congiunta dei due percorsi in prossimità del conseguimento della specializzazione”.