Signoria dei Medici di Firenze: cronologia e protagonisti

Signoria dei Medici di Firenze: cronologia e protagonisti A cura di Edoardo Angione.

Storia dei Medici di Firenze, una delle dinastie più importanti del rinascimento che tra i suoi esponenti più noti ebbe Cosimo e Lorenzo de' Medici

1I Medici di Firenze

Cosimo de' Medici, detto il Vecchio (1440)
Cosimo de' Medici, detto il Vecchio (1440) — Fonte: getty-images

I Medici di Firenze sono una delle dinastie più importanti della storia italiana del Rinascimento e della prima età moderna. Nella città fiorentina, la famiglia Medici aveva raggiunto un certo peso politico ed economico già a partire dal XIII secolo, in particolare grazie alla propria attività di banchieri e commercianti.    

Il processo di costruzione della signoria dei Medici sulla città, però, inizia solo nel 1434, con Cosimo de’ Medici, detto Cosimo il Vecchio. La stagione dei Medici è una stagione fondamentale nella storia non soltanto italiana, ma anche europea e globale, che rende Firenze uno dei luoghi più importanti del Rinascimento. La famiglia Medici regnerà sulla Toscana, con qualche intervallo, per un periodo che va dal 1434 al 1737: più di 300 anni. Li ritroveremo anche a Roma, con ben quattro papi, e nelle corti di tutta Europa, in particolare in Francia, dove le donne dei medici sposeranno spesso i re, diventando regine.    

Come riuscì questa famiglia banchieri a ritagliarsi un posto così importante nella storia europea?    

2Da dove venivano i Medici

Stemma Mediceo
Stemma Mediceo — Fonte: ansa

Le origini della famiglia Medici si perdono intorno al 1046, nel Mugello, quando nasce un tale Medico di Potrone, un castellano che, secondo alcune tradizioni popolari piuttosto fantasiose, era in grado di curare le persone (da qui il nome Medico). Soltanto nel XII secolo, invece, i Medici iniziano a possedere immobili nella città di Firenze. Nel corso del XIII secolo, i Medici riescono a diventare una famiglia ricca ed importante attraverso le banche ed il commercio: presto alla ricchezza si aggiunge l’importanza politica.   

Alle fine del ‘200, i Medici iniziano ad essere nominati Gonfalonieri della città di Firenze: una delle cariche più importanti della signoria, ovvero il governo repubblicano di Firenze. In questo periodo la famiglia Medici inizia ad essere amata dal popolo minuto, ma Salvestro de’ Medici, detto Chiarissimo, uno dei membri più importanti della famiglia, viene esiliato nel 1378 a causa delle sue implicazioni con il Tumulto dei Ciompi.   

3Cosimo de’ Medici

Palazzo Vecchio, Firenze
Palazzo Vecchio, Firenze — Fonte: istock

Il ramo che riuscì davvero a conquistare il potere a Firenze, fu quello di un cugino del Salvestro esiliato nel 1378: Averardo de’ Medici, detto appunto Bicci. Suo figlio Giovanni di Bicci (1360-. 1429), guadagnò una fortuna aprendo nel 1395 a Roma una filiale della banca di famiglia, e stabilendo in modo definitivo, nel 1397, il banco Medici.     

Suo figlio Cosimo (1389-1464), che ricordiamo come Cosimo il Vecchio, riuscirà ad espandere in tutta Europa il banco dei Medici, diventando di fatto uno degli uomini più ricchi non soltanto di Firenze, ma di tutto il mondo: soltanto con lui inizia il vero e proprio dominio dei Medici sulla città di Firenze.    

Grazie alle enormi ricchezze garantite dalla banca di famiglia, Cosimo creò in tutta Firenze una rete clientelare composta da familiari stretti e lontani, ma anche da amici. In cambio di posti di rilievo nelle cariche pubbliche della città, questi amici avrebbero fatto gli interessi di Cosimo e della famiglia Medici.  

Firenze era una repubblica molto gelosa delle proprie istituzioni repubblicane: truccare l’assegnazione delle cariche pubbliche era illegale, ma era stato fatto anche dagli avversari di Cosimo, come la famiglia Albizzi. In altre parole: già prima dei Medici, la libertà della Repubblica di Firenze era praticamente un’illusione, ma nonostante questo, anche Cosimo avrebbe mantenuto le apparenze repubblicane.  

4L’esilio ed il ritorno

Il potere dei Medici sembrava crescere a dismisura, suscitando la preoccupazione di esponenti di altre importanti famiglie fiorentine. Per porre fine ad un’ascesa che sembrava incontrollabile, le famiglie rivali decisero nel settembre del 1433 di esiliare Cosimo ed alcuni familiari. Cosimo andò a Venezia dove il doge, un amico di famiglia, li accolse come ospiti di riguardo, e dove c’era una filiale del banco Medici.    

Durante la sua assenza, Cosimo consolidò ulteriormente i legami internazionali della famiglia. Tornò in patria nel 1434, e a partire da questo momento perfezionò il proprio controllo sul sistema elettorale della città, riuscendo ad instaurare ciò che in pratica era un vero e proprio regime. Con Cosimo, d’altro canto, Firenze non smetterà mai formalmente di essere una Repubblica. Cosimo si assicura il potere stabilendo uno strettissimo controllo sugli uffici pubblici e manipolando le elezioni, ottenendo così una serie di cariche importantissime per il controllo della città. Nonostante questo, l’autorità di Cosimo non è mai riconosciuta da alcun titolo legale: l’unico riconoscimento, ottenuto nel 1465, un anno dopo la sua morte, sarà quello di pater patriae, padre della patria.    

Interni della Cappella dei Medici a Firenze
Interni della Cappella dei Medici a Firenze — Fonte: istock

Cosimo, pur essendo essenzialmente un politico ed un uomo d’affari, era anche un uomo colto, un appassionato di arte che frequentava gli umanisti del suo tempo e collezionava testi classici. La sua attività di mecenate finanziò artisti come Brunelleschi, Donatello, Lorenzo Ghiberti, umanisti come Marsilio Ficino, ed istituzioni come l’Accademia neoplatonica. In un’epoca in cui gli artisti venivano ancora trattati come manovali, Cosimo li trattava come dei veri e propri amici.   

5Lorenzo il Magnifico e la Congiura dei Pazzi

Arazzo commissionato da Cosimo de' Medici nel 1545
Arazzo commissionato da Cosimo de' Medici nel 1545 — Fonte: ansa

Gli ultimi anni della vita di Cosimo vennero funestati dalla perdita prematura del fratello Lorenzo (1440), e del figlio favorito, Giovanni (1463). Quando morì (anche lui di gotta, nel 1464), il suo successore fu il figlio Piero, che avrebbe governato la città fino al 1469. Nonostante lo scetticismo di tutti Piero di Cosimo, anche lui gravemente malato di gotta già alla morte del padre, riuscì a difendere i possedimenti di Firenze, a conservare il prestigio della città, e a portarne avanti l’immenso ruolo culturale, patrocinando le opere di artisti come Donatello e Botticelli. I suoi figli, Lorenzo (1449 - 1492) e Giuliano (1453-1478), vennero educati dai migliori eruditi dell’epoca, ed ereditarono insieme il governo della città.   

Papa Sisto IV. Fu papa dal 1471 al 1484
Papa Sisto IV. Fu papa dal 1471 al 1484 — Fonte: getty-images

Alla morte di Piero di Cosimo, Lorenzo dichiarò che avrebbe seguito le orme degli antenati nel rispettare il regime repubblicano della città, rimanendo anche lui per tutta la vita un semplice cittadino, ma in realtà non fece altro che limitare ulteriormente il potere delle assemblee popolari.  

Dai tempi di Cosimo, ogni generazione della famiglia Medici aveva subito un agguato: Lorenzo e Giuliano non furono da meno. Nel 1478, con la complicità di papa Sisto IV, una delle più importanti famiglie di Firenze, i Pazzi, tese un agguato ai due fratelli all’interno della Cattedrale di Santa Maria del Fiore: la Congiura dei Pazzi. Ed effettivamente la congiura centrò l’obiettivo, ma soltanto per metà: Giuliano venne assassinato, mentre Lorenzo riuscì a difendersi in modo rocambolesco. Molti dei congiurati vennero uccisi da una folla inferocita che li fece letteralmente a pezzi. Uno di loro, l’arcivescovo di Pisa, fu impiccato da una finestra di Palazzo Vecchio, suscitando l’ira del papa, che colpì Firenze con un interdetto, coinvolgendo il re di Napoli Ferdinando I in una guerra che minacciava seriamente l’autorità dei Medici sulla città.  

6Il consolidamento del potere

A questo punto, Lorenzo si recò a Napoli per trattare personalmente con Ferdinando I, ottenendo se non altro una pace, grazie alla quale Sisto IV liberò la città di Firenze dalla scomunica nel 1480.

Dopo questi eventi, Lorenzo consolidò il proprio potere intervenendo pesantemente sulla costituzione della città, creando un nuovo consiglio (il consiglio dei settanta) che rafforzava il controllo dei Medici su Firenze. 

La guerra aveva inoltre prosciugato le finanze di famiglia, in un periodo in cui il banco Medici doveva fronteggiare nuovi rivali in tutta Europa, trovandosi a dover chiudere le filiali in città come Londra e Bruges. Nonostante questo, Lorenzo non rinunciò ad investire sulla cultura, collezionando testi antichi, finanziando letterati come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e Angelo Poliziano. Oltre ad essere un mecenate della letteratura, Lorenzo era anche un poeta di una certa rilevanza. Per quanto concerne l’arte, Lorenzo era il protettore di artisti come Botticelli, Verrocchio ed un allievo particolarmente brillante di quest’ultimo: Leonardo da Vinci. In una scuola di scultura aperta dalla propria famiglia, Lorenzo scoprì inoltre il talento di Michelangelo.    

7Dal declino di Lorenzo al Ducato di Firenze

Immagine di Papa Leone X
Immagine di Papa Leone X — Fonte: istock

Quando nel 1488 morì sua moglie Clarice Orsini, da cui aveva avuto sette figli, Lorenzo non aveva neanche 40 anni, ma era già, esattamente come il padre ed il nonno, gravemente afflitto dalla gotta. Nonostante questo, era già riuscito a stabilizzare ulteriormente il ruolo politico dei medici a Firenze, a guadagnarsi alla città un ruolo di rilievo nella diplomazia degli stati italiani, e ad assicurare al figlio Giovanni (futuro papa Leone X) una nomina a cardinale. C’era un unico problema: i ceti popolari di Firenze, coloro che più di tutti avevano sostenuto i Medici in passato, iniziavano ad esprimere il proprio malcontento.    

Girolamo Savonarola (1452-1498)
Girolamo Savonarola (1452-1498) — Fonte: getty-images

Girolamo Savonarola (1452-1498), un predicatore appartenente all’ordine dei frati domenicani, seppe incarnare molto bene questo malcontento, denunciando la corruzione dei costumi e delle pratiche di governo dei Medici e del papato. Le sue previsioni sulla morte del ‘tiranno’ Lorenzo non erano particolarmente profetiche, date le pessime condizioni di salute del Magnifico, che morì nel 1492. Suo figlio Piero di Lorenzo avrebbe definitivamente perso l’approvazione del popolo di Firenze alleandosi con i francesi, e per questo, nel 1494, sarebbe stato esiliato. L’influenza del fratello Giovanni a Roma, all’epoca ancora cardinale, avrebbe però riportato molto presto la famiglia al potere.    

Gli anni in cui Giovanni de’ Medici sarà papa Leone X (1513-1521), segneranno secondo molti storici il picco più alto del potere della famiglia Medici. Esattamente come i propri antenati, Leone X sarà un patrono dell’arte e delle lettere.    

Alessandro de' Medici (Ritratto di Giorgio Vasari)
Alessandro de' Medici (Ritratto di Giorgio Vasari) — Fonte: ansa

Nel 1532 un altro papa della famiglia Medici, Clemente VII, nipote di Lorenzo il magnifico, nominerà Alessandro de’ Medici (probabilmente un suo figlio illegittimo) duca di Firenze e “gonfaloniere perpetuo” della repubblica, abolendo la vecchia costituzione della città, e garantendo finalmente alla famiglia Medici ciò che non aveva mai avuto: un titolo nobiliare ereditario che confermasse il loro ruolo di signori della città di Firenze. Si compieva così un processo storico che aveva trasformato la Repubblica di Firenze in un Ducato, riconoscendo, ma allo stesso tempo trasformando, il ruolo giocato dai Medici di ‘signori’ di Firenze.  

Non pecco per malvagità, ma per una mia naturale inclinazione al piacere...

Lorenzo de Medici