La filosofia di Schopenhauer: il confronto con Nietzsche

Di Carlotta Ricci.

La filosofia di Schopenhauer, insieme a quella di Nietzsche, si pone come testimone della crisi dei valori. Seconda parte dell'approfondimento di Studenti.it

La filosofia di Schopenhauer e quella di Nietzsche a confronto
La filosofia di Schopenhauer e quella di Nietzsche a confronto — Fonte: ansa

Le filosofie di Schopenauer e Nietzsche a confronto

A questo punto è forse più facile cogliere il significato storico delle filosofie di Schopenhauer e Nietzsche e comprendere come esse, pur nella loro profonda diversità, sorgano tuttavia da un problema unico: quello del significato da dare al presente in una concezione del mondo di fatto desacralizzata, in cui questo stesso presente sembra navigare in un continuo divenire, ormai disancorato da scenari metafisico-religiosi.
In tale contesto il valore da dare al presente non può più essere quello di un suo collegamento con un futuro, mai destinato ad attuarsi. Esso deve valere in sé oppure non valere affatto. Ecco quindi riaffacciarsi, alla rinnovata domanda "che valore dare al presente?", la risposta greca e la risposta orientale.

  • La risposta greca dava valore al presente proprio perché disimpegnato da qualsiasi futuro e da qualsiasi strategia. Esso potrà essere quindi inteso solo come immediata aderenza alla vita.
  • La risposta orientale invece scopriva nel presente, in quanto tale, il non-essere, cioè l’irrazionale e il fondo illusorio dell’esistenza. Quest’ultima sarà anche la posizione di Schopenhauer , mentre Nietzsche aderirà all’altra, a quella greca.

I modelli per la filosofia di Schopenhauer e Nietzsche

Schopenhauer prende a prestito dall’oriente, e più precisamente dalla filosofia-religione indiana delle Upanisad e poi del Buddhismo, una concezione estranea al nostro sentire europeo e fondata sulla svalutazione di questo mondo e della stessa dimensione dell’essere. Nietzsche si riallaccia ad una mitica situazione culturale-esistenziale greca in cui la vita affrontata con energia creativa trovava, in un atteggiamento pre-cristiano e pre-europeo, la possibilità di essere accettata e valorizzata in sé.
C’è da dire che se da una parte tale concezione della grecità può, sulla base della filosofia pre-socratica e delle opere di Eschilo e Sofocle, risultare fondata, dall’altra essa nasce anche come proiezione dell’anima tedesca sempre alla ricerca di un’autentica e solare salute psicofisica di cui essa sente fortemente la mancanza.

Tuttavia, secondo Nietzsche, l’antica anima greca non è solo costruita di chiarezza plastica, di ordine razionale, di misura morale, ma anche collegata agli aspetti più irrequieti, oscuri e inquietanti della natura umana, là dove la razionalità sconfina nel proprio radicamento biologico e incontra umori e energie non spente, non controllate né risolte. E’ l’aspetto "dionisiaco", irrazionale e vitale che nell’antica Grecia ha saputo tragicamente mantenersi integro di fronte all’aspetto "apollineo" della ragione.

Il rivoluzionario pensiero di Schopenhauer e Nietzsche

Comunque, quello che subito colpisce nelle filosofie di Schopenhauer e di Nietzsche è la loro non appartenenza all’area della cultura europea. Non si tratta né di originalità né di una operazione di innesto e di arricchimento. La loro profonda innovazione deve essere vista in senso "negativo": come rifiuto e rigetto di una civiltà. Schopenhauer e Nietzsche sanno, del resto, di essere al termine della modernità e della stessa storia europea. Nelle loro filosofie vengono rivisitati in forma critica e poi giudicati illusori l’ideale cristiano del medioevo e quello del Regnum hominis dell’evo moderno; l’ideale di perfettibilità del Settecento e l’ideale del progresso e della storia dell’Ottocento. Il loro pensiero può essere visto come lo spaccato di una crisi della coscienza europea di fronte alla completa vittoria della visione razionale e illuministica del mondo.

Schopenhauer e Nietzsche: una filosofia all'insegna della ragione

Questa visione razionale e illuministica, una volta affermatasi nei confronti di ogni dimensione, entra poi in crisi essa stessa, quasi per autocombustione. E spegne la sua carica vitale, un tempo progressiva e umanistica, in una visione nichilista. Sotto questo aspetto le due filosofie di Nietzsche e di Schopenhauer sono profondamente unite anche se arriveranno poi a conclusioni opposte nei confronti della vita: di negazione totale Schopenhauer; di adesione senza riserve Nietzsche.
Al di là di ciò rimane in esse una continuità di suggestioni e di atteggiamenti che contribuirà a formare, nei primi anni del nostro secolo, un unico clima culturale, oscillante, nei confronti della vita, fra gli estremi dell’accettazione passionale e del distacco ascetico e solipsistico.

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