Shoah, l'Olocausto degli ebrei

Shoah, l'Olocausto degli ebrei A cura di Edoardo Angione.

Shoah, storia e significato dell'Olocausto, la persecuzione ed il genocidio degli ebrei avvenuto durante la Seconda guerra mondiale ad opera dei nazisti

1Significato della Shoah

Deportazione di ebrei francesi nei campi di concentramento nel 1940
Deportazione di ebrei francesi nei campi di concentramento nel 1940 — Fonte: ansa

All’epoca della Repubblica di Weimar, quindi dal 1919 in poi, gli ebrei tedeschi si sentivano tedeschi a tutti gli effetti, ed erano riusciti ad avere successo e ad arricchirsi. Per i nazisti, gli ebrei erano un pericoloso nemico interno, colpevole di molti dei problemi che affliggevano la Germania. Non sappiamo se all’inizio la retorica di Hitler fosse solo propaganda. Tutto quello che sappiamo è che dopo anni di atroci discriminazioni che rendevano la vita impossibile per gli ebrei tedeschi, nel 1942 la Germania nazista adoperò spazi, uomini e risorse per mettere in pratica ciò che i gerarchi nazisti avevano definito “la soluzione finale”: lo sterminio di tutti gli ebrei.    

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Proprio in questi anni, in cui gli ultimi superstiti della Shoah hanno più di 80 anni, e strampalate teorie cospirazioniste negano l’esistenza stessa della Shoah, è importante ricordare lo sterminio di milioni di ebrei ad opera dei nazisti, un fenomeno reale e documentato, che avvenne nel cuore d’Europa in tempi neanche tanto lontani. Alcuni storici ed alcuni sopravvissuti hanno chiamato e chiamano tuttora questo fenomeno Olocausto, una parola greca, che fa riferimento a sacrifici praticati nell’epoca antica (in particolare da greci ed ebrei) in cui le vittime - agnelli, tori e capre - venivano bruciate per intero, esattamente come migliaia di ebrei, dopo essere stati giustiziati vennero bruciati dai nazisti nei forni crematori.  

I sacrifici venivano tuttavia praticati per motivi religiosi, per ingraziarsi una divinità o per espiare dei peccati, e nella Shoah non c’era nulla di religioso, né tantomeno nulla da espiare. Per questo motivo si preferisce oggi il termine Shoah, una parola biblica che significa ‘catastrofe’.

2L’antisemitismo

L’antisemitismo, ovvero l’odio e la discriminazione nei confronti delle persone di fede e di famiglia ebraica, esisteva in Germania ed in Europa da molto prima dell’avvento del nazismo. Si trattava di un fenomeno antico, risalente al medio evo, ma che nel corso del XIX secolo si era andato acuendo, in particolare in Russia ed in Germania. Negli anni ‘20 del ‘900 tuttavia, con la Repubblica di Weimar, gli ebrei tedeschi avevano raggiunto ormai una libertà ed un’eguaglianza sociale totali, ed erano perfettamente integrati nel mondo lavorativo tedesco.     

Si trattava di una minoranza, corrispondente a circa l’1% della popolazione. Alcuni ebrei erano persone facoltose, inserite nell’alta borghesia, nel mondo degli affari, ma anche in politica e nelle arti. Gli ebrei tedeschi avevano combattuto nell’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale, alcuni di loro avevano sposato tedeschi di origine non ebrea, alcuni avevano abbandonato la propria religione.

Manifesto di propaganda nazista
Manifesto di propaganda nazista — Fonte: getty-images

Adolf Hitler era riuscito a conquistarsi il favore dei tedeschi grazie alla propaganda, ed una delle armi della propaganda è quella di semplificare le cose, offrendo alle persone delle certezze facili. In questo caso, Hitler aveva convinto i tedeschi del fatto che la prima guerra mondiale era stata persa non per un complesso concorso di cause che tuttora, un secolo dopo, ancora studiamo. La realtà proposta dal nazismo era molto più facile: era colpa del tradimento e dell’intrigo dei politici, dei comunisti, e soprattutto degli ebrei. L’unico modo per tornare ad avere una Germania forte, ricca e rispettata internazionalmente, era la liquidazione di nemici interni: politici, comunisti, disfattisti, ed in particolare ebrei. Gli ebrei sarebbero stati colpevoli di aver inquinato la razza tedesca, che secondo le teorie del razzismo scientifico dell’epoca sarebbe stata destinata invece ad assumere un ruolo di comando nel mondo intero.

3Persecuzioni degli ebrei

Sinagoga di Essen devastata dai nazisti il 9 novembre 1938
Sinagoga di Essen devastata dai nazisti il 9 novembre 1938 — Fonte: ansa

Le persecuzioni contro gli ebrei nella Germania nazista iniziano non appena Hitler ottiene il potere.  

Nel 1933 iniziano le prime violenze contro gli ebrei in Germania, spesso perpetuate ed organizzate dalle SA di Hitler.

Nel 1935 viene approvata una legge per la cittadinanza (leggi di Norimberga, a settembre), secondo la quale gli ebrei non sono più considerati cittadini tedeschi. Da questo momento non possono più votare e non possono più sposarsi con cittadini tedeschi. Nei negozi tedeschi spuntano i primi cartelli con scritto “gli ebrei non possono entrare”. Varie leggi discriminano gli ebrei in vario modo, impedendo loro, tra le altre cose, di uscire la sera, o di possedere una bicicletta.

Nel 1936 (marzo) viene proibito ai medici ebrei di praticare la propria professione negli ospedali pubblici tedeschi. Stesso discorso per gli avvocati e gli insegnanti. Naturalmente, il provvedimento riguarda anche i professionisti del futuro: gli ebrei non possono più ottenere l’abilitazione per questi titoli.

Nel luglio del 1937 Monaco ospita una mostra di ‘arte degenerata’: un vero e proprio attacco rivolto dai nazisti all’arte moderna, ideato da Goebbels. Più che una mostra era una gogna, che metteva in ridicolo gli artisti contemporanei non conformi ai rigidi canoni nazisti, giudicando le loro opere il frutto di menti folli e malate. Naturalmente la colpa della ‘degenerazione’ veniva fatta ricadere sull’influsso ebraico.

Una vetrina devastata dopo la "Notte dei cristalli" il 9 novembre del 1938
Una vetrina devastata dopo la "Notte dei cristalli" il 9 novembre del 1938 — Fonte: ansa

Una svolta decisiva si avrà il 9 novembre del 1938 con la Notte dei cristalli, un gigantesco pogrom pilotato dalle SS, durante il quale vengono devastati negozi gestiti da ebrei, sinagoghe e case per tutta la Germania, oltre che nei territori recentemente annessi (Austria e Cecoslovacchia). Da questo momento la pesante discriminazione civile si trasforma in persecuzione di massa, volta a rendere la vita degli ebrei impossibile, spingendo molti di loro ad emigrare. Secondo Hitler, e secondo la penetrante propaganda nazista, gli ebrei stavano spingendo i paesi stranieri a muovere guerra alla Germania.    

4Il genocidio degli ebrei ed i campi di concentramento

Ghetto di Cracovia
Ghetto di Cracovia — Fonte: ansa

L’inizio della seconda guerra mondiale, con l’invasione della Polonia, segna un deciso cambiamento di rotta nelle politiche dei nazisti a danno degli ebrei.     

Già dalla fine del 1939, dopo che hanno conquistato in modo fulmineo la Polonia, paese dove abitavano circa 3 milioni di ebrei, i nazisti iniziano a confinarli in ghetti. Si trattava di piccole aree completamente isolate dal mondo circostante, spesso recintate, dove gli ebrei venivano deportati ed obbligati a vivere in condizioni misere, senza la possibilità di lavorare. In polonia ed in Unione Sovietica i tedeschi avrebbero istituito più di 1000 ghetti. Si trattava di una misura provvisoria, in attesa di una strategia efficace per l’eliminazione totale. Un ghetto che è rimasto particolarmente famoso è ad esempio quello di Varsavia, che in meno di due chilometri quadrati ospitava 400.000 ebrei, che nella primavera del 1943 avrebbero organizzato un’insurrezione armata, soffocata sanguinosamente dai nazisti. Nei ghetti, gli ebrei erano costretti ad indossare segni di identificazione, come bracciali o targhette. Se da una parte l’ordine era fatto rispettare da una polizia interna, dall’altra i ghetti vedono numerose forme di resistenza, come l’introduzione di cibo, informazioni armi e medicine.     

Stella di David: simbolo della civiltà e della religiosità ebraica
Stella di David: simbolo della civiltà e della religiosità ebraica — Fonte: istock

Nell’autunno del 1941 gli ebrei, che dal settembre del ‘41 sono obbligati ad indossare una stella di David gialla cucita sugli abiti sin dall’età di 6 anni, non possono più emigrare dal Reich: tutti quelli che non erano riusciti ad andarsene prima si trovavano dunque in trappola, perché il 20 gennaio del 1942 ha luogo la Conferenza di Wannsee, presso una villa nell’omonimo quartiere di Berlino. A Wannsee si incontrano 15 importanti gerarchi delle SS, dello stato nazista e del partito nazista, per discutere del modo in cui sarebbe stata applicata la soluzione finale, nome in codice per l’eliminazione fisica sistematica degli ebrei d’Europa. Non viene auspicata un’unica soluzione, ma in generale da questo momento le politiche naziste sono apertamente indirizzate ad uno sterminio di massa degli ebrei. Vengono studiate strutture dedicate allo sterminio, approntate in luoghi come Auschwitz, dove gli ebrei saranno eliminati in massa attraverso metodi come le camere a gas. Altri prigionieri ebrei, organizzati in squadre speciali (Sonderkommando), avevano il compito di eseguire, tra le altre cose, la cremazione dei numerosi cadaveri in forni crematori industriali. Moltissimi altri prigionieri invece continueranno a perdere la vita nei campi di lavoro, obbligati a compiere sforzi disumani per sostenere l’economia bellica della Germania.    

Più tardi, nell’inverno tra il 1944 ed il 1945, mentre i Russi avanzeranno verso la Germania, le SS deporteranno gli ebrei russi verso i campi di concentramento ad ovest, all’interno dei confini della Germania. Molti di loro moriranno o saranno uccisi durante le devastanti marce che ricordiamo come marce della morte, e per molti di quelli che riusciranno a raggiungere i campi (come Bergen-Belsen, nella Germania occidentale), il destino non sarà migliore.   

5Gli ebrei in Italia

Campo di concentramento di Fossoli allestito dagli italiani nel 1942
Campo di concentramento di Fossoli allestito dagli italiani nel 1942 — Fonte: ansa

Nell’estate del 1943, dopo la caduta del regime fascista in Italia, Mussolini viene liberato dai nazisti e posto al comando di un nuovo regime fascista, la Repubblica di Salò, che sostanzialmente eseguiva direttive dei nazisti. Se l’Italia fascista era stata responsabile di persecuzioni e discriminazioni nei confronti degli ebrei, la Repubblica di Salò si ritrova a collaborare strettamente con i nazisti in vista della ‘soluzione finale’. A settembre iniziano gli arresti e le deportazioni sistematiche che avrebbero portato, secondo le stime degli storici, poco meno di 10.000 ebrei italiani ad essere deportati nei campi di concentramento e di sterminio nell’Europa centrale e orientale, ed in particolare ad Auschwitz, tra il settembre del ‘43 ed il febbraio del ‘45. Gli altri erano costretti a nascondersi per mesi.     

Piero Terracina durante la manifestazione delle "Stolpersteine" - Pietre d'inciampo - a Roma il 28 gennaio 2010
Piero Terracina durante la manifestazione delle "Stolpersteine" - Pietre d'inciampo - a Roma il 28 gennaio 2010 — Fonte: ansa

Tra le tante testimonianze di ebrei italiani sopravvissuti ad Auschwitz (tra cui bisogna ricordare Primo Levi) abbiamo quella di Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti tuttora in vita (all’inizio del 2016), che nel 1944, quindicenne, viene arrestato e deportato insieme a tutta la sua famiglia. Sarà l’unico a sopravvivere. Terracina era stato cacciato dalla propria scuola nel 1938 in seguito alle leggi razziali, per poi iscriversi ad una scuola ebraica appositamente istituita, dove insegavano numerosi professori a cui il fascismo non consentiva più di lavorare. Con l’occupazione tedesca, iniziata nel ‘43, la famiglia Terracina era stata costretta a nascondersi e a fuggire, senza ovviamente poter lavorare. Nel 1944, denunciati da un delatore, i Terracina vengono arrestati dalle SS. L’intera famiglia viene schedata, e dopo qualche giorno dal carcere di Regina Coeli viene deportata ad Auschwitz, prima in camion e poi in treno. Piero Terracina racconta di come, arrivati ad Auschwitz, suo padre, suo nonno e sua madre siano stati separati dai membri più giovani della famiglia, e mandati direttamente a morire nelle camere a gas, perché inadatti al lavoro. A questo punto, i prigionieri rimasti venivano denudati, rasati a zero e disinfettati, e gli veniva tatuata una matricola sul braccio sinistro, che da allora li avrebbe identificati, sostituendo i loro nomi e la loro vecchia identità. Piero Terracina era stato assegnato ad una squadra di scavatori che lavoravano senza sosta e senza acqua sotto al sole per 8-10 ore al giorno. Verrà liberato soltanto il 27 gennaio del 1945: pesava ormai 38 chili, e tutti i suoi familiari erano morti.  

6Le conseguenze

Liberazione dei prigionieri dai campi di concentramento
Liberazione dei prigionieri dai campi di concentramento — Fonte: ansa

Il termine ebraico Shoah, che si trova anche nella bibbia, significa una catastrofe, una tempesta devastante, e probabilmente non ci sono parole migliori per descrivere quella che fu una catastrofe non soltanto per gli ebrei, ma per tutta l’Europa e per tutto il mondo. Gli ufficiali nazisti non ci hanno lasciato documenti precisi con un conteggio delle vittime, e per questo motivo calcolare quante persone siano state uccise dai nazisti non è un compito facile per gli storici. Ci sono alcune buone ragioni per cui i documenti relativi alle vittime dell’olocausto sono scarsi: a partire dal 1943, quando si inizia a temere che i paesi dell’Asse avrebbero perso la guerra, buona parte della documentazione raccolta riguardo alle vittime inizia ad essere distrutta dai nazisti, che immaginavano che al termine della guerra ci sarebbero stati dei processi. Soltanto con la fine della seconda guerra mondiale i paesi vincitori iniziano ad impiegare personale incaricato di contare le vittime del nazismo.   

Hitler viene accolto nel 1933 a Norimberga
Hitler viene accolto nel 1933 a Norimberga — Fonte: getty-images

Per arrivare alle stime attuali, sono state utilizzate fonti di vario tipo, comprendenti non soltanto archivi nazisti e censimenti, ma anche indagini compiute alla fine della guerra, ed in particolare studi demografici. I dati riguardano esclusivamente vittime civili e disarmate. Secondo queste stime, gli ebrei sterminati sistematicamente dai tedeschi per motivi razziali ammontano a circa 6 milioni di persone. Bisogna aggiungere a questa cifra circa 200.000 zingari, e circa 250.000 disabili. I civili sovietici che possiamo considerare vittime del nazismo ammonterebbero a circa 7 milioni, ai quali andrebbero aggiunti 3 milioni di prigionieri di guerra. I polacchi sono circa 1,8 milioni, i cittadini serbi 312.000. I criminali comuni uccisi dal nazismo, che includono anche i cosiddetti ‘asociali’ (tra cui anche migliaia di omosessuali) sono circa 70.000.  

Non erano mancati alcuni tentativi di reazione da parte degli ebrei, come ad esempio una rivolta nel ghetto di Varsavia nel 1943. Alcuni ebrei vennero salvati grazie all’eroismo e all’altruismo di alcune persone, ebree e non: un ottimo esempio è quello raccontato nel film Schindler’s List. Dopo la guerra, alcuni tra i principali leader del nazismo vengono processati a Norimberga (1945-1946). Tra le prove utilizzate nei processi c’erano alcune copie di carte d’archivio ottenute dall’esercito americano, inglese e sovietico.  

7Interpretazioni della shoah: i motivi del genocidio

Roma 1943: ebrei del ghetto al lavoro sul fiume Tevere
Roma 1943: ebrei del ghetto al lavoro sul fiume Tevere — Fonte: ansa

Il termine ‘genocidio’ viene utilizzato ufficialmente per la prima volta nel 1946, mentre i dirigenti della Germania nazista venivano processati a Norimberga per crimini contro l’umanità. Lo sterminio di circa due terzi degli ebrei che abitavano l’Europa è considerato appunto un genocidio, ovvero l’uccisione deliberata di un intero popolo, senza distinzioni di età, sesso, opinioni o religione. Non si tratta dell’unico genocidio della storia: soltanto nel ‘900 c’è stato quello degli armeni in Turchia durante la Prima Guerra Mondiale. Per molti storici anche la deportazione di milioni di contadini (e spesso di intere popolazioni) compiuta da Stalin tra gli anni ‘30 e gli anni ‘40, comportando veri e propri stermini, è un genocidio. Uno degli ultimi grandi genocidi del ‘900 è poi quello compiuto dalla dittatura comunista in Cambogia tra 1975 e 1976. Ma i casi non mancano neanche andando indietro nella storia: basti pensare allo sterminio degli Incas e degli Aztechi nelle americhe, o a episodi come la crociata contro gli Albigesi nella Francia del Medioevo. Cos’è dunque a rendere unica la shoah?    

Stabilire una classifica di quale sia stato il peggiore sterminio di massa di popolazioni inermi (inclusi i bambini) nella storia è assolutamente inutile. Forse è importante però ricordare come ciò che rende unica la ‘soluzione finale’ teorizzata dai nazisti è il suo carattere sistematico e pianificato. Nel cuore della civilissima Europa, nel periodo in cui gli europei si consideravano i popoli più ‘avanzati’, sia tecnologicamente che culturalmente, di tutto il mondo, Hitler ed il nazismo pianificavano la cancellazione totale di tutti gli ebrei dalla faccia della terra.    

Un altro fattore incerto e che in qualche modo divide gli storici è la decisione di sterminare gli ebrei. Secondo gli intenzionalisti già dal 1920, nascita del partito nazista, lo sterminio era deciso. Secondo i funzionalisti invece la shoah è il frutto di una serie di avvenimenti successivi al 1933, che avevano portato il regime nazista a radicalizzarsi e ad andare oltre quelli che erano i piani originari. Oggi si tende ad adottare una posizione intermedia, che tiene conto del ruolo fondamentale di Hitler nel teorizzare la distruzione degli ebrei già da prima degli anni ‘30, ma senza dimenticare come le decisioni, a partire dal 1933, vengono prese in stretta connessione con gli eventi della seconda guerra mondiale.     

In ogni caso, grazie alla ricerca e alla testimonianza dei sopravvissuti (gli ultimi dei quali stanno sparendo in questi anni), tra cui spicca l’opera di Primo Levi (Se questo è un uomo, del 1947, e I sommersi e i salvati, del 1986), oltre che alla presenza di film, documentari e serie televisive, il negazionismo, tuttora diffuso (in particolare in rete) non ha intaccato il posto centrale che lo sterminio degli ebrei ha assunto nella memoria collettiva.