Shoah: la storia, il negazionismo e gli ultimi fatti di cronaca

Di Marta Ferrucci.

L'Olocausto o Shoa, è uno dei capitoli più tristi della storia del secolo scorso. Recentemente le affermazioni negazioniste di mosignor Williamson hanno fatto insorgere il mondo politico italiano ed internazionale. Il Vaticano si è schierato contro Williamson ma, ad alcuni, le posizioni della Chiesa non sono sembrate abbastanza decise

Con il termine Shoa in lingua ebraica ci si riferisce ad una sciagura improvvisa, inaspettata; è un'altro termine utilizzato per riferirsi all'Olocausto.
Parlare di Shoa o di Olocausto significa parlare dello sterminio sistematico ad opera dei Nazisti di milioni di ebrei che avvenne in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, un genocidio che coinvolse circa 6 milioni di ebrei ma anche Rom, comunisti, omosessuali, Testimoni di Geova, popolazioni slave.... e che fece in totale 14 milioni di vittime.

Per eliminare tutti i soggetti considerati "indesiderabili" dai Nazisti, questi crearono dei campi di concentramento e di sterminio: nei primi i prigionieri venivano classificati in base alla loro capacità di lavorare; chi era troppo debole veniva eliminato nelle camere a gas camuffate da docce, mentre i più forti erano sottoposti ad un lavoro schiavistico. Anche questi ultimi, a causa delle terribili condizioni di vita e di lavoro a cui erano sottoposti, spesso non sopravvivevano. I campi di sterminio erano invece pensati esclusivamente per la soppressione delle persone.

L' Olocausto fu l'ultima tappa della politica antisemita promossa da Adolf Hitler. Negli anni '20 e '30 l'antisemitismo era comune in Europa ma trovò slancio attraverso la pubblicazione del Mein Kampf che, inizialmente ignorato, divenne popolare quando Hitler salì al potere. A partire dal 1933 le misure antisemite si succedettero: si iniziò con il boicottaggio delle attività economiche gestite da tedeschi ebrei, si limitarono le loro attività e, con le leggi di Norimberga, gli ebrei tedeschi furono esclusi dalla vita sociale tedesca. Seguì la politica di emigrazione forzata dei cittadini ebrei dai territori del Reich e la loro prigionia nei campi di concentramento e di sterminio.

Nonostante questi fatti, alcune persone appartenenti a movimenti antisemiti o di estrema destra, hanno messo in discussione la veridicità storica dell'Olocausto. Negano lo sterminio ebraico e si mostrano scettici sulle cause che lo hanno provocato. A questo, aggiungono la testi che ai tempi di Hitler fosse in atto un complotto ebraico-capitalista contro la Germania nazista.

Di negazionismo si è tornato a parlare di recente, in occasione delle affermazioni di monsignor Richard Williamson che a fine gennaio, in un'intervista, ha chiaramente detto di non credere al fatto che le camere a gas siano esistite davvero e che lì vi abbiano trovato la morte milioni di ebrei. Ed è una triste coincidenza che polemiche e smentite si siano succedute proprio il 27 gennaio, anniversario della liberazione dei reclusi sopravvissuti dal campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, una data che in tutto il mondo viene commemorata come Giorno della Memoria.

La condanna da parte della Chiesa per queste affermazioni e le pubbliche scuse fatte dalla Fraternità di San Pio X a cui il vescovo Williamson appartiene non sono bastate a placare le polemiche. Dopo

la scomunica del Papa e la successiva revoca non sembrano ci siano state manifestazioni di ripensamento da parte di Williamson che, nel suo blog, ha esultato per il suo reintegro nella Chiesa ma non ha accennato alla Shoah.

In questa vicenda anche la posizione del Papa Benedetto XVI è stata fortemente criticata e a farlo è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel secondo la quale i chiarimenti del Vaticano non sono stati sufficienti: "Non sono solita prendere posizione su questioni interne della Chiesa. Ma questa è un'eccezione, perché siamo davanti a una questione fondamentale. A me sembra una questione fondamentale se una scelta del Vaticano può dare e diffondere l'impressione che la negazione dell'Olocausto sia possibile". Per il cancelliere tedesco, infatti, la responsabilità della Germania davanti al passato nazista è elemento costitutivo della memoria della democrazia tedesca.

Le critiche della Merkel al suo compatriota non sono evidentemente rimaste parole al vento e non si è fatta attendere la replica del Vaticano che in una nota del Segretario di Stato ha dichiarato che per essere ammesso alle funzioni episcopali della Chiesa "il Vescovo dovrà prendere le distanze in modo assolutamente inequivocabile e pubblico dalle affermazioni con cui ha negato lo sterminio degli ebrei. Posizioni, queste, non conosciute dal Santo Padre al momento della remissione della scomunica".

Risorse per studiare
- Olocausto: appunti e testimonianze
- Tema sull'Olocausto ed il giorno della memoria
- Tema sulla Shoah

Link utili
- Scuola e Shoah: l'iniziativa del Miur per il Giorno della Memoria
- Task Force for International Cooperation on Holocaust