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Le malattie che si evitano con il preservativo

Tutte le malattie che si possono evitare usando il preservativo

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Le malattie che si evitano con il preservativo

è una creazione di Emanuela

Che cos'è l'Aids
AIDS significa Sindrome da Immuno-deficienza acquisita. E' provocata dall'infezione di un virus, l'HIV che si insinua nell'organismo umano infettando le cellule linfocitarie, cioè quei meccanismi che difendono il nostro organismo dall'attacco di virus e batteri. In un periodo estremamente variabile che in genere dura 7-10 anni il virus attacca le difese immunitarie dell'organismo rendendolo vulnerabile a tutti gli agenti patogeni. Un malato di AIDS muore proprio per le cosiddette malattie opportuniste, che approfittano della debolezza dell'organismo per insinuarvisi.
Dopo il contagio trascorre un periodo, la cui durata varia da individuo ad individuo, in cui non si rilevano sintomi. Successivamente compaiono grossi linfonodi, sul collo o sotto le ascelle, spesso accompagnati da febbriciattole persistenti e da ricorrenti attacchi di dissenteria. E' questa la cosiddetta fase LAS.
La fase successiva, detta ARC, presenta un abbassamento dei livelli linfocitari ed un aggravamento delle condizioni del paziente. La fase di AIDS conclamato è l'ultima: i livelli del sistema immunitario sono bassissimi, il malato è attaccato da un tumore molto raro della pelle che prende il nome di sarcoma di Kaposi, perde i capelli, deperisce vistosamente. E' in questa fase che il malato può essere contagiato da qualsiasi malattia opportunista senza avere più difese immunitarie per combatterle.

Come avviene il contagio?
Il virus HIV si trasmette prevalentemente attraverso contatti con sperma, sangue, liquidi vaginali di una persona infetta. In particolar modo i contagi avvengono per lo più per via sessuale, in seguito a trasfusioni con sangue non controllato, attraverso l'uso di siringhe già usate, o attraverso il contatto madre figlio durante la gravidanza. L'Aids non si trasmette attraverso i normali contatti personali (in ufficio, a scuola, scambiandosi, baci, carezze etc).
Meglio un preservativo oggi che uno domani
Il mezzo più sicuro per evitare il contagio è il buon vecchio, caro profilattico, conosciuto anche con tutta una serie di altri nomi (preservativo, condom, goldone, guanto, Ivo...). In caso di rapporti occasionali è opportuno tenerlo sempre a portata di mano.
Protegge entrambi i partner e può essere usato per molti tipi di rapporto, da quello più tradizionale, ai rapporti anali a quelli orali. No, è inutile che vi mettiate a ridere, perché anche i rapporti orali possono essere fonte di contagio. Dunque infilatevi il goldone senza protestare.
Certo, fino a qualche tempo fa il preservativo non era considerato un oggetto molto piacevole: si può sempre rompere, si "sente" meno, talvolta può rovinare la magia di un momento di eccitazione. Ma con un po' di fantasia può anche divenire un oggetto con cui giocare e divertirsi.

La paura fa 1678-61061
Se si ha paura di poter essere entrati in contatto con il virus dell'AIDS la prima cosa da fare è telefonare al numero 1678-61061.
Si tratta del numero verde per l'AIDS istituito dal Ministero della Sanità. Ogni giorno, dal Lunedì al Venerdì, dalle 13.00 alle 18.00 gli esperti del Ministero daranno a tutti informazioni più dettagliate sul virus, sulle forme di contagio e prevenzione, sui luoghi dove è possibile effettuare il test.
Se si è ancora preoccupati la cosa migliore è effettuare subito il test, presso il dipartimento malattie infettive dell'ospedale più vicino. Il test è anonimo e gratuito e cerca di rivelare se nel sangue sono presenti anticorpi nel che testimonino l'avvenuta infezione da HIV. Occorre però tener conto che gli anticorpi impiegano dai tre ai sei mesi prima di manifestarsi ed è quindi consigliabile aspettare tale periodo prima di effettuare il test. In caso di risultato positivo è necessario ripetere il test: è tarato in modo tale da dare risposte negative molto sicure, ma a volte rileva falsi positivi.

Altri casi in cui l'amore rischia di far male

L'AIDS è senza dubbio la più pericolosa delle malattie a trasmissione sessuale, ma ve ne sono molte altre. Proviamo a fare un breve elenco di quelle principali:
Sifilide: il primo sintomo è una piccola ulcera sul pene, sulla vulva o in altre parti; in una fase secondaria si nota un'eruzione diffusa accompagnata da mal di testa, febbre e dolori muscolari; il terzo stadio invade il cervello, il cuore e il sangue: porta alla morte. Oggi con l'aiuto degli antibiotici questa infezione non è più fatale.
Gonorrea (o Blenorragia): colpisce gli apparati riproduttivi, la gola e il petto. I sintomi sono bruciori durante l'orinazione, prurito nell'area infetta e fuoriuscita di pus dal pene, da cui deriva il nome popolare della malattia: "scolo". Anche in questo caso la malattia è curabile con gli antibiotici.
Herpes genitale: è caratterizzata da piccole vesciche dolorose sugli organi genitali o vicino ad essi. Se ne possono ridurre i sintomi ma non esistono ancora farmaci risolutivi.
Candidosi e trihomoniasi: caratterizzate da perdite vaginali dolorose, dense e biancastre nella prima e giallo verdastre nella seconda. Sono curabili con farmaci appropriati.
Scabbia: causata da minuscoli insetti che provocano prurito; si cura applicando sulla pelle medicamenti antiparassitari.
Papilloma Virus: si manifesta con la comparsa di verruche sulla zona genitale (si cura).
Mollusco contagioso: è un virus che provoca noduli nella zona genitali (è curabile).

Informazioni tratte da www.comodo.it e dalla CONTROGUIDA AL SESSO dell'Arcibaldo - Siena

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1
Argomenti

Danilo sabato, 6 marzo 2004

Domanda

Da un po' di mesi faccio l'amore con la mia ragazza senza preservativo. Mi è capitato che alla fine del rapporto, nel momento in cui bagnavo con semplice acqua il glande mi bruciasse e che poi si formassero alcuni minuscoli punticci bianchi sul glande. Però il giorno successivo tutto scompare, anche il bruciore e tutto torna normale. Da cosa può essere dovuto tutto ciò? C'è da preoccuparsi? Spero di ricevere al più presto una vostra risposta e vi ringrazio anticipatamente.

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