La separazione

Di Marta Ferrucci.

L'ordinamento prevede vari tipi di separazione: di fatto e legale


L'ordinamento prevede vari tipi di separazione.

Se manca un provvedimento giurisdizionale, si avrà una separazione di fatto, un comportamento cioè cui l'ordinamento non riconosce efficacia. Altrimenti, in presenza di un provvedimento del giudice, l'ordinamento riconosce una separazione legale, nelle due forme della separazione giudiziale (fondata sull'intollerabilità della convivenza) e consensuale (fondata sul consenso dei coniugi). Qualunque sia il tipo di separazione attuato, il nostro legislatore sottopone la separazione dei coniugi ad un controllo non puramente formale degli organi giurisdizionali, riconoscendo effetti ad uno stato di separazione solo a seguito dell'intervento del giudice.

SEPARAZIONE CONSENSUALE
La separazione consensuale è la separazione personale che ha titolo nell'accordo dei coniugi omologato dal giudice.
La domanda, proposta da uno solo o da entrambi i coniugi anche senza l'assistenza del difensore, ha la forma del ricorso diretto al Tribunale, competente per materia.
Il ricorso deve essere depositatonella cancelleria del Tribunale.
Inoltre il ricorso dovrà essere corredato dall'estratto per riassunto dell'atto di matrimonio - rilasciato dal Comune in cui è stato celebrato il matrimonio - esente da bollo; stato di famiglia dei due coniugi e certificato di residenza dei due coniugi.
Se il ricorso è proposto da entrambi i coniugi, il Presidente della Sezione fissa un'udienza per la comparizione degli stessi davanti a sé, allo scopo di sentirli e procurare di conciliarli nel modo indicato dall'art.708 c. p.c.
In questo caso, per la verifica della fissazione dell'udienza, si potrà consultare le rubriche effettuando la ricerca con il numero di ruolo della separazione che viene comunicato dal collaboratore di Cancelleria all'atto della presentazione del ricorso.
La comparizione dei coniugi davanti al Presidente (c. d. "fase presidenziale" ) assume grande importanza poiché la manifestazione del consenso rileva solo quando avviene davanti al Presidente e quest'ultimo ha il potere di dirigere il consenso delle parti dando loro suggerimenti ed indicazioni che facilitino l'accordo sulla fissazione di clausole e condizioni di cui è prevedibile la omologazione.
Se, invece, il ricorso è proposto da un solo coniuge, il Presidente fisserà - con decreto - il giorno della comparizione dei coniugi davanti a sé ed il termine per la notificazione del ricorso e del decreto all'altro coniuge. Ovviamente il ricorrente prima di notificare il ricorso ed il decreto dovrà provvedere alla richiesta delle copie autentiche.
Avvenuta la comparizione davanti al Presidente, se la conciliazione riesce, il Presidente fa redigere processo verbale dell' avvenuta conciliazione. Nel caso contrario, invece, si dà atto nel processo verbale del consenso dei coniugi alla separazione e delle condizioni riguardanti i coniugi stessi e la prole.
Il verbale di separazione - che rappresenta lo strumento processuale sul quale il Presidente imposta la relazione al Collegio per l'omologa - oltre a consistere in una scrittura privata sottoscritta dalle parti, costituisce anche un atto pubblico, in virtù della qualità di pubblico ufficiale del cancelliere : questi, infatti, redige e sottoscrive il verbale, documenta a tutti gli effetti le attività proprie e quelle degli organi giudiziari nonché delle parti, comprese le dichiarazioni rese. La separazione consensuale acquista efficacia con la omologazione del Tribunale, che provvede in camera di consiglio su relazione del Presidente ("fase dell'omologazione").
L'omologazione consiste in un controllo sulla legittimità degli accordi raggiunti dai coniugi e sulla convenienza degli stessi rispetto agli interessi dei figli.

Udita la relazione del Presidente e verificate le condizioni contenute nel verbale di separazione, il Tribunale emette decreto di omologa della separazione ordinando contestualmente all'ufficiale dello Stato civile l'annotazione sull'atto di matrimonio.
Quindi la Cancelleria, che annota le omologhe secondo la data su dei fogli affissi fuori dall'ufficio, provvederà alla trasmissione del fascicolo, contenente il verbale di separazione e l' omologa, all'Ufficio del Registro.
Per provvedere alla registrazione l'avvocato dovrà consultare l'apposita cartelletta con la dicitura " Separazione - Varie " effettuando la ricerca con la data di omologa. Pagata la tassa, il fascicolo d'ufficio passerà all'Ufficio copie - sentenze del Tribunale, ove l'interessato potrà chiederne copia per gli usi consentiti dalla legge.

SEPARAZIONE GIUDIZIALE
La separazione giudiziale è la separazione personale che ha titolo nella sentenza del giudice e a cui si ricorre quando si siano verificati "fatti tali da rendere intollerabile la convivenza "(art.151c.c. ). A differenza della separazione consensuale - tipico procedimento di volontaria giurisdizione - la separazione giudiziale è un procedimento contenzioso che si conclude con sentenza a seguito dello svolgimento di un ordinario giudizio di cognizione comprendente due fasi distinte: una c. d. " presidenziale ", ed un'altra " contenziosa " innanzi al giudice designato (giudice istruttore e Collegio).
La domanda si propone con ricorso intestato direttamente al Presidente del Tribunale (sez. Famiglia) e che va depositato presso la Cancelleria. Il ricorso - il cui contenuto è disciplinato dall'art.8 della legge n.74 / 1987. Contestualmente al ricorso va depositata la nota di iscrizione a ruolo. A seguito della presentazione del ricorso, il Presidente fissa il giorno della comparizione dei coniugi davanti a sé per il tentativo di conciliazione ex art.708 c. p. c. e il termine per la notificazione del ricorso e del decreto. Prima della notifica, sempre presso la Cancelleria, si dovrà richiedere le copie autentiche del ricorso e del decreto.
Se i coniugi si conciliano, il Presidente fa redigere processo verbale della conciliazione. Se il coniuge convenuto non compare o la conciliazione non riesce, il Presidente, anche d'ufficio, emana - con ordinanza - i provvedimenti temporanei ed urgenti che reputa opportuni nell'interesse dei coniugi e della prole, nomina il giudice istruttore e fissa l'udienza di comparizione davanti a questo. L'udienza ed il nome dell'istruttore (tra l'altro annotati sul processo verbale a cura del Presidente) potranno essere controllati sulle rubriche con il numero di ruolo.
Dopo l'emissione dei provvedimenti temporanei ed urgenti di competenza del Presidente, il giudizio di separazione prosegue con le forme dell'ordinario giudizio di cognizione davanti al giudice istruttore designato. A tale scopo, l'ordinanza con la quale il Presidente fissa l'udienza di comparizione davanti al giudice istruttore è notificata a cura dell'attore al convenuto non comparso nel termine perentorio stabilito nell'ordinanza stessa ed è comunicata al p.m., la cui partecipazione al giudizio è necessaria.
Le parti hanno quindi l'onere di costituirsi, depositando propria comparsa e documenti nel fascicolo d'ufficio che si trova in Cancelleria - ordinato secondo il nome del giudice e il numero di ruolo - ed il giudizio si svolge secondo le regole ordinarie per concludersi, dopo un'eventuale fase istruttoria e la rimessione della causa al Collegio, con una normale sentenza.
La sentenza che pronuncia la separazione forma cosa giudicata ma è soggetta alla clausola "rebus sic stantibus", nel senso che i coniugi, d'accordo, possono farne cessare gli effetti con espressa dichiarazione o tacitamente col solo fatto del ritorno alla coabitazione, senza necessità di intervento della autorità giudiziaria.