Seconda Guerra Mondiale: cronologia, battaglie e protagonisti

Seconda Guerra Mondiale: cronologia, battaglie e protagonisti A cura di Edoardo Angione.

Seconda Guerra Mondiale: cronologia del conflitto e approfondimento su cause, conseguenze e alleanze del più sanguinoso conflitto della storia

1Introduzione alla Seconda Guerra Mondiale

Se la prima guerra mondiale era scoppiata dopo un evento singolo ed improvviso, la seconda guerra mondiale, a distanza di 25 anni, era stata per molti versi più prevedibile. Questo conflitto drammatico e letale si è protratto dal 1939 al 1945. Le due principali fazioni erano l’“Asse” (Germania, Italia e Giappone) e gli “alleati” (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica, Cina). Per molti aspetti si trattava di una continuazione, dopo una pausa di 20 anni, della prima guerra mondiale, sebbene, come vedremo, con molteplici novità. Con un numero di morti complessive che oscilla tra i 40 ed i 50 milioni, la seconda guerra mondiale è il conflitto più sanguinoso della storia.   

2Uno Stato distrutto: la Polonia

Foto di Adolf Hitler
Foto di Adolf Hitler — Fonte: ansa

Durante la conferenza di Monaco, a settembre del 1938, le democrazie avevano praticamente ceduto i Sudeti alla Germania. Soltanto un mese dopo, erano già pronti i piani dei nazisti per occupare altre due popolose regioni della Cecosclovacchia: la Moravia e la Boemia, che nel marzo del ‘39 Hitler annetterà al terzo Reich, mentre le varie nazioni che componevano la Cecoslovacchia lottavano, ognuna per la propria indipendenza, in particolare la Slovacchia. Questo provoca una svolta nell’atteggiamento di Francia e Gran Bretagna, che si assicurano l’assistenza militare di molte nazioni, in particolare della Polonia. La Polonia sarebbe stato il prossimo obiettivo di Hitler, che puntava alla città di Danzica

Nel frattempo. Germania e Italia stringevano il patto d’acciaio: se uno dei due paesi si fosse trovato in guerra, anche nel ruolo di aggressore, l’altro paese avrebbe dovuto intervenire al suo fianco. L’Italia non era preparata militarmente alla guerra, e Mussolini lo sapeva, ma Hitler aveva detto (a voce) che la guerra non sarebbe scoppiata prima di due o tre anni: la seconda guerra mondiale era invece molto più vicina del previsto.

In tutto ciò, l’Urss non si era ancora schierata. Il timore dei russi era che l’aggressività tedesca si sarebbe riversata esclusivamente su di loro, mentre gli occidentali erano preoccupati dalle ambizioni russe nell’Europa dell’Est. La Polonia, peraltro, non avrebbe mai concesso alle truppe sovietiche il passaggio nei propri territori. A questo punto, inaspettatamente, i nazisti e l’Urss firmano un patto di non aggressione (Molotov-Ribbentrop, agosto 1939). Hitler può a questo punto attaccare la Polonia (1 settembre 1939) senza temere ripercussioni russe, dando il via alla seconda guerra mondiale. Mentre l’Italia, nonostante il patto d’acciaio, dichiara la non belligeranza, Francia ed Inghilterra dichiarano formalmente guerra alla Germania.  

Ratifica al Kremlino del Patto Russo-Tedesco di non agressione. Da sx: Ministro Sovietico Molotov, Giuseppe Stalin, ambasciatore tedesco Frederich Von Der Schulenburg, consigliere tedesco Hencke, il ministro tedesco degli esteri Joachim Von Ribbentrop con il sottosegretario tedesco Gus
Ratifica al Kremlino del Patto Russo-Tedesco di non agressione. Da sx: Ministro Sovietico Molotov, Giuseppe Stalin, ambasciatore tedesco Frederich Von Der Schulenburg, consigliere tedesco Hencke, il ministro tedesco degli esteri Joachim Von Ribbentrop con il sottosegretario tedesco Gus — Fonte: ansa

La conquista della Polonia avviene con una rapidità sorprendente, soprattutto grazie all’innovativa tecnica militare tedesca, la guerra-lampo (Blitzkrieg): la vera novità della seconda guerra mondiale era l’utilizzo di mezzi corazzati (carri armati e autoblindo), grazie ai quali la guerra non era più statica. Già alla fine di settembre Varsavia cedeva ai bombardamenti tedeschi, mentre i russi occupavano le zone ad est in modo spietato: rimane tristemente celebre l’esecuzione a freddo di migliaia di ufficiali polacchi, massacrati dai sovietici e nascosti in 8 fosse comuni che sarebbero state ritrovate anni dopo. Per il momento, era la fine della Polonia: uno stato con appena 20 anni di vita, che non aveva praticamente ricevuto aiuti dai suoi alleati formali, Francia e Inghilterra. Dopo questi avvenimenti la guerra rimane in stallo per sette mesi, durante i quali la Russia attacca la Finlandia per risolvere alcune questioni di confine, mentre la Germania, già nella primavera del ‘40, riesce ad occupare la Danimarca (che si arrende senza combattere) e la Norvegia. I nazisti controllavano ormai la maggior parte dell’Europa settentrionale e centrale: a questo punto toccava alla Francia.

L'inizio di ogni guerra è come aprire la porta su una stanza buia. Non si sa mai che cosa possa esserci nascosto nel buio.

Adolf Hitler

3La sconfitta della Francia nel bel mezzo della seconda guerra mondiale

In un paio di mesi, dal 10 maggio al giugno del 1940, l’occupazione tedesca della Francia centrale e settentrionale è completa. Quello francese era un esercito all’avanguardia e molto numeroso, ma la concezione antiquata dei generali francesi, ancora legati al concetto della guerra di posizione, si affidava ad una linea di fortificazioni difensive, la linea Maginot, che lasciava scoperti l’Olanda, il Lussemburgo ed il Belgio. A metà maggio i tedeschi avevano invaso l’Olanda, erano passati per il limite naturale della foresta delle Ardenne grazie ai carri armati, aggirando le armate francesi, belghe, ed il contingente britannico, costretto ad un rapido reimbarco nella città portuale francese di Dunkerque, ai confini col Belgio.

Foto di Philippe Pétain
Foto di Philippe Pétain — Fonte: ansa

Il 14 giugno i nazisti sono a Parigi. Il nuovo presidente del consiglio è Philippe Pétain, un maresciallo di 84 anni, che il 22 giugno firma immediatamente un armistizio con la Germania, ironicamente nello stesso luogo in cui 22 anni prima i tedeschi avevano firmato l’armistizio con francesi e britannici. Il nuovo governo francese segna la fine della Terza Repubblica. Secondo Pétain, la colpa della sconfitta nella seconda guerra mondiale era della Franca repubblicana e del suo avanzato sistema democratico, troppo permissivo. La nuova costituzione promulgata dal maresciallo segnava il ritorno della Francia all’esaltazione dell’autorità, della famiglia e della religione, al corporativismo nel lavoro e all’esaltazione del lavoro agricolo. La sede del governo, Vichy, era una piccola città termale, e la sovranità effettiva del governo era limitata alla metà meridionale della Francia e alle colonie: il resto era occupato dai tedeschi. Nei fatti, la Francia di Vichy non era altro che uno Stato satellite dei tedeschi, che il 3 luglio interrompe ogni tipo di rapporto con la Gran Bretagna.

4L'Italia nella seconda guerra mondiale

Mussolini, dal balcone di Piazza Venezia, proclama l'entrata in guerra dell'Italia
Mussolini, dal balcone di Piazza Venezia, proclama l'entrata in guerra dell'Italia — Fonte: ansa

Mentre Hitler occupava la Francia, Mussolini, convinto di una prossima fine della seconda guerra mondiale, annuncia con notevole ritardo l’intervento italiano a fianco dell’alleato nazista. I motivi per cui l’Italia non era entrata in guerra prima (nonostante il patto d’acciaio) erano l’effettiva impreparazione dell’esercito e la carenza di materie prime. La velocità con cui la Francia era definitivamente crollata, però, aveva fatto cambiare idea non soltanto a Mussolini, ma anche al re, agli industriali, e ai gerarchi fascisti più moderati. Sembrava che l’Italia avrebbe ottenuto una vittoria gloriosa con sforzi minimi. Il 10 giugno del 1940, dal balcone di Piazza Venezia, a Roma, da cui era solito parlare al popolo, il duce annuncia alla folla l’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale.   

L’offensiva contro la Francia parte il 21 giugno, soltanto un giorno prima che Pétain avrebbe firmato l’armistizio con i nazisti, e non è il successo sperato: la penetrazione in territorio francese è molto limitata, e le perdite piuttosto alte. Nonostante questo, la Francia stremata chiede subito l’armistizio (firmato il 24 giugno), che prevede soltanto qualche piccola variazione nei confini e una limitata smilitarizzazione. Contemporaneamente Mussolini attacca gli inglesi nel Mediterraneo. La flotta italiana viene sconfitta in Calabria e nell’Egeo, mentre un’offensiva contro gli inglesi in Libia si ferma per la carenza di mezzi. Mussolini era convinto che l’Italia poteva combattere una propria seconda guerra mondiale, parallela ed indipendente da quella tedesca, e per questo, per il momento, rifiuta le offerte di aiuto tedesche in Nordafrica.  

Gli italiani attaccheranno la Grecia il 28 ottobre del 1940, scontrandosi ancora una volta con una resistenza al di sopra delle aspettative e dovendo ripiegare in Albania. A dicembre, gli inglesi conquistano la Cirenaica, ed è a questo punto che Mussolini deve accettare gli aiuti tedeschi per riconquistare la regione. Nel 1941 gli inglesi riusciranno a conquistare le colonie italiane in africa orientale: Etiopia, Somalia, Eritrea. Ormai era chiaro che l’Italia non poteva farcela nella seconda guerra mondiale senza l’aiuto dei tedeschi, che nell’aprile del ‘41 interverranno anche nei Balcani ed in Grecia.  

5L'Inghilterra resiste: il primo ostacolo alla vittoria tedesca della seconda guerra mondiale

Alla fine del ‘40, l’unica potenza in grado di fronteggiare con qualche successo l’avanzata della Germania nazista nel corso della seconda guerra mondiale era l’Inghilterra. Il primo ministro, il conservatore Winston Churchill, al potere dal maggio del ‘40, aveva un programma semplice: guerra totale contro la Germania nazista, che dal canto suo, pur di veder riconosciute le recenti conquiste, sarebbe stata disposta persino a trattare, per il momento. Nell’autunno del 1940, a Hitler non rimaneva che tentare di invadere l’Inghilterra. Il punto di forza della Gran Bretagna era la propria flotta, e per questo i nazisti scelgono la via aerea, bombardando continuamente per tre mesi obiettivi sia militari che industriali (tra cui la stessa città di Londra).

Foto di Winston Churchill
Foto di Winston Churchill — Fonte: ansa

Il bombardamento di Coventry (14 novembre 1940), cittadina industriale nel cuore del paese, con un delizioso centro medievale, è uno dei casi più emblematici: le 150.000 bombe non distruggono solo obiettivi militari, ma anche migliaia di case, gran parte del centro della cittadina, ed una meravigliosa cattedrale del XIV secolo, uccidendo più di 500 civili e lasciando migliaia di persone senza casa. Gli orrori dei bombardamenti, annunciati dai suoni delle sirene e svolti prevalentemente di notte, sarebbero diventati una terribile costante della seconda guerra mondiale.

Nonostante casi come questo, le incursioni dell’aviazione tedesca (Luftwaffe) vengono però contrastate con una certa efficacia dalla contraerea britannica, la Royal Air Force (Raf), e l’operazione, che Hitler aveva chiamato “Leone Marino” viene fermata e rimandata. Per la prima volta, la macchina da guerra nazista era costretta a fermarsi, almeno per un po’. 

6Guerra alla Russia ed intervento degli Stati Uniti: la svolta della seconda guerra mondiale

Foto dei soldati tedeschi durante l'Operazione Barbarossa
Foto dei soldati tedeschi durante l'Operazione Barbarossa — Fonte: ansa

Il 22 giugno del 1941 la Germania nazista, ormai priva di fronti aperti in occidente (fatta eccezione per il Nordafrica), inizia ad invadere l’Urss, che del resto era da anni il principale obiettivo dell’imperialismo nazista. Il nome in codice dell’operazione militare, aperta su un fronte che andava dal Mar Nero al Baltico (1600 chilometri) era Operazione Barbarossa. All’inizio è un successo sorprendente, a cui prende parte anche un corpo di spedizione voluto da Mussolini, che non poteva sottrarsi a questa crociata antibolscevica.

Ad ottobre viene lanciato l’attacco finale su Mosca: ma il maltempo favorisce la resistenza sovietica. Il fronte russo è ormai un problema per Hitler, che non era riuscito a mettere sotto combattimento i sovietici. Gran parte dell’esercito nazista era bloccato in pianura, alle prese con un inverno gelido, con una resistenza efficace, e soprattutto con una disponibilità di uomini quasi infinita: l’Urss riusciva a compensare le mostruose perdite subite (3 milioni di uomini e 20.000 mezzi corazzati), e allo stesso tempo anche la Seconda guerra mondiale si stava trasformando in un conflitto logorante, che usurava le potenze coinvolte.  

Franklin Delano Roosevelt e Winston Churchill
Franklin Delano Roosevelt e Winston Churchill — Fonte: ansa

Alla fine del 1941, la Seconda guerra mondiale diventa veramente globale. Fino ad allora gli Stati Uniti si erano limitati a sostenere economicamente l’intenso sforzo bellico inglese. Il presidente Franklin D. Roosevelt, unico presidente degli Stati Uniti ad essere eletto per la terza volta, aveva interrotto soltanto a maggio le relazioni con Italia e Germania. Ad agosto aveva firmato con Churchill la Carta Atlantica: documento in otto punti che condannava il fascismo e stabiliva alcune linee guida per un nuovo ordine democratico a venire, basato sull’autodeterminazione dei popoli, sul commercio libero, sulla cooperazione internazionale e sulla rinuncia all’utilizzo della forza tra Stati. Per molti versi ricordava i quattordici punti di Wilson

Nel frattempo, il Giappone, principale potenza asiatica, si era legato dal settembre del 1940 ad un patto (il patto tripartito) con Germania e Italia. Il paese era all’epoca dominato da una politica militarista ed espansionista, e dal 1936 aveva firmato con i nazisti un patto anti comunista. L’obiettivo nipponico, fortemente voluto dai vertici militari del paese, era quello di espandersi per tutto il Sud-Est Asiatico, ed in questo senso il paese era già impegnato in tentativi di conquista ai danni della Cina dal 1937. A luglio del 1941 i giapponesi avevano invaso l’Indocina francese, suscitando da parte di Gran Bretagna e Stati Uniti un blocco delle esportazioni verso il Giappone, uno stato altamente industrializzato ma privo di materie prime. Per non rinunciare ai propri disegni espansionistici in Cina e Indocina, piegandosi alle richieste delle potenze occidentali, il Giappone attacca apertamente gli Stati Uniti.   

Più che una fine della guerra, vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre.

Franklin Delano Roosevelt

7Pearl Harbor: la seconda fase della seconda guerra mondiale

Poco prima delle otto di mattina del 7 dicembre 1941, l’aeronautica giapponese sferra un devastante attacco alla base navale americana di Pearl Harbor, nell’isola di Oahu, alle Hawaii. Si trattava di un attacco a sorpresa, senza nessuna formale dichiarazione di guerra. Centinaia di aerei giapponesi erano partiti da una portaerei, e attaccarono con due ondate le maggiori navi da guerra americane. Gli americani non si aspettavano un attacco del genere, e perdono più di 2.000 soldati, 55 civili, centinaia di aerei. Le perdite giapponesi sono minime. Il giorno dopo, gli Stati uniti approvano la dichiarazione di guerra al Giappone, e l’11 dicembre Germania e Italia, secondo il patto tripartito, dichiarano a loro volta guerra agli Stati Uniti. La seconda guerra mondiale inizia ad assumere nuove tinte.

Campo di sterminio di Auschwitz
Campo di sterminio di Auschwitz — Fonte: ansa

L’attacco di Pearl Harbor era stato un duro colpo per gli Stati Uniti, ma allo stesso tempo è ciò che li convince definitivamente ad entrare nella seconda guerra mondiale, abbandonando l’isolazionismo. Per il momento però, le cose sembravano andare in favore dei tre paesi del patto tripartito. Nello specifico, l’intento del Giappone e della Germania era quello di costituire un nuovo ordine mondiale basato su una decisa supremazia sui paesi sottomessi. Questo per la Germania significava ridurre letteralmente in schiavitù i popoli sottomessi, che pianificavano di fare dell’Europa orientale una colonia agricola del Reich, sterminando le élites locali e riducendo i popoli slavi ad una posizione di semi schiavitù. Nel frattempo, tra i 5 ed i 6 milioni di ebrei che abitavano i paesi sotto il dominio tedesco, prima discriminati e confinati nei ghetti, iniziavano ora ad essere sterminati nei campi di prigionia (lager).  

8La grande alleanza (1942-1943)

Nel maggio del 1942 gli americani iniziano a fermare l’avanzata giapponese nel Pacifico, che nel febbraio del ‘43 si arresterà definitivamente, mentre nell’Atlantico americani e britannici iniziano a difendersi più efficacemente dai temibili sottomarini tedeschi.
A Stalingrado (oggi Volgograd), sul fiume Volga, i sovietici riescono a resistere ai nazisti, che assediano la città tra agosto e novembre del ‘42: si trattava della sconfitta peggiore finora subita dai tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale, un simbolo di come la situazione si stava capovolgendo. Perdere Stalingrado sarebbe stato fatale per la Russia, perché la città non era non soltanto una base di rifornimento sul maggiore corso d’acqua della Russia, ma anche un punto che avrebbe consentito ai tedeschi di circondare mosca. La battaglia era stata devastante sia per i tedeschi che per i sovietici, in particolare per gli abitanti di Stalingrado, che non erano stati evacuati.  

Roosevelt e Churchill durante la conferenza di Casablanca
Roosevelt e Churchill durante la conferenza di Casablanca — Fonte: ansa

Contemporaneamente, i britannici stavano fronteggiando italiani e tedeschi nel Nord Africa: il generale Rommel (‘la volpe del deserto’) era riuscito ad arrivare nel giugno del ‘42 ad El Alamein, ma la controffensiva britannica costringe i tedeschi alla ritirata ad ottobre. Nel maggio del ‘43 italiani e tedeschi saranno definitivamente cacciati dall’Africa. 

Nel gennaio del 43 c’era stata nel frattempo una conferenza a Casablanca, in Marocco, dove gli alleati, che ormai avevano firmato il patto delle Nazioni Unite impegnandosi a tener fede alla Carta atlantica, decidono che il prossimo passo sarebbe partito dalla Sicilia, e che la seconda guerra mondiale sarebbe continuata fino alla resa incondizionata della Germania, ovvero la sconfitta senza alcun tipo di patteggiamento.  

9Resistenza in Italia: una guerra civile?

Foto di Pietro Badoglio
Foto di Pietro Badoglio — Fonte: ansa

Lo sbarco in Sicilia dei contingenti anglo-americani, che in poche settimane si impadroniranno dell’isola, avviene nel luglio del 1943. Il governo fascista aveva ormai perso credibilità a causa di una serie di clamorosi insuccessi. Erano le prime proteste di massa sotto il fascismo, segno di un profondo malcontento popolare causato dall’aumento dei costi della vita, dalla fame e dai bombardamenti alleati.  

Il 25 luglio del 1943 Mussolini cade, e lo fa per colpa di una singolare congiura voluta, tra gli altri, dal re e dagli esponenti più moderati del regime. La notte precedente, una riunione del Gran consiglio del fascismo aveva invitato il re a riprendere il controllo formale dell’esercito. Il 25 Mussolini viene invitato a rassegnare le dimissioni ed arrestato dai carabinieri, mentre Pietro Badoglio viene nominato capo del governo. Gli italiani si abbandonano a questo punto a manifestazioni pubbliche di gioia, mentre dopo vent’anni di protagonismo assoluto sulle scene politiche non c’era praticamente traccia del Partito fascista. Gli italiani speravano che sarebbe presto finita la seconda guerra mondiale, senza sapere che sarebbe finita in modo drammatico.  

I tedeschi, che ormai si aspettavano una prossima defezione, avevano aumentato i contingenti di truppe, mentre Badoglio lanciava messaggi ambigui, trattando in segreto con gli alleati mentre proclamava alla nazione che l’impegno bellico sarebbe proseguito al fianco dei tedeschi.
Poco tempo dopo, il 3 settembre l’Italia e gli alleati stipulano un armistizio, reso noto l’8 settembre. Badoglio ed il re fuggono verso Brindisi, mentre l’Italia centrale e l’Italia del nord vengono occupate dai tedeschi, il Sud è occupato dagli alleati, e l’esercito italiano è allo sbando. 

Un manifesto del CLN in occasione dell'armistizio tra Italia e alleati
Un manifesto del CLN in occasione dell'armistizio tra Italia e alleati — Fonte: istock

Dopo che si erano ricostituiti ufficialmente i partiti antifascisti, che nel settembre del ‘43 danno vita al Comitato di liberazione nazionale, il 12 di settembre i tedeschi liberano Mussolini dal Gran Sasso. Il piano era quello di creare un nuovo stato fascista nel nord: la Repubblica sociale italiana (Rsi), dotata di un suo esercito, aveva come capitale Salò, città sul lago di Garda. La politica della Repubblica di Salò richiamava il primo fascismo, quello più ‘rivoluzionario’, ma rimaneva uno stato controllato dai tedeschi, che continuavano ad occupare il territorio sfruttandone le risorse e gli abitanti, spesso deportati (come avviene nel ghetto di Roma, dove più di mille ebrei saranno deportati ad Auschwitz). La repubblica di Salò si occupava inoltre di contrastare i partigiani in quella che oggi ricordiamo come una vera e propria guerra civile

Alla fine del ‘43 si formano le prime bande partigiane, riunendo sia antifascisti che disertori della Repubblica di Salò. Nelle città si formano i Gruppi di azione patriottica. I partigiani tendevano a riunirsi in base all’orientamento politico:  

  • Il gruppo più numeroso erano le brigate Garibaldi, in prevalenza costituite da comunisti
  • Giustizia e Libertà omaggiava sin dal nome il gruppo liberal-socialista di Carlo Rosselli
  • I socialisti si riunivano nelle Brigate Matteotti
  • Le bande autonome erano composte da militari, spesso monarchici

Quanto ai partiti, oltre al liberal-socialista Partito d’azione, stava nascendo dalle ceneri del Partito popolare la Democrazia Cristiana (DC). A luglio prendevano (o meglio ri-prendevano)  forma anche il Partito liberale (Pli) e quello repubblicano, mentre i socialisti si erano riuniti nel Partito socialista di unità proletaria (Psiup), ed il Partito comunista, che non si era mai sciolto, riprendeva forze.

Sono i rappresentanti di questi ed altri partiti antifascisti a dare vita al Comitato di liberazione nazionale (Cln), che aveva lo scopo di dare vita ad un’Italia democratica, antifascista, ma anche contraria al re (considerato anche lui un responsabile del fascismo e della guerra) e a Badoglio (il cui governo, dall’ottobre del ‘43, era diventato un ‘cobelligerante’ per gli alleati). Il Cln rappresentava il movimento partigiano (sia di sinistra che di centro-destra), ma non aveva né una base di massa né la fiducia degli alleati. A sbloccare la situazione è Palmiro Togliatti, leader del PCI appena tornato dalla Russia, che propone al Cln di formare un governo di unità nazionale concentrato sulla guerra e sulla lotta al fascismo, collaborando per il momento con il re e Badoglio.

Ivanoe Bonomi e il Principe Umberto
Ivanoe Bonomi e il Principe Umberto — Fonte: ansa

Il 24 aprile viene formato il primo governo di unità nazionale, che include rappresentanti del Cln ed è capeggiato da Badoglio. Vittorio Emanuele III nominerà suo figlio Umberto ‘luogotenente del regno’ nel giugno del ‘44, e anche Badoglio si dimetterà. Il prossimo governo sarà interamente deciso dal Cln, presieduto da Ivanoe Bonomi, e avrà concreti legami col movimento partigiano, ormai riunito anch’esso in un Cln Alta Italia (Clnai) rinforzato e molto attivo in tutta l’Italia del nord, nonostante le rappresaglie tedesche. C’era un’Italia decisa a voltare pagina e a contribuire alla causa degli alleati, che però non coinvolgeva in modo particolare il grosso della popolazione, traumatizzata e preoccupata essenzialmente dalla propria sopravvivenza. Dopo uno stallo lungo la linea gotica, nel novembre del ‘44 i partigiani vengono invitati a sospendere le operazioni, ma Bonomi riconosce il Clnai come rappresentante del governo nell’Italia occupata. Soltanto nel 1945, in primavera, la Resistenza sarebbe sfociata in un’insurrezione generale e popolare

10Lo sbarco in Normandia: verso la fine della seconda guerra mondiale

Foto dello sbarco in Normandia
Foto dello sbarco in Normandia — Fonte: ansa

Tra 1943 e ‘44 i sovietici, al costo di enormi sacrifici, respingono i tedeschi ed iniziano ad avanzare verso occidente: nella primavera del ‘45 conquisteranno Berlino. Alla fine del 1943 c’era stata la conferenza di Teheran, dove i leader dei tre principali stati alleati, Roosevelt, Stalin e Churchill si erano incontrati, e gli anglo-americani si erano impegnati a sbarcare sulle coste della Francia, in Normandia.  

L’operazione scatta il 6 giugno del 1944 all’alba, il nome in codice è operazione Overlord: Questa operazione è stata documentata dal fotografo Robert Capa, in alcune drammatiche foto che ritraggono l’assalto ad Omaha Beach in tutta la foga dell’azione. Nel giro di un mese più di un milione e mezzo di uomini saranno in Francia. Alla fine di luglio, le difese tedesche sono definitivamente stroncate, e ad agosto Parigi è ormai libera, mentre i nazisti si riorganizzavano per un’ultima volta intorno ai vecchi confini del 1939. 

11Il tramonto del Nazismo

Churchill, Roosevelt e Stalin durante la conferenza di Yalta
Churchill, Roosevelt e Stalin durante la conferenza di Yalta — Fonte: ansa

Nell’autunno del 1944 i fronti della seconda guerra mondiale erano completamente cambiati, e la Germania era ad un passo dalla sconfitta. I paesi sotto l’influenza tedesca (Romania, Bulgaria, Finlandia e Ungheria) cambiavano schieramento o si arrendevano, mentre la Jugoslavia veniva liberata dai partigiani e dai russi, la Grecia dagli inglesi. La Germania subiva bombardamenti continui, volti a distruggerne la fenomenale produzione industriale e a demoralizzare i tedeschi, spesso colpendo obiettivi non militari, e distruggendo intere città. Adolf Hitler tuttavia non si sarebbe mai arreso, mai avrebbe dichiarato la propria sconfitta nella seconda guerra mondiale: sperava in una rottura dell’alleanza tra sovietici e occidentali, che però restavano ancora fedeli agli accordi.  

È in questo periodo che Churchill e Stalin, in una conferenza a Mosca, iniziano a stabilire le reciproche sfere di influenza (che tenevano ben poco conto della volontà dei popoli) per il post seconda guerra mondiale. In un’altra conferenza a Yalta, cittadina termale in Crimea, si decide nel febbraio del ‘45 la futura divisione della Germania in zone di influenza.   

A gennaio, dopo un’ultima azione offensiva tedesca nelle Ardenne, i sovietici oltrepassano la Polonia e sono quasi a Berlino, mentre al contempo cacciavano i nazisti dall’Ungheria, e ad aprile raggiungevano Vienna e poi Praga. Gli alleati contemporaneamente attaccavano dal fronte Francese, attraversando il Reno il 22 marzo. I soldati tedeschi concentravano gli sforzi sul fronte orientale, tentando di arrestare l’avanzata dell’armata Rossa, ed il 25 aprile Berlino ormai era accerchiata.

Il 25 aprile, in Italia, il Cln proclama l’insurrezione generale mentre i tedeschi abbandonano Milano. Mussolini tenta di rifugiarsi in Svizzera travestito da soldato tedesco, ma viene catturato, fucilato dai partigiani ed esposto a piazzale Loreto a Milano. Quanto ad Hitler, il 30 aprile si spara un colpo di revolver alle tempie nel proprio bunker sotterraneo (ormai sede del governo). A questo punto, il Reich non può che chiedere la resa agli alleati. Il 7 maggio del ’45 a Reims si firma la capitolazione dell’esercito tedesco e le ostilità cessano formalmente nei due giorni successivi. Erano morti i due dittatori che più di tutti avevano voluto la seconda guerra mondiale, che si concludeva dopo quasi sei anni. L’unico paese dell’asse a restare in piedi era il Giappone.  

12Hiroshima: l'ultimo atto della seconda guerra mondiale

Hiroshima dopo lo scoppio della bomba atomica
Hiroshima dopo lo scoppio della bomba atomica — Fonte: ansa

Gli americani iniziano a bombardare sistematicamente il Giappone alla fine del ‘44 con l’apporto di grandi portaerei e giganteschi ‘bombardieri strategici’ (delle vere e proprie fortezze volanti). L’attacco via terra e via mare nel territorio giapponese era previsto per l’estate del ‘45, ma il Giappone non sembrava affatto sul punto di arrendersi. Al contrario, i kamikaze continuavano inesorabilmente a farsi esplodere sulle navi americane. Nel frattempo il presidente Roosevelt era morto (12 aprile 1945), e fu il suo successore Harry Truman a decidere di utilizzare la bomba atomica (o bomba a fissione nucleare), un devastante ordigno messo a punto da pochissimo tempo, contro il Giappone.   

L’obiettivo era quello di rendere più breve una guerra lunga e complessa, ma l’America voleva anche dimostrare agli alleati (ed in particolare i sovietici) la propria potenza. Così il 6 agosto del 1945 la prima bomba viene sganciata su Hiroshima, e dopo tre giorni ne viene sganciata un’altra su Nagasaki. Oltre all’immenso numero di morti nell’immediato (100.000 e 60.000) e alla devastazione di entrambe le città, c’era l’effetto a lungo termine delle radiazioni. Con la resa dell’imperatore Hirohito (2 settembre 1945) si chiude una volta per tutte la Seconda guerra mondiale. 

13I morti della seconda guerra mondiale

Il numero dei morti della seconda guerra mondiale è il più alto di qualunque altra guerra della storia. Si calcola che le vittime di questo conflitto siano in totale 70 milioni e che il prezzo più alto lo abbia pagato l'Unione Sovietica con 23 milioni di morti.
Numeri vicini a queste cifre li ha provocati solo un'altra grande catastrofe, la peste nera del 1347-1353 che in pochi anni uccise un terzo della popolazione mondiale. Le cifre non sono precise ma si stima che i morti causati dalla pandemia siano stati tra i 25 ed i 50 milioni.

Qualche numero sui morti della seconda guerra mondiale:   

  • Unione Sovietica: 23 milioni
  • Germania: 7,4 milioni
  • Giappone: 2,6 milioni
  • Inghilterra: 430.000
  • Italia: 450.000
  • Francia: 620.000
  • U.S.A.: 220.000
  • Belgio: 100.000
  • Olanda: 200.000
  • Norvegia: 12.000
  • Checoslovacchia: 350.000
  • Ungheria: 400.000
  • Grecia: 160.000

Quel che non dimenticherò è l'allegria generale, creata dai giornali e rimbalzata su tutte le facce, dopo la bomba di Hiroshima: «Questo fa finire la guerra: tutte le guerre, per sempre» – «Siamo entrati in un'epoca di prodigi mai visti». Era sbarcato Cortés e gli Indiani poveretti accoglievano come un Dio il loro massacratore.

Guido Ceronetti, scrittore e giornalista italiano