Vuoi lavorare? Non mettere la laurea nel curriculum

Di Valeria Roscioni.

In alcuni ambiti lavorativi non solo la laurea non serve, ma è addirittura da considerarsi dannosa. Quali sono i casi in cui bisogna tenere nascosto il proprio titolo di studio?

“Il titolo di studio è un attestato nominativo rilasciato da una competente autorità scolastica o accademica” la definizione, presa da Wikipedia, calza perfettamente anche alla laurea, che infatti è un titolo si studio a tutti gli effetti, ma non fa alcun accenno alla postilla più importante.

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Se il virgolettato in questione, infatti, rispecchiasse in tutto e per tutto la realtà dovrebbe suonare più o meno così: “Il titolo di studio è un attestato nominativo che è meglio omettere se si spera di ottenere un lavoro in ambiti in cui questo non serve”.

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A dirlo non è il triste luogo comune che ultimamente ha preso piede per cui il famoso pezzo di carta non serve più a niente, ma la realtà dei fatti. Adamo da Bergamo, infatti, ha scritto a Biancolavoro proprio allo scopo di raccontargli un’esperienza che dimostra quanto appenda detto: un’azienda del Nord Italia non lo ha assunto come fattorino perché laureato.

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Eppure Adamo i requisiti li aveva tutti: dieci anni di esperienza alla guida di ogni tipo di mezzo, dotato di patente di ogni sorta, la triennale l’ha presa nel tempo libero solo nella speranza che questo potesse offrirgli qualche possibilità in più nella ricerca di un posto fisso.

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E invece è diventato un ostacolo. “Lo stipendio è basso, 1100 euro, più o meno. E poi, i sindacati? Cosa direbbero? Un fattorino con la laurea!” gli hanno detto al colloquio.

COME SI SCRIVE IL CURRICULUM >>

Ora Adamo quando manda un curriculum per un posto di lavoro in cui il famoso titolo di studio non è richiesto ha imparato a non scrivere di aver conseguito una triennale. Tantissimi altri giovani come lui hanno adottato questo triste stratagemma che, probabilmente, è arrivato il momento di prendere in considerazione.