Specializzazioni Medicina: la nuova bozza con i cambiamenti

Di Valeria Roscioni.

Specializzazioni in corsia a Medicina: entrano in gioco le Regioni. Gli specializzandi non avranno borse ma stipendi

SPECIALIZZAZIONI MEDICINA: LA NUOVA BOZZA. Proseguono lavori per modificare l’accesso alle Scuole di Specializzazione Medica e aumentare il numero di borse di studio disponibili onde allargare quello che attualmente è l’imbuto del Numero Chiuso a Medicina. A dare gli ultimi aggiornamenti è Il Sole 24 ore Sanità che in esclusiva ha pubblicato in queste ore un articolo contenente la nuova bozza del ddl delega ex art. 22 del Patto per la Salute a cui stanno lavorando tre tecnici regionali (Liguria, Veneto ed Emilia Romagna). Si tratta di un testo che verrà sottoposto agli assessori regionali e poi presentato ai Ministri Lorenzin e Giannini entro la fine del mese.

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SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE MEDICA: DOPPIO CANALE SI’ O NO? La bozza in questione apporta alcune importanti modifiche a quel doppio canale che inizialmente era stato proposto dal Ministero e che poco piaceva agli aspiranti specializzandi. Ora infatti è stata apportata un’integrazione grazie a cui, stando a quanto riportato da Il Sole 24 ore Sanità “la singola Regione, sulla base dei propri fabbisogni assistenziali, concorderà con l'Università, attraverso una specifica convenzione, l'inserimento in sovrannumero di un certo numero di medici nelle Scuole, che alla fine si specializzeranno lavorando. Quindi non con borsa di studio ma con uno stipendio pagato dal Ssr. Le sole specializzazioni escluse dalla possibilità del doppio canale sarebbero Pronto soccorso, Anestesia e Radiologia”. Infine il documento afferma che in caso non fosse possibile stipulare un accordo con l’Università regionale, la regione potrebbe stipulare convenzioni anche con università europee.

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SPECIALIZZAZIONI MEDICINA: LE SPECIALIZZAZIONI IN CORSIA PIACCIONO A TUTTI? L’entrata in scena delle Regioni dare, di fatto, la possibilità di specializzarsi ad un numero maggiore di laureati in Medicina, però, non ha ancora convinto tutti fino in fondo. Se, infatti, da un lato le Regioni sono tutte d’accordo con questa nuova bozza, fa eccezione solo la Campania che esprimerà la propria posizione successivamente, dall’altro gli aspiranti specializzandi non sono del tutto convinti che questa sia la soluzione migliore. Se, da un lato, infatti, alcuni sono felici delle nuove possibilità che si aprirebbero a fronte di un accordo di questo tipo, dall’altra c’è chi teme che questa sorta di entrata in sovrannumero finirà per avvantaggiare solo pochi “eletti”.

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