Scuola, università e lavoro: cosa studiare per non restare disoccupati

Di Marta Ferrucci.

Scuola, università e lavoro: cosa studiare e cosa evitare per trovare lavoro e non rimanere disoccupato? Ecco quali sono i consigli dell'Ocse ai giovani

COSA STUDIARE E COSA EVITARE SE VUOI TROVARE LAVORO

Gli studi che ti fanno trovare lavoro
Gli studi che ti fanno trovare lavoro — Fonte: istock

L'Ocse si è appena pronunciata con il nuovo rapporto 2017 in cui descrive la situazione dell'Italia e degli italiani: come e quanto funziona l'economia, la scuola, l'università e quanto il mercato del lavoro è ricettivo nei confronti dei laureati. La situazione occupazionale italiana, racconta il rapporto Ocse, non è buona - anche se in ripresa - perchè non c'è incontro tra domanda ed offerta di lavoro, non c'è sufficiente sinergia tra mondo della formazione e le imprese, ci sono pochi laureati e quando ci sono hanno titoli di studio che alle imprese non interessano. Come far fronte a questa situazione? L'Ocse fornisce informazioni utili sia alle istituzioni che ai giovani alle prese con l'orientamento e la scelta della scuola superiore e dell'università.

I DIPLOMI PIU' EFFICACI PER TROVARE LAVORO

Quello che funziona è la sinergia tra mondo della scuola (e della formazione in generale) e le imprese. Quando questa c'è, come nel caso degli ITIS, domanda ed offerta di lavoro si incontrano. Gli ITIS infatti sfornano diplomati che si inseriscono velocemente nel mercato del lavoro e ad un anno dal diploma il 68% di loro ha un impiego, addirittura più dei laureati che si assestano al 64%. Il successo di questa tipologia di scuole viene portata proprio ad esempio di buona pratica e se si riuscisse a far interagire allo stesso modo le imprese con tutti i settori della formazione, l'Italia sarebbe a cavallo. E che l'interazione tra formazione e imprese funziona lo dimostrano anche i dati dell'apprendistato dove il 90% dei rapporti si trasformano in veri e propri contratti di lavoro.

FACOLTA' UNIVERSITARIE: QUALI SCEGLIERE E QUALI EVITARE

Un altro problema del nostro paese è che i laureati son pochissimi (il 18% a fronte di una media europea del 37%) ed i corsi di studi scelti sono poco competitivi perchè riguardano indirizzi di studio che non vanno incontro alle esigenze del mercato, dell'economia.
Insomma, è un circolo vizioso: i giovani non sono incoraggiati a proseguire gli studi dopo la scuola superiore perché vedono che la laurea non offre più grandi opportunità. Ma le opportunità non ci sono perchè le facoltà che vengono scelte non danno le competenze che servono all'economia, alle aziende.

I CORSI DI LAUREA MENO RICHIESTI (ma in cui ci sono il maggior numero di laureati) SONO:

  • Lettere
  • Scienze politiche
  • Sociologia
  • Scienze della comunicazione
  • Formazione artistica

IL MERCATO DEL LAVORO HA BISOGNO DI LAUREATI IN:

  • Discipline economiche
  • Scienze
  • Tecnologia
  • Ingegneria
  • Matematica

Chi, dopo gli studi, punta ad un inserimento veloce nel mondo del lavoro dovrà tener conto di questi dati. Se dopo il diploma l'obbiettivo è di entrare subito nel mondo del lavoro, quella di un ITIS sembra essere la scelta vincente. A prescindere dalla scuola superiore, l'importante sarà scegliere scuole che consentano di fare esperienze di lavoro il prima possibile.
Anche sui percorsi universitari l'OCSE è chiara: iscriversi ad una delle facoltà "STEM" (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) garantisce maggiori e migliori opportunità.