La scuola dove i prof ti fanno ripetizioni

Di Tommaso Caldarelli.

A pagamento: secondo te è giusto?

Che cosa pensereste se i vostri professori vi proponessero di integrare le lezioni del mattino con dei corsi pomeridiani, tenuti sempre da loro, ma a pagamento? E' quanto sta accadendo in un liceo calabrese, a Cosenza, e la scelta proposta della preside sta facendo discutere moltissimo. Il diritto allo studio non era garantito per tutti dalla Costituzione, a prescindere dalla capacità di pagarselo?

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RIPETIZIONI DAI PROF? - Succede che nel liceo Fermi di Cosenza la dirigente scolastica propone al consiglio di Istituto, che approva, l'istituzione di corsi pomeridiani a pagamento tenuti dai docenti che la mattina svolgono lezione regolare. Una sorta di ripetizioni a pagamento effettuate dagli stessi professori della scuola: e per la verità, molti professori si sarebbero detti contrarissimi. Sopratutto perché la docente propone ( e ottiene) "una convenzione stipulata con la Banca Carime per finanziare un prestito a 'condizioni agevolatissime' per far fronte alle spese per i corsi di sostegno studio".

GLI STUDENTI VANNO MALE? RIPETIZIONI AI PROF

LE POLEMICHE - Un fondo di 1000 euro, per la precisione, al tasso di interesse 3%. Secondo vari organi di stampa, le famiglie non dovrebbero essere costrette ad indebitarsi con le banche per sopportare ulteriori corsi di studio che la scuola pubblica dovrebbe fornire gratuitamente. L'Unione degli Studenti boccia senza appello quanto accaduto al Fermi.

Introdurre le ripetizioni a pagamento a scuola è ingiustificabile e grave, non solo dal punto di vista deontologico: significa trasformare in costosi lussi i diritti degli studenti e discriminarli sulla base delle proprie condizioni economiche

Anche il Partito Democratico di Cosenza contesta la scelta della dirigente scolastica. Secondo quanto riportato dai giornali l'aria nella scuola è molto pesante: sarebbero partite già sanzioni disciplinari contro i professori non disposti a sostenere le scelte del consiglio di Istituto e ritorsioni anche contro i rappresentanti degli studenti in consiglio di Istituto, fra i primi a manifestare dissenso riguardo il comportamento della scuola.