Con la riforma scolastica del Ministro Gelmini si formeranno classi con un numero maggiore di studenti, dalle scuole materne alle scuole superiori. Già dallo scorso anno scolastico il numero minimo di alunni era aumentato nelle scuole materne (da 15 a 18) e nelle scuole elementari (da 10 a 15). Ma questo aumento è destinato ad incrementarsi ancora di più.
Ed anche il numero massimo di alunni per ogni classe subirà un aumento. Si è calcolato che
nelle scuole elementari e medie si formeranno classi con circa 27 alunni, mentre gli studenti nelle classi superiori saranno in media 33.
Gigliola Corduas, presidente della Fnism, Federazione nazionale degli insegnanti, ha dichiarato al quotidiano Il Messaggero che questi aumenti porteranno alla fine di "percorsi individualizzati" e ad un peggioramento della "qualità" della scuola. Infatti secondo lei "
non si migliora la scuola tagliando, con le classi affollate sarà impossibile coniugare la qualità con il numero elevato di presenze. C’è una emergenza educativa che non si può affrontare così. Con le classi da 30-32 ragazzi si fatica a uscire dai vecchi modelli, così si torna alla scuola dei percorsi standardizzati. Ma la centralità dell’alunno non era una priorità?".
Anche dai sindacati arriva la stessa preoccupazione per l'aumento del numero di alunni per ogni classe, anche perché il taglio delle ore di lezione e quello degli insegnanti porterà ad un indebolimento generale della scuola e non ad un miglioramento.
Il Ministro Gelmini continua invece a ribadire che la diminuzione degli insegnanti non deve essere strettamente legata ad una diminuzione della qualità scolastica, come ha dichiarato al Messaggero: "Non è più sostenibile quel principio perché finora è stato smentito: il confronto tra noi e gli altri Paesi dimostra che il sistema scolastico italiano ha sì un maggior numero di insegnanti ma una minore qualità. Tra l’altro
l’Ocse da anni rimarca che da noi il rapporto docenti-alunni è il più basso fra i Paesi aderenti: abbiamo un insegnante ogni 10-11 alunni. Perciò il contenimento degli organici previsto dalla legge finanziaria non può incidere, per questi motivi, sulla qualità ed efficienza dei servizi scolastici. Inoltre
le dotazioni organiche terranno conto delle esigenze degli utenti, a cominciare dal tempo pieno".