L’analisi logica ti fa dannare? Tranquillo: ci siamo qui noi a darti tutte le indicazioni di cui hai bisogno.
Cominciamo quindi dalle basi: per prima cosa devi sapere che lo scopo dell’analisi logica non è quello di far impazzire poveri alunni indifesi con mille trabocchetti ma per fare chiarezza sui rapporti che intercorrono tra i vari componenti della frase. Altrimenti detto per capire in che modo devono essere formulate le frasi affinché il loro significato sia chiaro a tutti.
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Proprio per questo le prime cose che devi chiederti quando analizzi una frase sono:
- Cosa significa quello che sto leggendo?
- Quale funzione hanno le parole all’interno della frase? Cosa mi fanno capire?
- Quale rapporto c’è tra queste parole?
TEST: QUANDO TORNERAI A SCUOLA AVRAI DIMENTICATO TUTTO QUELLO CHE HAI STUDIATO LO SCORSO ANNO? >>Fatto ciò comincia con l’identificare i seguenti elementi:
Soggetto. Per identificarlo devi capire se sei di fronte ad una frase attiva o passiva
Nella
frase attiva il soggetto è colui che compie l’azione
Es: Marco (soggetto) ha un gatto
Nella
frase passiva, invece, il soggetto è colui che subisce un’azione compiuta da altri
Es: Marco è stato rimproverato dalla maestra
I 18 ERRORI DI ITALIANO PIU' DIFFUSI: QUALI SONO E COME EVITARLI >>Predicato. Tutti sappiamo che il predicato è un verbo ma bisogna fare attenzione a distinguere tra:
Predicato verbale (pv): lo riconosci perché è formato da soli verbi. Il suo scopo è descrivere un’azione (fatta o subita dal soggetto), uno stato, un evento, ecc… sempre in relazione al soggetto
Es: Marco (soggetto) ha mangiato (pv)
Predicato nominale (pn): è formato dal verbo essere più un aggettivo o un nome. In questo caso si distinguono due particelle: la copula, ossia il verbo essere, e la parte nominale cioè il nome o l’aggettivo che indicano il modo di essere del soggetto. Qui i
tranelli da evitare sono due:
1) Non sempre il verbo essere è copula dato che può anche essere usato come ausiliare
Es: Marco è bello (predicato nominale)
Es: Marco è andato via (predicato verbale)
2) A volte si tende a confondere la parte nominale col complemento oggetto. In questi casi è la presenza del verbo essere a renderti certo di essere di fronte ad un predicato nominale
Es: Marco è una sagoma
NON va analizzato così: Marco (sogg) è (pv) una sagoma (complemento oggetto)
MA così: : Marco (sogg) è (copula) una sagoma (parte nominale)
NON HAI VOGLIA DI FARE I COMPITI? SCOPRI I TRUCCHI PER RITROVARLA! >>Eventuali attributi e apposizioni. Entrambe queste particelle hanno lo scopo di attribuire una qualità al nome a cui si riferiscono per questo spesso vengono scambiate tra di loro. In realtà per non confonderti di basterà ricordare che:
L’attributo è un AGGETTIVO (o un participio passato di un verbo utilizzato come tale)
Es: Marco (sogg) ha (pv) un bel libro (complemento oggetto con bel= attributo del complemento oggetto)
Attenzione però a non fare confusione con il predicato nominale! Ricorda infatti che se l’aggettivo è preceduto dal verbo essere sei di fronte ad una copula e ad una parte nominale. Es: Marco è bello)
L’apposizione, invece, è un NOME che attribuisce una qualità a un altro nome
Es: Marco (Sogg), un ragazzo (apposizione) di Roma, ha due cagnolini
TUTTI I RIASSUNTI DEI LIBRI PER LE VACANZE... CHE NON HAI LETTO! >> Complementi. Come dice il nome servono a completare l’informazione contenuta nella frase. Essi rientrano nelle seguenti tre macrocategorie: diretti, indiretti e avverbiali. Scopriteli tutti nella nostra gallery che trovi qui sotto!