Sciopero 8 marzo: anche la scuola manifesta

Di Chiara Casalin.

Previsto un grande sciopero l’8 marzo 2017 a cui parteciperanno anche alcuni sindacati della scuola. Ecco i motivi delle proteste

SCIOPERO 8 MARZO SCUOLA

Mercoledì 8 marzo, giorno della Festa delle donne, ci sarà uno sciopero mondiale per protestare contro la violenza di genere, le discriminazioni, gli abusi e il femminicidio. Durante la giornata ci saranno cortei ed eventi in tantissime città e anche in Italia ci saranno manifestazioni e assemblee nelle piazze.
Allo sciopero parteciperanno anche alcuni sindacati della scuola: USI SURF e CUB SUR, a cui si è aggiunto nei giorni scorsi anche FLC CGIL. In alcune scuole le lezioni potrebbero non svolgersi in modo regolare.

SCIOPERO 8 MARZO

Sciopero 8 marzo scuola
Sciopero 8 marzo scuola — Fonte: ansa

“Non una di meno”  sarà il motto della giornata, che tra i tanti obiettivi avrà anche quello di distruggere la cultura della violenza maschile, cosa che deve partire dalla scuola, con l’educazione alle differenze. Proprio per questo motivo uno dei temi dello sciopero dell’8 marzo sarà la riforma della Buona Scuola. Sul sito nonunadimeno si legge infatti: “Scioperiamo affinché l’educazione alle differenze sia praticata dall’asilo nido all’università, per rendere la scuola pubblica un nodo cruciale per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e tutte le forme di violenza di genere. […] Scioperiamo contro il sistema educativo della “Buona Scuola” (legge 107) che distrugge la possibilità che la scuola sia un laboratorio di cittadinanza capace di educare persone libere, felici e autodeterminate.” Per sapere di più leggi qui.

SCIOPERO FLC-CGIL

Nel comunicato in cui FLC-CGIL annuncia l’adesione allo sciopero si legge: “Affrontare in modo critico il tema delle violenze di genere e far emergere le relazioni di potere che si instaurano attraverso gli stereotipi maschili e femminili deve essere obiettivo della scuola pubblica. Nell’ambito di queste considerazioni si rafforzano le motivazioni che continuano a vederci determinati contro la legge 107, una riforma che impedisce alla scuola di essere un laboratorio di civiltà, all’interno del quale sperimentare punti di vista condivisi nel rispetto di tutte le differenze.”