Scienze della Formazione primaria: prospettive di lavoro 2015

Di Valeria Roscioni.

Laurea in Scienze della Formazione primaria: serve per trovare lavoro? I dati Almalaurea 2015 su stipendi e disoccupazione

SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA: PROSPETTIVE DI LAVORO 2015. La laurea in Scienze della Formazione Primaria offre una serie di sbocchi lavorativi certi? Quali sono le prospettive di lavoro e di guadagno? Per completare il proprio orientamento universitario può essere utile avere le idee ben chiare anche in questo campo consultando i dati del rapporto Almalaurea di quest’anno prima di iscriversi ai test d’ingresso per il 2015. Iniziamo subito con una buona notizia. La prima considerazione da fare in merito alla possibilità di trovare lavoro dei laureati in Scienze della Formazione Primaria è che il fatto che questi rientrino all’interno di un gruppo numericamente circoscritto e dalla formazione specializzata per cui gli esiti occupazionali “risultano decisamente buoni fin dal primo anno dal titolo e, tra l’altro, in leggera ripresa rispetto alla precedente indagine.”

Da non perdere: Test Scienze della Formazione primaria 2015: la guida

LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA: UN’ANTIDOTO ALLA DISOCCUPAZIONE? Nello specifico i dati riguardanti le prospettive di lavoro per chi decide di prendere una laurea in Scienze della Formazione primaria ci dicono che “il tasso di occupazione e l’efficacia del titolo sono elevate e tendono a migliorare tra uno e tre/cinque anni dal titolo” al punto che “Già a tre anni dal conseguimento della laurea il tasso di disoccupazione si ferma ad un fisiologico 1,5% (in diminuzione di 4 punti rispetto a quanto rilevato, sugli stessi laureati, ad un anno dal titolo e di circa mezzo punto percentuale rispetto alle ultime tre indagini)”.

SBOCCHI LAVORATIVI SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA: CONTRATTI E STIPENDI. Meno entusiasmanti sono, invece, i dati riguardanti la tipologia di impiego e la retribuzione. “Più contenute risultano invece stabilità lavorativa e retribuzioni, ma ciò è strettamente legato al tipo di professione, nell’ambito dell’insegnamento, che i laureati di questi percorsi svolgono.” Segnala infatti il rapporto Almalaurea che, nello specifico, riporta: “Ad un anno dalla laurea il lavoro stabile riguarda infatti solo il 18% dei laureati in Scienze della Formazione primaria, in diminuzione sia rispetto a quanto rilevato lo scorso anno (era il 21%) sia rispetto all’indagine 2009 (era il 23%). Come era facile attendersi, è assolutamente marginale la quota di lavoro autonomo (pari all’1%). Naturalmente, anche in questo caso la più alta stabilità lavorativa si rileva in corrispondenza di coloro che proseguono il lavoro precedente alla laurea (40,5%,contro il 7% di chi ha iniziato a lavorare dopo il conseguimento del titolo). Il 77% degli occupati (+4 punti rispetto allo scorso anno) dichiara invece di essere stato assunto con un contratto non standard, che nel caso qui in esame si traduce in contratti a tempo determinato. Il lavoro non standard caratterizza la quasi totalità degli occupati che si sono inseriti nel mercato del lavoro solo dopo la laurea: la quota è pari al 90%.” Per quanto riguarda la retribuzione, invece, è opportuno notare che lo stipendio dei laureati in Scienze della Formazione Primaria generalmente si aggira tra i 1.000 e i 2.000 euro circa al mese.

Vuoi saperne di più? Trovi tutti i dati nella gallery qui sotto: