Giovanni Scattone insegna dove studiava Marta Russo: è polemica sul giovane professore

Di Barbara Leone.

Scattone, condannato per l'omicidio di Marta Russo, insegna nel liceo frequentato dalla studentessa prima dell'università e scoppia la polemica intorno al giovane professore

Nel 1997, all'Università La Sapienza di Roma, è stata uccisa la studentessa Marta Russo, colpita alla testa da un colpo di arma da fuoco, sparato da una finestra. Per l'omicidio sono stati incolpati e condannati gli assistenti universitari Giovanni Scattone (omicidio colposo) e Salvatore Ferraro (favoreggiamento). Scattone è stato condannato alla pena di 5 anni e 4 mesi. Inizialmente interdetto dal lavoro negli uffici pubblici, l'interdizione è poi stata ritirata ed ora Scattone lavora nel Liceo Scientifico Cavour di Roma. Lo stesso liceo che Marta Russo frequentava prima di iscriversi all'università. Dal momento in cui si è diffusa la notizia che Scattone insegna proprio in quel liceo è scoppiata la polemica.

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Decisamente perplessa Aureliana Russo, madre di Marta Russo, come riporta il quotidiano La Repubblica: "All'inizio dell'anno la madre di un'alunna del Cavour mi telefonò sconvolta per dirmi la novità: Scattone insegnava lì. Mi disse che volevano fare qualcosa per protestare, ma poi non ho più sentito nessuno, né tantomeno ho telefonato io. Del resto con chi me la potrei prendere? Con l'ultima sentenza Scattone non è più interdetto dai pubblici uffici, quindi... Capisco che si debba guadagnare il pane ma dovrebbe fare un altro mestiere. Dopo un delitto così atroce, lui non può essere un educatore di giovani; proprio lui non può insegnare filosofia. In tutte le scuole dove è andato a insegnare i genitori si sono ribellati ma non hanno potuto far niente. E' la legge".

Per gli studenti del liceo, invece, Scattone è un ottimo insegnante, come riportato sempre dalla Repubblica: "Molto preparato e sempre disponibile. Sappiamo perfettamente chi sia Giovanni Scattone, sappiamo del suo passato, ma questo non ci ha mai impensieriti. Forse solo un po' all'inizio. Anche i nostri genitori non hanno mai avuto alcun problema. E' davvero un bravo professore, diverso anche dagli altri. Viene in classe con il pc, ci fa vedere video e interviste sui filosofi, ci dà le schede delle lezioni, insomma davvero un ottimo professionista. L' ultima volta che lo abbiamo visto è stato giovedì, venerdì era il suo giorno libero e poi non è più venuto. Telecamere, microfoni, giornalisti ovunque, capiamo che per lui possa essere una situazione pesante. Noi lo difendiamo, il suo passato non ci interessa, è un bravo insegnante, serio e spiega bene".

Molti si sono espressi sulla questione, ma quale è la soluzione? Leggi cosa ha dichiarato Scattone.



Tecla Sannino, preside del Liceo, ha parlato della situazione: "Pur partecipando al dolore della famiglia di Marta Russo, e condividendo la perplessità dell'opinione pubblica, in qualità di dirigente scolastico e in qualità di rappresentante legale dell'istituto, sono tenuta a rispettare la sentenza della Cassazione e le normative vigenti che prevedono nomine di docenti supplenti secondo le graduatorie provinciali, curate dall'Ufficio ambito territoriale".

Mario Rusconi, vicepresidente dell'Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità della Scuola (Anp), ha invece dichiarato al Tempo: "Concordo con i genitori di Marta Russo e come Associazione siamo assolutamente solidali con la famiglia. È una questione morale: è inopportuno che insegni in quella scuola. Dovrebbe avere il buon gusto di lasciare la supplenza al Cavour. Mi rendo conto che il suo incarico è giuridicamente ineccepibile, magari potrebbe lasciare l'istituto per cercare supplenza in un'altra scuola. Il suo dovrebbe essere un atto di coscienza".

Travolto dalle nuove polemiche, Scattone ha dichiarato al Corriere della Sera: "Il Cavour non l'ho scelto io, è stata praticamente una scelta obbligata, era l'unico disponibile al momento della scelta della sede di insegnamento. E poi non sapevo fosse quello di Marta Russo. Non mi ostino a rimanere nella scuola dove ha studiato Marta. Se si trovasse un'altra soluzione sono pronto a fare un passo indietro. Ma non posso permettermi di non lavorare, è un momento molto difficile. Per me è importante continuare a insegnare, ma non per forza nel liceo che fu di Marta Russo".

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