Il Romanticismo: caratteristiche ed esponenti

Il Romanticismo: caratteristiche ed esponenti A cura di Silvia Corelli.

Definizione del Romanticismo in Italia e all'estero. Caratteristiche del movimento letterario e approfondimento sui suoi esponenti più importanti

1Le origini del Romanticismo

Il movimento del Romanticismo caratterizza l’intera cultura europea ottocentesca: le sue idee hanno lasciato un segno non solo in letteratura ma anche nelle arti visive e nella musica, tanto che si è parlato di “cultura romantica” per descrivere l’intero Diciannovesimo secolo. 

Un’inquietudine diffusa e un generale bisogno di rinnovamento, soprattutto contro l’Illuminismo, sono alla base del Romanticismo.
Un anticipo di quello che sarà questo grande movimento è nello Sturm Und Drang, una corrente letteraria tedesca settecentesca che per prima introdusse il concetto di genio individuale e di istinto, tematiche chiave del Romanticismo che saranno riprese a breve. 

Oltre questa importante anticipazione è nelle teorie espresse nel 1795 da Friedrich Schiller ne La poesia ingenua e sentimentale, e nella fondazione nel 1798 della rivista Athenaeum di Berlino che si riconosce la nascita del Romanticismo: entrambi contrappongono la poesia moderna a quella degli antichi che vivevano in un rapporto sereno e diretto con la natura, mentre i poeti contemporanei si mostravano malinconici e chiusi in se stessi (si riferisce a questo l’aggettivo sentimentale di Schiller).   

Ritratto di Friedrich Schiller
Ritratto di Friedrich Schiller — Fonte: ansa

A partire dalla Germania il Romanticismo mette rapidamente radici in Inghilterra. Qui le ballate liriche di William Wordsworth e di Samuel Taylor Coleridge sono fondamentali perché i due autori annunciano nella prefazione delle rispettive opere il programma di questa nuova poesia, la quale deve esprimere in un linguaggio schietto e immediato il mondo sovrannaturale delle credenze popolari e soprattutto la forza dell’immaginazione.    

In Francia e in Italia il Romanticismo trova maggiore difficoltà nel suo percorso di diffusione: le idee romantiche attecchiscono senza assumere le dimensioni di un movimento propriamente detto, si parla piuttosto di una scuola romantica che affianca un’altra corrente culturale ottocentesca, ossia il Neoclassicismo.      

2La poetica romantica

A prescindere dalle differenze che caratterizzano gli sviluppi propri di ciascun Paese, i caratteri comuni, universali e riconosciuti ovunque del Romanticismo sono i seguenti:               

  • La scoperta e l’attenzione assoluta verso l’Io, ossia verso l’interiorità e l’individualità più intima del poeta che deve esprimersi non attraverso un ragionamento razionale, come voleva l’Illuminismo, ma tramite un abbandono spontaneo all’istinto e all’ispirazione. Si parla di “soggettivismo romantico” in linea con questo tema, cioè l’interesse assoluto verso un punto di vista individuale.
  • Collegato a questo primo concetto è quello di Genio. L’arte e la letteratura nel Romanticismo non si esprimono attraverso teorie e tecniche ma attraverso l’ispirazione, quasi divina, di un genio interiore. Questo genio non caratterizza solamente l’individuo ma interi popoli: il cui genio collettivo ha saputo erigere grandissime opere artistiche e portare avanti il processo storico fino alla modernità. È grazie a queste teorie se si diffonde e si fa forte il concetto di “Nazione” intesa come insieme di lingua, cultura e tradizione popolare.
  • L’attenzione ai concetti di Nazione e di popolo conducono rapidamente ad un generale interesse per le origini delle culture nazionali, il che significa un interesse per la storia, intesa come processo evolutivo delle società, e soprattutto per il Medioevo, le cui opere diventano non solo motivo di studio ma anche grande fonte di ispirazione per i poeti romantici.
  • A quanto appena detto si affianca nel Romanticismo anche un ritrovato interesse per la religiosità, l’esoterismo e la spiritualità: sono una risposta al bisogno di riscoprire tradizioni secolari (anche la religione è vista come una tradizione), di indagare il proprio io, la propria interiorità e di scoprire i lati oscuri dell’animo per poi saperli redimere. Non mancano casi di cattolici romantici.
  • Concetto di Assoluto e di Infinito. Indagare il proprio Io e la propria anima spinge l’artista del Romanticismo davanti a qualcosa di sconosciuto e mai del tutto comprensibile: l’Assoluto e l’Infinito diventano due utopiche mete per il poeta romantico che tende verso queste entità, senza mai ovviamente poterle raggiungere in quanto essere umano “finito”. Da qui la grande inquietudine e quasi un’angoscia interiore per il poeta che si vede sempre a metà, mai pienamente soddisfatto perché la meta è irraggiungibile: questo sentimento è alla base del sublime.
  • A partire dalle tematiche viste fin qui, gli oggetti preferiti dall’arte e dalla letteratura romantica saranno allora paesaggi naturali spaventosi o oscuri (scogliere, mari in tempesta, boschi profondi, colline solitarie), e i componimenti parleranno spesso di creature magiche, simboliche, mentre presagi di morte si diffondono nell’aria che circonda i protagonisti e tutti risultano, in queste opere, malinconici e tormentati eppure vitali e desiderosi di conoscere quell’Assoluto che tanto li angoscia.

3Romanticismo italiano

In Italia il centro di diffusione principale del Romanticismo è Milano. Come anticipato, nel nostro Paese il movimento romantico, che in Germania e in Inghilterra era stato tanto dirompente, trova una limitazione posta dal Neoclassicismo. Tuttavia è proprio dallo scontro con i sostenitori delle idee neoclassiche che il Romanticismo italiano rivela la sua massima espressione.

Ritratto di Madame de Staël
Ritratto di Madame de Staël — Fonte: ansa

Tutto parte da un articolo pubblicato dalla baronessa Madame de Staël sul primo numero della rivista «Biblioteca Italiana» nel 1816, dal titolo Sulla maniera e sulla utilità delle Traduzioni, in cui l’autrice invita gli intellettuali italiani a tradurre le opere straniere contemporanee per far circolare le nuove idee in Italia.
Si creano due schieramenti opposti, uno favorevole alle idee della de Staël, e un altro, con a capo Pietro Giordani rappresentante dei neoclassicisti italiani, assolutamente contrari alle nuove idee romantiche e convinti sostenitori della necessità di tutelare l’identità della letteratura italiana attraverso la prosecuzione della tradizione classica.           

Nonostante questa battaglia culturale il Romanticismo riesce a diffondersi in Italia ma con caratteri assai diversi e attenuati rispetto a quelli europei. Non vengono accolte le idee più rivoluzionare sull’Assoluto, sulla spiritualità o sull’Io ma vengono adottate le idee di:          

  • Bisogno di un linguaggio nuovo, diretto e schietto che esponga chiaramente le inquietudini del tempo
  • Ritorno alla poesia popolare
  • Apertura verso una conoscenza nuova, verso la cultura europea da cui è necessario trarre esempio soprattutto per quanto riguarda il processo storico di emancipazione e di affermazione nazionale.

Soprattutto quest’ultimo punto sarà alla base del rapido fallimento del gruppo dei romantici milanesi che si riunirono intorno alla neonata rivista «Il Conciliatore», diretto da Silvio Pellico, e a cui collabora anche Giovanni Berchet. La rivista ebbe vita breve: venne pubblicata solo dal 1818 al 1819 perché vista con sospetto dal governo austriaco. 

l viandante sul mare di nebbia (1818). Olio su tela del pittore romantico C.D. Friedrich
l viandante sul mare di nebbia (1818). Olio su tela del pittore romantico C.D. Friedrich — Fonte: ansa

Fallito «Il Conciliatore» il Romanticismo italiano trova una nuova espressione a Firenze. Qui troviamo una politica diversa dal conservatorismo austriaco poiché il Granducato di Toscana lascia sperare in una certa libertà di espressione. Nasce allora la rivista «L’Antologia», diretta da Giampiero Vieusseux e che continua a operare dal 1821 fino al 1833. Questa rivista, come la precedente, è interessata a conoscere la cultura e la letteratura europee contemporanee ma con un interesse prettamente politico: ricordiamoci che in questi anni si assiste in Italia ai moti risorgimentali che condurranno all’Unità, l’attenzione disinteressata verso la letteratura come un’espressione fine a se stessa di inquietudini interiori non può attecchire, c’è bisogno di concretezza a livello tanto sociale quanto economico e politico.     

I grandi intellettuali che in questo Ottocento faranno grande la nostra letteratura non sono estranei alle idee del Romanticismo. Alessandro Manzoni, ad esempio, è vicino al gruppo de «Il Conciliatore» ma la sua personalità lo tiene lontano dalle dispute più accese contro i neoclassicisti. Più complesso è il discorso intorno a Giacomo Leopardi e Ugo Foscolo: sia il Neoclassicismo che il Romanticismo, nonostante le idee di base dei due poeti che prediligevano il primo movimento (soprattutto per quanto riguarda Leopardi) hanno un’influenza profonda sulle loro opere.