Romanticismo nell'arte: caratteristiche ed esponenti

Romanticismo nell'arte: caratteristiche ed esponenti A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Storia del Romanticismo - il movimento culturale dell'Ottocento - nella letteratura, nell'arte, nella filosofia e nella musica. Definizione e caratteristiche.

1Introduzione al Romanticismo

Il viandante sul mare di nebbia, di Caspar  David Friedrich
Il viandante sul mare di nebbia, di Caspar David Friedrich — Fonte: ansa

Digitando “Romanticismo” su Google-immagini, il primo risultato è il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich (1818). Seguono Il bacio di Francisco Hayez (1859), dove c’è un gentiluomo alla Robin Hood che bacia appassionatamente la sua Lady Marian; La libertà che guida il popolo (1833), di Eugène Delacroix e La zattera della Medusa di Théodore Géricault (1819).   

Tenendo presente queste immagini possiamo addentrarci in uno dei movimenti più importanti nella storia culturale dell’Occidente: un uomo solitario che contempla un paesaggio desolato e infinito perso nei suoi pensieri e nella sua immaginazione non può non ricordarci il Leopardi dell’Infinito, oppure alcuni il Foscolo di Alla sera. Quel bacio ci ricorda che il sentimento, l’amore, la passione, sono fondamentali: che l’unione di due corpi, nel bacio, è anche l’unione di due storie, di due anime, di due mondi. La libertà esprime le lotte per l’indipendenza, lo spirito nazionalistico, il patriottismo. La zattera della Medusa ha qualcosa di sfuggente e di sublime; il mare in tempesta, la grandezza della Natura, la disperazione della morte... le tematiche “negative”. Ecco, adesso abbiamo delle immagini che ci hanno ben suggestionato. Proseguiamo: come sottofondo ascoltiamo i notturni di Chopin. Si tratta di un fenomeno non così facile da circoscrivere e, come sostiene Giovanni Macchia, «non c’è molto da meravigliarsi se le definizioni sul romanticismo che continuano ad accendersi e spegnersi, come scommesse, nelle vicende della critica letteraria siano tanto controverse e contraddittorie», (in Origini europee del romanticismo).

Certamente si tratta di un movimento che nella sua complessità cerca di rinnovare l’immaginario dell’uomo all’indomani del razionalismo prevaricante dell’Illuminismo, il movimento culturale che, storicamente, l’aveva preceduto. Eppure tra Illuminismo e Romanticismo la cesura può essere più o meno netta a seconda degli interpreti: se prendessimo Leopardi, uno dei nostri autori romantici, ci potremmo accorgere di come la sua posizione sia discordante per più punti nei confronti del Romanticismo. Possiamo limitarci a dire che il Romanticismo si affermò come un orientamento della cultura più che come movimento, in una fase critica per la storia moderna: quello dei moti rivoluzionari del 1820-21, del 1830 e del 1848.  

Il Romanticismo diede una netta spinta verso il soggettivismo, la scoperta dell’interiorità umana, verso l’indagine attenta delle proprie radici. Spinse al patriottismo, all’eroismo, alla partecipazione politica. E, inoltre, lasciò emergere la necessità di un rapporto più problematico, seppure negativo, con la vita, sentendo l’opposizione di ragione e sentimento, di razionalità e irrazionalità, di finito e infinito.    

Può essere artista solo colui che ha una intuizione dell'infinito.

Friedrich Schlegel

2Contesto storico

La libertà che guida il popolo, di Eugene Delacroix
La libertà che guida il popolo, di Eugene Delacroix — Fonte: ansa

Per quanto riguarda il contesto storico, occorre elencare alcuni importanti avvenimenti dei primi due decenni dell’Ottocento. Il Congresso di Vienna, e la definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo (1815), avevano creato una sorta di immobilismo in tutta l’Europa, che urtava le esigenze innovatrici in campo economico e sociale della borghesia e frustrava il desiderio d’indipendenza dei popoli sottoposti a dominio straniero. Il momento di massima tensione è quello dei moti del 1848-49, «in cui la borghesia progressista conduce la sua ultima battaglia contro l’assolutismo» (Luperini-Cataldi-Marchiani). Questa spinta all’indipendenza è quindi strettamente connessa al movimento Romantico, e una volta esaurita, si esaurisce la missione culturale del Romanticismo.  

Più lunga la durata in Italia, dunque, che raggiunse l’unità nel 1861; e per la Germania che la raggiunse nel 1871. Quindi pur nelle differenze, possiamo considerare il Romanticismo unitario per la sua capacità di coinvolgere in un unico movimento nazioni tanto diverse: «(…) una corrente che accompagna attraverso decenni l’Europa, nella sua metamorfosi letteraria, politica, economica, filosofica, sociale, in aperta fraternità o in continuo duello con i princìpi e con la storia, non può essere considerata che nella sua durata e nella sua estensione: nella sua forza di penetrazione in territori diversi e in tempi diversi, in Italia e altrove», (Giovanni Macchia, op. cit.). Quindi per quel che riguarda il Romanticismo italiano dobbiamo prendere come datazione convenzionale gli anni dal 1815 al 1861.  

3Definizione e caratteristiche del Romanticismo

Il Romanticismo è un movimento culturale e artistico che si sviluppa in Europa (dalla Germania e dall’Inghilterra per poi toccare le altre nazioni) a partire dalla prima metà del XIX secolo e che termina intorno al 1848. La parola "Romanticismo" deriva da romantic, aggettivo di romance, già attestato nel Seicento in modo spregiativo; in italiano diremmo «romanzesco», col significato di fantasioso, irreale, e la parola si ricollega infatti agli antichi romanzi cavallereschi. Questi rappresentavano vicende fantastiche, di eroi e cavalieri, all'interno di un'ambientazione storica più o meno accurata. Erano i racconti narrati dagli antichi bardi e dai giullari: racconti che facevano sognare, lasciando che la mente vagasse libera nell’immaginazione. L’aggettivo romantic, dal momento che questi racconti narravano in gran parte di storie d’amore, prese anche il significato di «sentimentale».  

Ritratto di Friedrich von Schlegel
Ritratto di Friedrich von Schlegel — Fonte: ansa

Questa definizione aveva quindi delle sfumature negative: irrazionale, sentimentale, fantasioso. Nel Settecento, tuttavia, l’aggettivo divenne più neutrale designando l’evasione dalla realtà, il vagheggiare lontananze, il soprannaturale, il mistero. Queste caratteristiche divennero parte integrante del movimento romantico. Questo era stato anticipato in Germania dal movimento dello Sturm und Drang, (trad. “Tempesta e impeto”) collocabile per convenzione tra il 1765 e il 1785, che insieme al Neoclassicismo aveva posto le basi del Romanticismo tedesco. 

A usare questo termine in modo cosciente e orgoglioso fu Friedrich Schlegel, nel 1798, e poi fu assunta da un gruppo di intellettuali, il cosiddetto “gruppo di Jena” che si raccoglieva intorno alla rivista «Athenäum». Altro documento di nascita del Romanticismo è nel manifesto programmatico apposto che Wordsworth e Coleridge appongono alle loro Ballate liriche (1800) in cui si affermava, tra l’altro, l’importanza della poesia come rivelatrice della verità assoluta. 

Prosa: parole nel loro ordine migliore. Poesia: le migliori parole nel loro ordine migliore.

Samuel Taylor Coleridge

Anche se, come abbiamo detto, i caratteri del Romanticismo si distinguono a seconda delle nazioni e degli artisti, possiamo rintracciare alcuni elementi comuni. Intanto, nascendo in opposizione all’Illuminismo, ne rifiutava alcuni punti:   

  • Al sensismo opponeva l’idealismo;
  • Sul piano religioso proponeva un ritorno al Cristianesimo, rifiutando il deismo;
  • Rifiutava l’equilibrio del Classicismo e del Neoclassicismo (anche se ci sono posizioni limite, come quella di Ugo Foscolo, in Italia) a favore di un’espressività più immaginosa e turbolenta che mettesse in risalto la genialità del poeta, la smania creativa, l’irrazionalità, la passione;
  • Opponeva al cosmopolitismo illuminista il concetto di nazione e di patria, facendo leva sull’idea di “popolo”;
  • La disarmonia, le tematiche negative, anche l’orrido e il brutto, creavano quelle suggestioni necessarie a evadere dalla realtà, e ci si immaginava tristi in modo sublime, tra orgoglio eroico e rassegnazione;
  • Le tematiche negative, del dubbio, sostituiscono quelle positive della ragione;
  • Si assiste a una rivalutazione del Medioevo poiché era l’età in cui si erano formate le prime Nazioni europee poiché costituiva le fondamenta della modernità.
Ritratto di Friedrich Hegel
Ritratto di Friedrich Hegel — Fonte: ansa

In filosofia abbiamo inoltre sempre la Germania a condurre le danze: è un momento in cui il pensiero cerca di ritrovare una dimensione cosmica, una conoscenza del tutto e Fichte, Schelling ed Hegel ne sono i principali esponenti.  

Per quanto riguarda la musica, il Romanticismo vede l’affermarsi del pianoforte su tutti gli altri strumenti musicali: è il periodo per musicisti-compositori come Franz Liszt, Frederic Chopin. Inoltre si afferma il moderno concertismo: il virtuoso si esibisce nella sala da concerto mostrando le sue geniali capacità.  

La poetica del Romanticismo ruota attorno al concetto di Sehnsucht, che potremmo tradurre come male del desiderio, una smania, «un desiderare tutto e nulla allo stesso tempo», (L. Mittner). È un ricercare il desiderio, un proiettarlo in un oltre non ben definibile, servendosi dell’immaginazione. In un certo senso quindi, come categoria psicologica, il Romanticismo è sempre esistito e poggia su qualcosa di inafferrabile; la cosa interessante, dice sempre Mittner, in accordo con quanto abbiamo già detto, è che ci sfugge anche la categoria storica di Romanticismo, che possiamo descrivere solo nella sua durata.  

Per quanto riguarda i generi letterari più utilizzati il romanzo vede uno sviluppo sensazionale, in particolare il romanzo storico che permetteva di creare una possibilità di evasione dal presente e di riallacciarsi al passato: autori importanti sono Walter Scott, Charles Dickens, Hermann Melville, Alessandro Manzoni, Aleksandr Puškin. Anche la poesia vede un notevole impulso, grazie ad autori come Hölderlin, Novalis, Leopardi, Wordsworth e Coleridge. il teatro si arricchisce nel genere della tragedia: lo stesso Manzoni, sulla scia di Alfieri aveva composto due tragedie, ma di argomento storico.  

4Il Romanticismo italiano

Rispetto agli altri paesi europei, il Romanticismo italiano dovette fare i conti in modo più problematico con la tradizione classica: perché la nostra cultura è da sempre intrisa di classici greci e latini, di tradizioni letterarie talmente codificate da essere quasi incontrastabili. Madame de Staël nel gennaio del 1816 pubblicò sulla «Biblioteca italiana» un articolo che voleva comunicare le nuove teorie estetiche del romanticismo tedesco. Nel suo articolo prendeva di mira il gusto classicista dei poeti italiani, l’amore per l’erudizione e per la mitologia, ormai diventati stucchevoli. Invitava gli italiani ad aprirsi all’Europa e al fermento culturale grazie anche alla traduzione di opere moderne. La lettera suscitò reazioni molto forti: risposero polemicamente Pietro Giordani e un giovanissimo Leopardi; si schierarono a favore Breme, Borsieri, Berchet, Visconti. Nacquero anche i primi manifesti del Romanticismo italiano.   

Nello specifico, i classicisti sostenevano che:  

  • il bello è eterno, una volta raggiunto, può solo essere imitato;
  • si può ricorrere alla mitologia;
  • si scrive per un pubblico ristretto;
  • la lingua scelta deve essere aulica.

I romantici, invece, sostenevano che:  

  • Il bello è storico, occorre quindi essere originali e non imitatori;
  • si ricorre a temi più moderni;
  • il pubblico è il popolo;
  • la lingua utilizzata deve essere popolare (è permesso addirittura il dialetto).
Ritratto di Giacomo Leopardi
Ritratto di Giacomo Leopardi — Fonte: ansa

Più complessa rispetto a Giordani è la posizione di Leopardi che intervenne nel dibattito due volte, nel 1816 e nel 1818. La prima volta il suo intervento non fu pubblicato, mentre la seconda volta difese la necessità di affidare alla poesia il compito di ricreare il rapporto perduto con la Natura: il poeta di Recanati era nella prima fase del suo pessimismo (storico) e proponeva l’idillio come genere letterario in cui ritrovare la freschezza del rapporto uomo-natura. 

I due scrittori romantici più importanti furono Giacomo Leopardi (1798-1837) e Alessandro Manzoni (1785-1863), due giganti della letteratura italiana, diversissimi tra loro. In comune avevano la loro nobiltà: erano entrambi conti, e già questo è un segno di diversità rispetto agli altri paesi perché gli intellettuali erano perlopiù borghesi. Leopardi nella sua breve vita scrisse una quantità sovrumana di opere. Manzoni aveva un rapporto quasi sofferente con la scrittura: limava, correggeva continuamente, come sentendosi sempre insicuro del risultato.

Ritratto di Alessandro Manzoni
Ritratto di Alessandro Manzoni — Fonte: ansa

Il primo era poeta e pensatore; il secondo lo conosciamo certamente per il suo romanzo I promessi sposi, con cui fonda la moderna lingua italiana. Il primo era materialista, neoclassico, erudito, per molti aspetti un anti-romantico, ma romantico nella sua appassionata difesa dell’intelligenza umana e della coscienza della sua miseria. Il secondo tenta una risposta al problema del male e della sofferenza attraverso la speranza di un disegno provvidenzialistico. Una necessità, più che una semplice illusione. Per capire il Romanticismo italiano, occorre confrontare questi due giganti e metterli in relazione con un autore preromantico, che aveva anticipato la grandezza di entrambi: Ugo Foscolo (1778-1827).   

Il più solido piacere di questa vita è il piacer vano delle illusioni.

Giacomo Leopardi, Lo Zibaldone