Sono stati approvati lo scorso ottobre i nuovi ordinamenti didattici e
i nuovi piani di studio che recepiscono il decreto Mussi. Non sono
mancate però le polemiche nel corso della seduta. In modo
particolare bisogna segnalare la relazione e il parere della
commissione didattica di facoltà che ha considerato il
lavoro posto in essere dalle aree didattiche della facoltà
troppo disomogeneo e con troppe differenze tra un consiglio di laurea e
l'altro. In molti casi infatti non sono stati rispettati i criteri
presenti in un precedente documento della medesima commissione.
Maggiori critiche sia dal presidente della commissione, sia dai docenti
e dagli studenti sono state rivolte nei confronti del nuovo piano di
studi approntato dall'area didattica economica: prima di tutto il nome
prescelto per il corso di laurea "scienze economiche e relazioni
internazionali” ha avuto il voto sfavorevole prima della
commissione didattica e poi dell’intero consiglio di
facoltà non corrispondendo il contenuto del corso di studi
al nome e poi sono state riscontrate anomalie per non aver inserito
materie che permettono l’abilitazione al titolo di dottore
commercialista.
Gli studenti poi hanno notato l'assenza della lingua inglese
tra le
materie elencate. Si può studiare economia senza studiare
inglese in un mondo globalizzato? Questa è stata la domanda
dei rappresentanti degli studenti che ha suscitato la bagarre in
consiglio di facoltà e dei responsabili dell’area
economica che non hanno capito e compreso l'interesse più
che motivato degli studenti alla corretta elaborazione dei piani di
studio. Al di là delle polemiche ora si attende il giudizio
del senato accademico e del nucleo di valutazione di ateneo che
avrà l'ultima parola sui nuovi piani di studio.
Da segnalare in ultimo una novità per la facoltà: la prova finale per la laurea triennale non consisterà più in una tesi di laurea, ma in una discussione multidisciplinare preparata in un solo mese. Questo metodo dovrebbe permettere lauree più veloci e soprattutto un carico di lavoro corrispondente ai 2 crediti assegnati alla prova finali equivalenti a sole 50 ore di lavoro, di certo non sufficienti per una tesina, come prevede il sistema vigente. La classica tesi di laurea rimane per il conseguimento della laurea magistrale.