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Sì ai nuovi piani di studio tra molte polemiche e qualche novità

Niente inglese per "Scienze economiche". Niente più tesi per le triennali; al suo posto una prova multidisciplinare

di Francesca Ragno 21 novembre 2007

Sono stati approvati lo scorso ottobre i nuovi ordinamenti didattici e i nuovi piani di studio che recepiscono il decreto Mussi. Non sono mancate però le polemiche nel corso della seduta. In modo particolare bisogna segnalare la relazione e il parere della commissione didattica di facoltà che ha considerato il lavoro posto in essere dalle aree didattiche della facoltà troppo disomogeneo e con troppe differenze tra un consiglio di laurea e l'altro. In molti casi infatti non sono stati rispettati i criteri presenti in un precedente documento della medesima commissione.

Maggiori critiche sia dal presidente della commissione, sia dai docenti e dagli studenti sono state rivolte nei confronti del nuovo piano di studi approntato dall'area didattica economica: prima di tutto il nome prescelto per il corso di laurea "scienze economiche e relazioni internazionali” ha avuto il voto sfavorevole prima della commissione didattica e poi dell’intero consiglio di facoltà non corrispondendo il contenuto del corso di studi al nome e poi sono state riscontrate anomalie per non aver inserito materie che permettono l’abilitazione al titolo di dottore commercialista.

Gli studenti poi hanno notato l'assenza della lingua inglese tra le materie elencate. Si può studiare economia senza studiare inglese in un mondo globalizzato? Questa è stata la domanda dei rappresentanti degli studenti che ha suscitato la bagarre in consiglio di facoltà e dei responsabili dell’area economica che non hanno capito e compreso l'interesse più che motivato degli studenti alla corretta elaborazione dei piani di studio. Al di là delle polemiche ora si attende il giudizio del senato accademico e del nucleo di valutazione di ateneo che avrà l'ultima parola sui nuovi piani di studio.

Da segnalare in ultimo una novità per la facoltà: la prova finale per la laurea triennale non consisterà più in una tesi di laurea, ma in una discussione multidisciplinare preparata in un solo mese. Questo metodo dovrebbe permettere lauree più veloci e soprattutto un carico di lavoro corrispondente ai 2 crediti assegnati alla prova finali equivalenti a sole 50 ore di lavoro, di certo non sufficienti per una tesina, come prevede il sistema vigente. La classica tesi di laurea rimane per il conseguimento della laurea magistrale.

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