Ad Economia, la Carta dei Servizi, entrata in vigore all'inizio del 2006, si presentava come una sorta di autoregolamentazione che si prefiggeva di "raccogliere le buone pratiche che si sono consolidate nel tempo, con il duplice obiettivo di migliorare la qualità del proprio servizio formativo e di agevolare il percorso degli studenti e renderlo più spedito" . Ma quale è stata la sorte di queste positive, almeno nelle intenzioni, disposizioni?
A sentire gli studenti l'oblio e la violazione dei suoi contenuti. Siamo andati a vedere, punto per punto, cosa quella carta dice e cosa nella realtà avviene, secondo quelle che sono le esperienze degli studenti. Pubblichiamo questo mese la prima di due puntate sull'inchiesta.
"Relativamente all'insieme delle materie di ciascun anno di corso, le lezioni si svolgono o soltanto di mattina"
A ben vedere, ciò non corrisponde al vero: a partire dal secondo semestre del secondo anno capita di avere una lezione alle 8 di mattina e una alle 16 del pomeriggio. Senza contare le sovrapposizioni di orario spesso rilevate tra materie dello stesso anno dello stesso corso di laurea.
"Il programma dei corsi è strettamente correlato con il numero di crediti formativi relativi a ciascuna materia. Per garantire tale correlazione si fa riferimento, a seconda delle discipline, al numero di pagine dei testi consigliati, al tempo necessario per acquisire padronanza dei diversi concetti o per poter risolvere correttamente i problemi proposti in sede di accertamento scritto, e cosi via" .
Item. Vi sono esami a cui sono attribuiti 5 crediti, che in realtà eccedono in larga misura il parametro indicato nella Carta dei Servizi. Capita, infatti, che venga spacciato per programma da 5 crediti per il N.O. il programma del Vecchio Ordinamento a cui sono stati tolti, per esesempio due capitoli.
"La materia d'esame coincide con quella approfondita durante le lezioni. Al termine del corso, il docente espone l'elenco degli argomenti effettivamente trattati, i quali saranno oggetto di accertamento, in modo da fornire la necessaria informazione anche agli studenti che non abbiano frequentato le lezioni".
In alcuni insegnamenti il programma effettivamente svolto in aula è di gran lunga inferiore a quello pubblicato nelle programmazioni ufficiali e agli esami può capitare di essere interrogati da collaboratori di cattedra che ne ignorino la reale portata dei contenuti indicati.
"I docenti assicurano agli studenti un'assistenza adeguata, attraverso un orario di ricevimento di almeno due ore ogni settimana, preferibilmente collocate al di fuori degli orari delle lezioni relative all'anno di corso nel quale la disciplina è insegnata. I docenti favoriscono I'interazione per posta elettronica con gli studenti. I docenti espongono e aggiornano ad ogni appello di esame, sul sito web della Facoltà o in altro sito opportunamente pubblicizzato e al quale quello della Facoltà rinvii, i testi degli esercizi e delle domande proposte in sede di prova scritta di accertamento negli otto appelli precedenti, fornendo le soluzioni, le tracce di soluzione e le risposte".
Purtroppo, tutto ciò è vero solo in parte e solo per i docenti più diligenti. Per qualche docente gli orari di ricevimento sono un fastidioso optional da relegare, nel migliore dei casi, ad assistenti irreperibili. Molti poi non usano neanche la posta elettronica. Il sito web di Facoltà, inoltre, è utilizzato solo da una minima parte dei docenti che provvedono a compilare la propria scheda personale.
"Fra ciascun appello e il seguente devono intercorrere di norma 15 giorni; fra quelli previsti durante il mese di settembre 10 giorni. Le date d'esame non possono essere spostate se non eccezionalmente. In questo ca-so possono essere soltanto posticipate, rispettando comunque le finestre temporali pre-viste. Dello spostamento viene data comunicazione, almeno 15 giorni prima della data inizialmente prevista, salvo causa di forza maggiore, nella bacheca che ospita gli avvisi relativi alla disciplina e nel sito web della facoltà. Gli studenti possono partecipare a tutti gli appelli d'esame previsti nel corso dell'anno accademico".
Uno scenario avveniristico, che non trova rispondenza nella realtà concreta dei fatti. Spesso e volentieri, guardando il calendario degli esami, tra gli appelli di uno stesso insegnamento non intercorrono 15 giorni e gli stessi finiscono per sovrapporsi ad altri di altre materie impartite per di più nello stesso semestre. I ¾ degli insegnamenti hanno il loro ultimo appello utile in sessione estiva agli inizi di luglio, riducendo perciò di fatto la durata della sessione a un mesetto scarso di tempo per il sostenimento degli accertamenti. Fino a qualche tempo fa gli spostamenti erano improvvisi, da qualche tempo sono diminuiti ma mai viene data comunicazione della variazione 15 giorni prima della data inizialmente prevista.
Gli studenti sono convocati per le prove orali per gruppi e in orari ben definiti, in modo tale che il tempo di attesa per sostenere la prova non superi 90 minuti.
L'isola che non c'è. In 90 minuti in molti casi si verbalizza al massimo un appello scritto precedentemente sostenuto. Le attese per alcune esami si protraggono per ore e ore, dalla mattinata sino al pomeriggio inoltrato. E quel che è peggio, se lo studente si prenota, non è detto che la sua prenotazione compaia regolarmente nell'elenco dei prenotati.
continua...
Gli studenti, ovviamente, sono invitati a segnalarci ogni tipo di violazione della carta servizi a roma@studenti.it