Rivoluzione industriale: approfondimento di studio

Di Barbara Leone.

La rivoluzione industriale, iniziata in Gran Bretagna alla fine del XVIII secolo, ha segnato l'inizio di una serie di cambiamenti epocali, che hanno modificato l'economia di tutto il mondo

La Rivoluzione Industriale è iniziata in Gran Bretagna alla fine del XVIII secolo ed ha modificato profondamente l'economia e la società inglesi. I cambiamenti più immediati sono stati quelli riguardanti la natura della produzione. Le quantità e le varietà dei beni prodotti sono aumentate considerevolmente grazie alle innovazioni tecniche, alla creazione di macchinari sempre più sofisticati e veloci e all'applicazione di nuovi criteri di produzione. L'efficienza delle industrie è cresciuta anche grazie alla concentrazione degli impianti nelle principali città, in regioni minerarie e presso importanti scali ferroviari e navali. In questo modo la rivoluzione industriale ha innescato un ampio processo di urbanizzazione, che ha visto un continuo e massiccio trasferimento di forza lavoro dalle aree rurali ai centri urbani e industriali. I cambiamenti più importanti sono avvenuti all'interno dell'organizzazione del lavoro.

Le piccole imprese si sono ingrandite ed hanno acquisito nuove caratteristiche. La produzione si svolgeva all'interno delle fabbriche anziché presso il domicilio dei lavoratori o nei borghi rurali, come avveniva un tempo. Mentre il lavoro è diventato sempre più meccanizzato e specializzato, la possibilità di creare imprese, a causa degli altissimi costi degli impianti, è passata nelle mani di chi aveva ampie disponibilità di capitale. Tra capitale e lavoro si è creata una separazione netta ed hanno visto la luce due nuove figure economiche e sociali: l'operaio, che partecipava all'attività industriale vendendo la sua forza lavoro, ed il capitalista, proprietario dei mezzi di produzione.

Dall'ultimo quarto del XVIII secolo a tutto il XIX Londra è stata al centro di una complessa rete commerciale mondiale.
L'esportazione ha fornito un fondamentale sbocco ai prodotti dell'industria tessile e di altre industrie, reso necessario dalla rapida espansione della produzione indotta dall'introduzione delle nuove tecniche. A partire dal 1780 le esportazioni inglesi verso altri paesi sono cresciute di anno in anno, rendendo possibile l'acquisto di materie prime a buon mercato per alimentare l'industria.

Ciò che l'economista W.W. Rostow ha chiamato il "decollo industriale" si è diffuso velocemente in tutta l'Europa e nel mondo. Influenzato da una serie di fattori tecnologici (ma anche politici e sociali, dai traffici coloniali, dall'aumento della popolazione, dalla mentalità imprenditoriale), l'inizio del processo di industrializzazione si è compiuto tra il 1780 e il 1820 in Gran Bretagna, tra il 1830 e il 1870 in Francia, tra il 1850 e il 1880 in Germania e negli Stati Uniti, verso la fine del secolo in Svezia e in Giappone, nella prima metà del Novecento in Russia e in Canada, dopo il 1950 in molti paesi latinoamericani e asiatici.

Agli inizi l'industria britannica non ha avuto concorrenti. Quando gli altri paesi hanno avviato il processo di industrializzazione, si sono dovuto confrontare con il vantaggio della Gran Bretagna, ma hanno potuto anche mettere a frutto la sua esperienza. L'intervento dello stato per promuovere l'industrializzazione è stato praticamente nullo nel caso britannico, ma è stato invece considerevole in Germania, Russia, Giappone e in quasi tutti gli altri paesi industrializzatisi nel XX secolo.

In Italia il processo di industrializzazione è stato molto più lento e molto differenziato tra Nord e Sud della penisola
per diversi motivi: il tardo conseguimento dell'unità nazionale, la mancanza di materie prime e di un mercato coloniale, la carenza di manodopera dovuta all'emigrazione di milioni di persone verso le Americhe e i paesi del Nord Europa. Il vero sviluppo industriale italiano, ancora limitatamente a poche aree del Nord del paese, è iniziato solo all'indomani della seconda guerra mondiale.

La rivoluzione industriale ha cambiato nell'arco di pochi decenni il volto del pianeta. Non solo essa ha influito su tutti gli altri settori economici, ma ha determinato profondi cambiamenti politici, sociali, culturali ed ecologici. Lo sviluppo dell'industrializzazione è stato alla base della nascita e della propagazione di nuove ideologie politiche e di un nuovo modo di concepire la presenza e l'attività dell'uomo sul pianeta. La riflessione su quello che è stato anche definito uno dei maggiori fenomeni di "discontinuità" nella storia è destinata a durare, come sono destinati a durare l'importanza e il peso dell'industria nella storia dell'uomo.

Approfondimento di studio sulla Rivoluzione Industriale

Appunti:
- La rivoluzione industriale;
- Caratteristiche e conseguenze della rivoluzione industriale;
- Differenze tra I e II rivoluzione industriale;
- Cause ed effetti della rivoluzione industriale;
- La rivoluzione industriale in Inghilterra.

Tesina:
- La rivoluzione industriale.

Podcast:
- La rivoluzione industriale;
- Prima rivoluzione industriale;
- Differenze tra la prima e la seconda rivoluzione industriale.

Video:

- La Rivoluzione industriale.