Riforma maturità, i tecnici la bocciano

Di Marta Ferrucci.

Maturità 2015, per i tecnici togliere i commissari esterni fa perdere valore all'esame. Tanto varrebbe eliminarlo del tutto

MATURITA' 2015, RIFORMA BOCCIATA - Sembravano tutti d'accordo con la misura che avrebbe sostituito i commissari esterni agli esami di maturità con soli commissari interni, fermo restando il presidente di commissione che sarebbe rimasto esterno. Gli studenti gioivano per una prova che non sarebbe stata più semplice ma sicuramente che avrebbero affrontato con meno ansia e il Miur esultava per un risparmio di 80 milioni di € (il costo per ogni commissario esterno è infatti di circa 900€ ciascuno).

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COMMISSARI INTERNI, TECNICI CONTRARI - E invece mancava il punto di vista dei tecnici che puntualmente si sono dichiarati contrari alla misura bocciando la riforma Giannini.
Giorgio Rembado - presidente dell'Associazione nazionale dirigenti scolastici - ha dichiarato ad Avvenire che "tanto varrebbe abolire direttamente l'esame". Studenti valutati da una sola commissione interna significherebbe farli valutare due volte dalle stesse persone, prima in consiglio di classe e poi in sede d'esame. E' un doppione di cui non si sente il bisogno, ribadisce Rembado. L'esame - continua il dirigente - viene superato dal 98% degli studenti. Se si toglie anche il giudizio esterno perde del tutto senso.

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Della stessa opinione anche Giuseppe Bertagna, docente di Pedagogia all’Università di Bergamo che nel 2003 ispirò la riforma Moratti: "la riforma non ha significati pedagogici, è un mero espediente di bilancio".

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Dello stesso avviso Marcello Pacifico, segretario Anief, che non vede altra finalità della riforma se non il risparmio per le casse del Miur. Anche secondo lui, a questo punto tanto varrebbe eliminarlo del tutto.