Riforma delle lauree professionalizzanti: numero chiuso e ultimo anno al lavoro

Di Redazione Studenti.

L'UDU lancia l’allarme sulla riforma delle lauree voluta dalla CRUI. L'obiettivo della riforma è riavvicinare mondo della formazione e mondo del lavoro

RIFORMA DELLE LAUREE

Il 22 novembre Scuola24 riportava in un articolo indiscrezioni secondo le quali è in dirittura d’arrivo un Decreto Ministeriale sull’ istituzione di corsi di laurea professionalizzanti, fortemente voluti dalla CRUI con l’obiettivo di riavvicinare mondo della formazione e mondo del lavoro. I presupposti di queste nuove lauree sarebbero numero chiuso, presenza delle imprese nei consigli di corso e titolo non abilitante.

La riforma riguarderebbe le lauree tecnico-scientifiche - da ingegneria, a biologia fino alle biotech e alle nuove professioni legate alla «manifattura 4.0» - dell’agro-alimentare, dei beni culturali e del turismo. Si inizierebbe già dall’a.a. 2017-2018 senza intervenire con una vera e propria riforma ma con decreti ministeriali. Questa novità non convince le associazioni studentesche e l’UDU promette battaglia.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, ha dichiarato che seppur l’UDU condivida la necessità di rivedere i percorsi di studi per rendere gli studenti più consapevoli del mondo del lavoro, è inconcepibile pensare di intervenire con una simile modifica al sistema universitario senza aver coinvolto gli studenti, ma solo le governance e le imprese. È necessario ribaltare la prospettiva per far sì che le modifiche vadano principalmente incontro alle aspettative degli studenti, ad un’utile revisione del sistema di formazione e non siano unicamente legate alle richieste del mondo del lavoro.

Riforma delle lauree professionalizzanti
Riforma delle lauree professionalizzanti — Fonte: istock

L’UDU si dice contraria anche ai consigli di corso di studi composti in maniera paritetica da docenti e mondo delle imprese: tali lauree, che dovrebbero prevedere all’interno del percorso lunghi periodi di tirocinio, non devono diventare dei bacini da cui le imprese possono prendere illimitatamente lavoratori da sfruttare in termini di orari e retribuzione. “Riteniamo inaccettabile che le imprese inserite negli organi collegiali possano determinare le scelte didattiche” ha dichiarato Marchetti. “Allo stesso modo continuiamo ad essere contrari al numero chiuso”.

Conclude la coordinatrice dell’UDU: "Siamo stati i primi a chiedere una revisione dei percorsi di studio, in modo che fossero di più al passo coi tempi e con le volontà degli stessi studenti. Se finalmente ora è questa la direzione che si vuole prendere, non si commetta l’errore di escludere gli studenti da questo percorso".