Test Medicina: il ricorso del Ministro

Di Valeria Roscioni.

Ricorso Test Medicina: il Miur può bloccare la sentenza del Tar e impedire le immatricolazioni con riserva facendo a sua volta ricorso? Chiarimento dall’ Avv.Bonetti

TEST MEDICINA: IL MINISTRO O IL GOVERNO POSSONO FARE RICORSO? Il nuovo Maxi ricorso di Medicina e la conseguente sentenza del Tar che ha sancito l’immatricolazione con riserva di migliaia di ragazzi stanno mandando in tilt non solo il sistema del numero chiuso, ma anche le università. Proprio per questo immatricolarsi a Medicina e Chirurgia non si sta rivelando un’operazione semplice da portare a termine e i dubbi sono molti. A far schizzare l’ansia alle stelle c’è poi la paura che il governo, il Miur o gli atenei possano fare ricorso, così come richiesto ufficialmente da due deputati del PD (per saperne di più Test medicina: il governo farà ricorso?). In questo momento, dunque, è importantissimo avere le idee chiare su quello che la legge prevede. Un eventuale ricorso, infatti, non potrebbe accadere in qualunque momento, ma dovrebbe comunque seguire un iter e rispettare delle scadenze. Per saperne di più noi della redazione a luglio avevamo chiesto informazioni all’Avvocato dell’Udu Michele Bonetti che riguardavano il primo maxi ricorso. Queste sono, ovviamente, ancora valide. Eccole.

Hai bisogno di informazioni sulle immatricolazioni? Eccole:Test Medicina, come avvengono le immatricolazioni con riserva

RICORSO MEDICINA 2014: Si sente dire che il Ministro potrebbe fare appello, cosa significa? Quando lo verremo a sapere?
Avv. Bonetti: "Il primo blocco di ricorsi individuali del 3 luglio 2014 da cui siamo partiti non ha subito l’appello al Consiglio di Stato, appello volto a bloccare le immatricolazioni. Sulle tranches più consistenti e numerose del 17 luglio, i termini non sono ancora scaduti, ma mancano ancora pochi giorni per appellare da parte del Ministero. Hanno sessanta giorni per appellare e il problema teoricamente si proporrà per ogni provvedimento del Tar che otterremo anche in seguito. Tuttavia, molti atenei hanno già manifestato espressamente che non vogliono alcuna forma di appello. A questo punto ritengo che sarebbe estremamente ingiusto, giuridicamente ma anche moralmente, se venisse fatto un appello ad alcuni gruppi e ad altri no. L’UDU e in particolare il coordinatore Gianluca Scuccimarra si sono battuti su tutti i fronti politici per bloccare l’inoltro di un appello su tutti i ricorsi. Mi sembra che la maggioranza dei principali blocchi partitici e politici del Paese sia per una definizione nel merito e di fronte allo stesso Tar della vicenda e che tali decisioni non possano essere rimesse nelle mani di pochi Rettori o funzionari amministrativi del Ministero, magari poiché interessati alla solidità del numero chiuso per convenzionarsi con costosi poli universitari all’estero. Se arriverà l’appello e se usciranno i nostri ragazzi il Ministero rischierà di pagare milioni di euro a titolo di risarcimento danni e non è detto che il Consiglio di Stato, diversamente dal Tar del Lazio, accetti il concetto dell’ammissione soprannumeraria che sino ad oggi ha evitato l’annullamento di un concorso che fa acqua da tutte le parti. I ragazzi hanno già pagato le tasse e comprato i libri e hanno già consolidato la propria posizione. Pertanto, anche se l’appello arrivasse in questa manciata di giorni che rimangono, qualcuno rischia di fare una figuraccia, non solo per averlo proposto, ma anche perché rischia di perdere di nuovo."