Metodi Psicosometrici

Di Micaela Bonito.

Cosa sono i metodi psicosometrici? Che caratteristica deve avere un test? Scoprilo leggendo questo articolo

METODI PSICOMETRICI

- Introduzione - Caratteristiche dei test - Tipi di test - Test attitudinali - Test di intelligenza - Test di personalità

Introduzione

*La "psicometria" è l’insieme di metodi per misurare, con opportune modifiche quantitative, le diversità individuali nelle reazioni psichiche di soggetti diversi o di uno stesso soggetto in condizioni diverse. Uno di tali metodi è quello dei "reattivi mentali" ("test").

*Le prime applicazioni della psicometria furono quantitative e indirizzate verso le caratteristiche intellettive del soggetto, cercando di studiare e misurare l’elemento base dell’intelligenza.
I primi approcci in tal direzione furono di C.E. Spearman (1863-1945), che – attraverso metodi statistici – riuscì a collegare i voti scolastici col punteggio di test in alunni elementari londinesi.
Dipoi, in Francia, su commissione del ministero della pubblica istruzione, A. Binet e T. Simon misero a punto (1905) un test regolarizzato di intelligenza, le cui prove erano diversificate a seconda della fascia di età.

*In seguito, la psicometria venne utilizzata anche per lo studio delle caratteristiche della personalità, attraverso i "test proiettivi" (L.K. Franck; ma già lo stesso Jung, nel 1904, aveva messo a punto un "test di associazione di parole").
Tali test furono poi realizzati in modo da valutare le reazioni del soggetto di fronte a uno stimolo visivo più o meno strutturato ("test di Rorschach" e "TAT"). Per lo studio della personalità sono stati anche elaborati dei questionari, basandosi sulle teorie dei tratti (Cattell, "MMPI").



Caratteristiche dei test


I test sono fondamentalmente delle misurazioni obiettive e uniformate di un campione di modo di fare presunto tipico della totalità del comportamento stesso<. I risultati vengono preparati metodi matematici e statistici.
Un test può essere presentato come una batteria di prove, un elenco di item (elementi, passaggi), un questionario, una scheda, una scala, un profilo, un’intervista, o una successione di stimoli proiettivi.

Per essere valido come strumento di misura, deve presentare alcune caratteristiche:

- A "standardizzazione":
la somministrazione del test deve avvenire con procedure uniformi, ossia con le stesse modalità
(materiali, limiti di tempo, frasi da utilizzare, assegnazione del punteggio) per tutti i soggetti testati. La "standardizzazione" prevede anche la determinazione delle norme statistiche, senza le quali non si può attribuire un punteggio: i punti "grezzi" (numero di risposte "alfa", relative alla presenza dell’attributo da misurare), ottenuti da un soggetto, vengono confrontati con quelli ottenuti da un campione di soggetti (e quindi convertiti in punteggi standard o in "centili"), potendo così verificare se la sua prestazione rientri o meno nella norma statistica;

- B "validità":
il test deve realmente misurare ciò che si è prefissato di misurare.
Si distinguono:
a. "validità di contenuto": riguarda le variabili da misurare e a chi è destinato il test; il modello teorico cui esso si rifà; le caratteristiche degli item; le indicazioni per il punteggio e le codifiche;
b. "validità rispetto a un criterio": fornisce informazioni sull’utilità diagnostica di un test. Si basa su valutazioni "concorrenti", attraverso il confronto con altri test già validati o con valutazioni esterne;
c. "validità predittiva": è data dal confronto dei risultati del test con gl’indici di successo professionale o scolastico effettivamente ottenuti in un periodo successivo all’applicazione del test stesso.

- C "attendibilità":
è l’accuratezza e la coerenza del test, e si basa sulla necessità che questo forni-sca misurazioni precise, stabili e oggettive
.
Se lo stesso individuo è sottoposto più volte al medesimo test, o ad una sua forma equivalente, si deve ottenere lo stesso punteggio sia in situazioni diverse, sia a distanza di tempo, sia se sommi-nistrato da persone diverse.

L’attendibilità può essere verificata attraverso:
- la coerenza interna degli stimoli del test;
- l’oggettività delle risposte riferite all’accordo tra i somministratori o tra gli strumenti usati;
- l’accordo fra chi interpreta i risultati;
- la concordanza tra forme parallele dello stesso test;
- la stabilità dei risultati a successive somministrazioni (re-test);
- la divisione a metà (split-half), che consiste nella comparazione dei risultati di una metà del reattivo con quelli dell’altra metà.