
Timidezza, scarse abilità sociali , diffidenza verso gli altri , sono ulteriori fattori che possono contribuire a peggiorare la solitudine. La solitudine, però, può essere sconfitta, facendo lo sforzo deliberato di uscire dal proprio guscio e di aprirsi agli altri.
Alcuni consigli pratici per superare la solitudine
Non è possibile in un unico articolo trattare un problema complesso come quello della solitudine in un modo esaustivo. Anche perché ciascuno è solo in un modo diverso : c'è la solitudine del timido che non osa avvicinarsi agli altri, c'è la solitudine della persona sempre in viaggio per motivi di lavoro, e c'è chi invece si sente solo in mezzo ad una folla, ecc..
In questo paragrafo, tuttavia, daremo alcuni consigli per sconfiggere la solitudine adatti ai diversi tipi di solitudine.
Fai uno sforzo consapevole per fare nuove amicizie .
Finiti i tempi della scuola, diventa più difficile farsi dei nuovi amici. Le ragioni sono tante: si ha meno tempo, si è impegnati con il lavoro e con la famiglia, ciascuno ha la sua vita e c'è minor disponibilità a conoscere gente nuova. Anche con i vecchi amici potrebbe non esserci il feeling di un tempo : molte cose cambiano dall'adolescenza all'età adulta e i tuoi amici di sempre potrebbero aver preso una direzione nella vita completamente diversa dalla tua.
Proprio per questo se vuoi delle nuove amicizie, devi dedicare alla tua vita sociale, tempo ed energia, cercando di creare delle occasioni di incontro. Comincia a frequentare un posto dove puoi socializzare: una palestra, un associazione di volontariato, un corso di ballo, o di teatro ecc. Vai a concerti, al cineforum, fai dei viaggi di gruppo, ecc.., l'importante è che cerchi di interagire con le persone che incontri.
Fai la prima mossa.
Sarà più facile fare amicizia, se prenderai l'iniziativa nel contatto sociale. Fare il primo passo, però , può essere difficilissimo per un timido. Per ridurre l'ansia, può essere utile ripetere a se stessi che anche gli altri , anche quelli che sembrano brillanti e "vincenti", hanno i loro timori e le loro insicurezze e magari, si sentono soli proprio te.
Se sei timido, puoi avere il timore che le altre persone notino in te soprattutto i tuoi difetti: ma non è così, gli altri, se non sono gravemente frustrati, non sono lì per giudicarti negativamente, ma per cercare di star bene e divertirsi. Se sei timido, ti potrà capitare di sentirti a disagio o addirittura di arrossire, quando parli con qualcuno che conosci poco: non farne un dramma. I timidi sono caratterizzati da eccessiva consapevolezza di sé, ma più ti focalizzai sulle tue sensazioni di imbarazzo, più l' imbarazzo aumenta, mentre se non ci dai più di tanto peso, il disagio scemerà gradualmente.
Liberati dal timore di dover essere brillante ad ogni costo.
Nei primi contatti con un potenziale amico, quello che conta non è tanto apparire interessanti , quanto mostrarsi interessati all'altro.L'interesse sincero per l'altro è la chiave di un'amicizia ben riuscita. A questo proposito, vorrei citare un detto di Dale Carnegale che trovo profondamente vero: "Puoi trovare più amici in due mesi, interessandoti agli altri, che in due anni cercando di fare in modo che la gente si interessi a te"
Sviluppa l'amicizia con gradualità.
Alcune persone sole rovinano una potenziale amicizia, avanzando delle premature richieste d'intimità. Sono quelle persone che tengono al telefono per ore una persona che conoscono poco, oppure una volta ottenuto il numero di telefono, cominciano a chiamare tutti i giorni a qualsiasi orario.
Lo stesso discorso vale per l'aspetto affettivo della relazione : è meglio evitare all'inizio confidenze troppo personali (es: "la settimana scorsa ho preso seriamente in considerazione l'idea di suicidarmi") .Questo genere di confidenze fatte ad conoscente, possono solo spaventare e/o imbarazzare.
Sìi te stesso.
Molte persone con una brillante vita sociale devono combattere contro la sensazione di "sentirsi soli anche in mezzo ad una folla". Se anche tu, conosci un sacco di gente ma continui a sentirti solo, è perché instauri con gli altri dei rapporti solo superficiali. Con chi ti circonda non sei te stesso, reciti una parte, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che tu sia.
Quindi ti fingi più forte, più brillante, più sicuro di te di quanto tu non sia realmente, ma in questo modo non puoi sperimentare una vera intimità. Da qui nasce la penosa sensazione di solitudine, l'impressione che nessuno possa capirti ed esserti vicino. Smettere di fingere di essere la persona che gli altri si aspettino che tu sia ,e farsi vedere per quello che sei, è il mezzo migliore per trasformare dei conoscenti in amici.
Non essere troppo critico verso gli altri.
Alcune persone respingono gli altri, adottando inconsapevolmente un atteggiamento troppo rigido e critico. Tendono ad aspettarsi troppo nelle relazioni con gli altri e ad avere una concezione idealizzata dell'amicizia : di conseguenza, vengono facilmente delusi. Quando l' altro, come spesso succede, non soddisfa le loro aspettative, perdono la fiducia e preferiscono rompere l' amicizia.
A volte le persone con questo tipo di problematica, tendono a misurare quanto danno e quanto ricevono in cambio. Se per esempio, l'amico non ricambia, a breve, un invito, o una telefonata, si sentono ingannati e non apprezzati. Se ti sei riconosciuto in questo ritratto, devi imparare ad essere più tollerante e non pretendere dagli altri più di quanto non ti possano dare: dopotutto non esiste l'amico perfetto.
Sviluppa i tuoi interessi.
Se ti mancano gli argomenti di conversazione, devi ampliare i tuoi interessi. Il modo più semplice è quello di tenerti informato: puoi leggere il giornale, andare a vedere qualche film appena uscito o dedicarti alla lettura di quel nuovo best seller di cui parlano tutti, oppure puoi trovarti un hobby.
Sconsigliato ai cinici: una ricetta in pillole contro la solitudine.
La qualità delle nostre relazioni con gli altri dipende molto dal nostro atteggiamento psicologico: siamo chiusi e ci aspettiamo sempre qualche delusione? Siamo aperti e sinceri?
A questo proposito, vorrei riportare un brano, tratto dal libro:" Vincere la timidezza" .Questo brano tratta un intervista fatta ad una attrice famosa che è riuscita a superare la sua timidezza ed avere una vita sociale gratificante..
"Dico sempre alle mie figlie che è importante sapere che gli altri hanno i tuoi stessi problemi. Non bisogna essere così egocentrici da credere che il mondo giri intorno a quello che la gente pensa del tuo aspetto ,delle tue sensazioni e del tuo comportamento. Gli altri non stanno sempre lì a giudicarti e a valutarti negativamente. Pensano a se stessi ,e sei tu che devi uscire fuori dal tuo guscio e andare verso gli altri , perché quando entriamo in contatto con un'altra persona allo stesso tempo ci mettiamo in contatto con noi stessi : aiutiamo noi stessi. Sono fermamente convinta che siamo un tutto unico. Lo siamo veramente e più sorridi e ti protendi verso gli altri , tanto più riceverai in cambio: si raccoglie quello che si è seminato.
Sì, lo so, è un clichè ma è un clichè proprio perché è profondamente vero. E allora coraggio, vai avanti e stabilisci un contatto con le altre persone. Se, per esempio, a scuola vedi un bambino un po' timido, o che non si trova bene con gli altri bambini e sembra un pochino triste, ecco l'occasione di protendersi verso gli altri. Nel momento in cui lo farai, scoprirai qualcosa di stupendo. Sì le persone sono meravigliose e tutto quello di cui hanno bisogno è un po' di TAA.: tenerezza, amore e attenzione: è il miglior antidoto contro la solitudine.!
Io sono di Roma e ho trovato questo sito mentre gironzolavo fra i vari "cerco un'amica".... mi imbarazza un pò ammettere di essere qui a cercare amicizia ma sono un pò sconfortata per quelle che ho nella vita "non computer".
Vorrei scrivere qualcosa di me ma mi fa troppo pensare alla vendita di un prodotto, quindi intanto chiedo se c'è qualche ragazza di Roma per fare due chiacchiere... io ho 25 anni...
Ciao :)
Ciao a tutti ragazzi,
sono capitata in questo sito per caso e come ho già letto in molti altri commenti(praticamente mi sono messa a leggerli tutti) mi è sembrato strano vedere che ci sonno moltissime altre persone nella mia condizione.
La mia paura era che fossi l'unica a sentirmi così...bè non lo sono.
E allora noi che troppo spesso siamo a casa da soli e ci sentiamo soffocare, che quando andiamo in giro da soli e vediamo la gente felice in gruppo o in coppia ci viene un peso sullo stomaco, quasi insopportabile, che vorremmo tanto cambiare ed avere una vita normale a non sappiamo da dove partire... bè possiamo partire dal fatto che non siamo gli unici.
Non dobbiamo pensare che siamo un grupo di s@#?*%$ti...ok, non avremo una vita fantastica ma a volte sono le condizioni a portarci a rimanere da soli, o la timidezza, un carattere un pò troppo introverso, qualche delusione o il fatto che noi per primi ci sentiamo inopportuni, poco interessanti e allora certo che poi scatta la timidezza.
Ma se abbiamo così tanta voglia di cambiare la nostra vita e siamo in così tanti a volerlo fare possiamo interagire tra noi e partire da qui, creando anche delle amicizie che,chissà, potrebbero diventare concrete.
Io intanto mi presento: ho 23 anni sono di roma e, non credo ci sia bisogno di ripeterlo, non ce la faccio più a sentirmi così. E vi lascio la mia mail in caso vogliate contattarmi: marianna2111@yahoo.it
buona fortuna a tutti
ciao raga ,
condivido cm voi la stessa condizione che mi sta logorando a poco a poco ...e che cerco ogni gg di combatterla.Stando all'articolo io rientrerei nella categoria di chi è troppo critico verso gli altri, eh si cerco attenzioni ma sopratutto interesse a conoscermi da parte degli altri,vorrei andassero oltre qll mia aria seriosa e rigida ma ,nonostante io vada incontro agli altri...superando i miei limiti, nn riscontro qst interesse ... divento quindi critica e selettiva,per evitare delusioni
certo è che vivere così nn si può ,si soffre trp ,i consigli dell'art. li ho provati tutti ma niente cambia se nn amiamo noi stessi ...però è possibile che nn trovi mai nessuno che comprenda e mi agevoli in qst lungo e faticoso percorso di vita?!? voi che ne pensate
raga vi va di creare un gruppo su fb dove ci conosciamo,ci scambiamo consigli,ci supportiamo
anche io mi trovo nella situazione di molti ... e senza che niente cambi ... anche stasera mi trovo a casa da solo . non mi metto a ripetere cose che già molti hanno detto , cioè che all' università nessuno ha un momento libero , che dopo i 20 anni i gruppi sono già formati ... però se volete lasciate un contatto , non per farci tristezza a vicenda , ma per provare a dialogare in modo costruttivo e magari costruire delle amicizie , o anche solo dei rapporti sinceri .
intanto provo a muovermi anche io lasciando la mia mail e contatto msn ...
francescomagrini@hotmail.it
un abbraccio a tutti .
Queste parole dette da Francis Bacon dimostrano che la solitudine e la mancanza di amici non sono una cosa nuova. Purtroppo, nel sistema in cui viviamo, questo sentimento va prendendo forza e si va facendo sempre più intenso e profondo.
Ho risposto a qualche commento qui che mi ha colpito in modo particolare, ma ho letto con attenzione anche gli altri..
Magari si può provare a vedere noi esseri umani come una macchina molto complessa: per saperla far funzionare a dovere occorre conoscere le istruzioni per l'uso. Esistono? Funzionano? Come trovarle?
Posso dire personalmente di sapere cosa sia la solitudine e la tristezza, ma posso anche dire di aver trovato il modo di essere ragionevolmente felice. Mi piacerebbe che anche gli altri potessero provare un po' di sollievo. Se avete piacere di farlo, scrivetemi pure. Sicuramente risponderò. dberiol@hotmail.com
Che fare se ci si rende conto di aver colpito un muro?
Se ci si accorge di aver svoltato da tempo su una strada sconosciuta e decisamente sgradevole e di non aver modo di tornare indietro?
Sono sempre stato un costruttore, fin da piccolissimo, con una forza interiore che mi spinge ad andare avanti, a costruire qualcosa per gli altri e per me stesso, qualcosa di unico e di grandioso, a modo suo, anche se magari solo nella mia mente. Non poteva mancare la costruzione di me stesso, costruzione che è andata bene fino ad un certo punto ma che ha iniziato ad oscillare qualche anno fa. Per andare avanti mi sono posto obiettivi a breve termine: un viaggio, un evento, la maturità…la cosa ha funzionato piuttosto bene, il morale andava su e giù e in qualche modo rimanevo in equilibrio.
Poi, il cambiamento. La svolta. Già nell'aria da mesi, in attesa che si presentasse l'occasione giusta. Chiaramente riconoscibile solo dopo mesi, ripensando al passato. E tutto crolla. Le fondamenta oscillano. Il tetto inizia a creparsi. Gli obiettivi a breve termine non vengono raggiunti e si fatica a crearsene di nuovi. Ci si ripromette di fare delle cose, ma senza convinzione. Quello che si costruisce non dura ed è ben diverso da ciò che si costruiva un tempo, la passione per le cose d una volta è svanita e torna a sprazzi, occasionalmente, come una fiammella che manda l'ultima luce prima di spegnersi definitivamente.
I pochi amici rimasti si vedono di rado, vederli fa soltanto peggiorare le cose: dopo si starà peggio. Ma non vederli farebbe stare ancora più male. Vecchi amici rispuntano quando hanno bisogno di aiuto, quindi svaniscono nuovamente nel nulla.
E il morale cola a picco, si immerge rapidamente nel letto dell'oceano. Pur con la certezza che il fondo è ancora lontano. Il futuro è rarefatto in una nuvola di dubbi.
Che fare?
La risposta si occulta, beffarda, giusto oltre il limite del cosciente. E potrebbe non piacermi affatto.
La domanda permane: che fare?
stai manzo che un giorno il muro crolla da solo e dietro c'e' un giardino.. devi solo resistere e prepararti all'evento con la pazienza del samurai che sotto la cascata attende continuando nel frattempo a temprarsi, al fortuna tua e' che la cascata forse non cessa ma la mala sorte si! in bocca al lupo
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