Valentina Scarfivi, psicologa all'IRPPI (Istituto Romano di
Psicoterapia Integrata), si occupa in particolare di ragazzi
adolescenti. Con lei abbiamo parlato di comportamenti aggressivi e
delle cause che portano all'uso dei violenza fisica, psicologica e
verbale, tra i ragazzi. La dottoressa ci ha spiegato il fenomeno,
facendoci capire come, quando e perché nascono questi
atteggiamenti.
Esiste, psicologicamente, una tipologia di
carattere/personalità più soggetta a essere
vittima di violenza?
Sicuramente sì, perché il carattere si forma
nell'infanzia, nella relazione con le figure di attaccamento. Ognuno
nasce con dei tratti temperamentali caratteristici che vanno a formarsi
nel carattere che, a sua volta, si forma nell'interazione con le figure
di attaccamento. Le persone più sensibili e dipendenti
possono essere più facilmente assoggettate a persone
più aggressive che cercano di dominarle.
Come nasce il comportamento da “bullo”?
Generalmente accade che i comportamenti vissuti in famiglia vengano
riproposti nella relazione con i coetanei. Di solito il comportamento
avviene per due meccanismi: quello dell'apprendimento e della rivalsa.
Per esempio, il bambino che in famiglia assiste a scene di violenza,
per identificazione e apprendimento tende a riportare questo
comportamento in classe o nel suo ambiente. Mentre, un bambino che
può aver vissuto sulla sua pelle la violenza, può
essere predisposto a subirla anche fuori dal nucleo familiare. In
genere però, il violento va a ricercare il ragazzo
più debole, la cosiddetta vittima designata.
Il violento però non viene solo da famiglie in cui
c'è violenza o disagio?
Certo. Dobbiamo partire dal presupposto che l'aggressività
fa parte della natura umana, ma si deve imparare a controllarla e a
contenerla. Azioni che vanno fatte dall'infanzia perché il
fenomeno della violenza va visto sin da quando il bambino è
piccolo. L'aggressività tra i ragazzi c'è sempre
stata, però oggi il fenomeno è in aumento
perché la società si è trasformata e
si sottovaluta l'effetto che i media hanno sul bambino che viene
lasciato indiscriminatamente davanti alla ricezione di messaggi
continui senza una bussola per orientarsi.
Come la società influisce sui comportamenti?
Gli input che possono determinare comportamenti violenti arrivano dalla
primissima età, già a tre anni si possono
ricevere stimoli che possono veicolare comportamenti aggressivi. Non si
diventa violenti o bulli all'improvviso. Si dovrebbe intervenire, al
momento giusto, cercando di direzionare i ragazzi sin dall'infanzia.
Spesso si sente parlare di “branco”: il
gruppo fa la differenza?
Assolutamente. Il gruppo è importantissimo, soprattutto per
i ragazzi delle superiori che sono in fase adolescenziale. Questo
è un periodo delicatissimo perché i ragazzi si
trovano ad affrontare cambiamenti fisici, psicologici e
sessuali. Inoltre, l'adolescenza si caratterizza anche per la
necessità di svincolarsi dalle figure dell'attaccamento.
Quindi, nel gruppo si ricerca quell'identità che molti
ragazzi hanno difficoltà a trovare da soli. Il gruppo
è fondamentale perché all'interno ci si sente
forti, da un lato è gratificante, ci si sente accomunati e
protetti dai comportamenti condivisi e, dall'altro verso,
può diventare un contenitore di violenza.
Il gruppo è la causa quindi?
Il gruppo di per sé non è sbagliato,
però si devono valutare quali sono gli elementi che
accomunano il gruppo.
Quali sono i motivi che portano a discriminare una persona
rispetto a un'altra?
Non essere accomunati dalle regole del gruppo. Se nel gruppo si fuma,
il ragazzo o la ragazza non fumatore sarà discriminato, la
stessa cosa è valida per il bere, ma anche lo shopping o il
sesso. Chi non segue i modi di fare del gruppo è escluso.
Perché l'uso della violenza?
Dobbiamo ricordarci il contesto in cui si vive e, inoltre, la
società di oggi manda dei messaggi in cui la violenza serve
per primeggiare, per dominare, per avere successo.
Colpa dei messaggi dei media quindi?
Un esempio, per rispondere, lo possiamo trovare anche nello sport.
Pochi anni fa, quasi tutti i giovani impazzivano per il wrestling che
veniva trasmesso in televisione e quello non è altro che
violenza senza regole. Non è così, ad esempio,
nel pugilato, che è comunque uno sport in cui si combatte,
ma le regole ci sono e c'è un grande rispetto per
l'avversario. Mostrare un combattimento senza regole è solo
un esempio uno dei tanti messaggi che i ragazzi ricevono, quando invece
si dovrebbero mandare messaggi in cui l'altro sia importante e si
educhi al rispetto. Ovviamente i fattori sono molti, si tratta di una
concatenazione di elementi che portano a far nascere atteggiamenti
aggressivi. Il comportamento violento nasconde un messaggio che i
genitori devono essere in grado di leggere. Il ragazzo aggressivo non
è meno problematico di quello che la violenza la subisce.
I genitori cosa possono fare?
Essere presenti il più possibile. Una mente in crescita va
seguita e indirizzata. Spesso, ripeto, alla base degli episodi
più gravi c'è un disagio familiare e quello che
non si dice è che il “bullo” prima di
essere carnefice è stato vittima. Probabilmente vittima di
aggressività che non è solo fisica ma, nella
maggior parte dei casi, verbale e psicologica.
Internet, la tecnologia e i network incoraggiano la violenza?
Proprio perché è molto importante il fenomeno
dell'emulazione e dell'imitazione, questi mezzi incoraggiano gli
atteggiamenti aggressivi e violenti. Trovare su Internet video di
ragazze che si spogliano in classe, che si lasciano palpare o di
ragazzi che si picchiano e offendono ci mostra quali sono i contesti in
cui i giovani vivono e che assorbono.
Perché il ragazzo che commette la
“bravata”, o peggio, la rende visibile online,
rischiando di essere scoperto?
Perché in quel modo, il ragazzo sfida l'autorità.
Ricordiamoci che il fenomeno riguarda prevalentemente gli adolescenti e
in quell'età si pone in discussione e si va contro
l'autorità. Si cerca di tagliare il cordone ombelicale con
la famiglia, quindi tutto ciò che è autoritario
viene sfidato anche per dimostrare la propria forza e, soprattutto, si
agisce senza pensare alle conseguenze.
Dalle superiori all'Università cosa cambia,
perché la violenza diminuisce?
Innanzitutto perché si esce dall'adolescenza, c'è
più stabilità, quel che prima era nebbia ora
dovrebbe essere più nitido. Andare all'Università
significa anche imparare a gestirsi autonomamente, si ha meno bisogno
del gruppo perché, salvo eccezioni, l'individuo ha acquisito
la sua identità.
Lo sapevate che...
-Lo sapevate che gli israeliani non-ebrei non possono
comprare o affittare terra nell'entità sionista?
-Lo sapevate che, nonostante la sua recentissima fondazione, (1948) è il Paese che ha collezionato il maggior numero di risoluzioni di condanna dell'ONU?
-Lo sapevate che nega sistematicamente il diritto di voto alla maggioranza palestinese, che altrimenti eleggerebbe il proprio Governo?
-Lo sapevate che ammette legalmente la tortura come metodo poliziesco e di coercizione, passando inosservato agli occhi di Amnesty International?
-Lo sapevate che è stato condannato da una risoluzione dell'ONU del 1974 che definiva il sionismo come ideologia razzista?
- Lo sapevate che le targhe palestinesi sono di colore
diverso per distinguere gli ebrei dai non-ebrei?
- Lo sapevate che Israele assegna l'85% dell' acqua agli
ebrei ed il 15% restante è diviso fra tutti i
Palestinesi nei territori? Per esempio ad Hebron,
l'85% dell'acqua è convogliato a circa 400 coloni,
mentre il 15% deve essere diviso 120.000 Palestinesi?
-Lo sapevate che occupa impropriamente ampi territori fregandosene dei continui avvertimenti da parte della Comunità Internazionale?
- Lo sapevate che gli Stati Uniti danno ai sionisti 5
miliardi di dollari di aiuti ogni anno?
- Lo sapevate che gli aiuti che annualmente gli Stati
Uniti concedono ad Israele sono maggiori di quelli che
gli Stati Uniti assegnano all’intero continente africano?
- Lo sapevate che Israele è l'unico paese del MedioOriente che ha armi nucleari?
- Lo sapevate che Israele è l' unico paese del Medio
Oriente che rifiuta di firmare il trattato di nonproliferazione nucleare?
- Lo sapevate che Israele attualmente occupa i territori
di una nazione sovrana (la Siria) sfidando
impunemente le risoluzioni del Consiglio di sicurezzadelle Nazioni Unite?
- Lo sapevate che Israele ha ordinato l’assassinio dei
suoi nemici politici in altri paesi (le famose 'operazioni chirurgiche'...)?
- Lo sapevate che gli ufficiali dell’Alto Comando delle
forze israeliane hanno ammesso pubblicamente di giustiziare i prigionieri di guerra disarmati?
- Lo sapevate che Israele rifiuta di perseguire i
soldati che hanno riconosciuto ed ammesso l'esecuzione dei prigionieri di guerra?
- Lo sapevate che Israele confisca ordinariamente i
depositi bancari, i commerci e la terra e rifiuta di
pagare le compensazione a coloro che le subiscono?
- Lo sapevate che Israele si oppone o ignora 69
risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite?
- Lo sapevate che l' odierno Israele si estende su di un
territorio sul quale esistevano oltre 400 villaggi palestinesi ora scomparsi?
- Lo sapevate che i quattro primi ministri dell' Israele
(Begin, Shamir, Rabin e Sharon) hanno partecipato ad
azioni terroristiche o altri attacchi contro civili, a
massacri di donne e bambini, ad espulsioni forzate dei civili dai loro villaggi?
- Lo sapevate che il ministero degli esteri israeliano
paga due ditte americane di pubbliche relazioni per
promuovere Israele agli Americani?
- Lo sapevate che il governo di coalizione di Sharon
include un partito xenofobo - Molodet -che sostiene
l’espulsione di tutti i Palestinesi dai territori occupati?
- Lo sapevate che gli insediamenti illegali sono
aumentati durante gli otto anni trascorsi dagli accordi di Oslo?
- Lo sapevate che la costruzione di nuove colonie è più
che raddoppiata durante il governo del 'moderato'
Barak rispetto al tempo dell''estremista' Netanyahu?
- Lo sapevate che Israele ha dedicato un
francobollo ad un uomo che ha attaccato un bus civile
uccidendo diverse persone ed ha dedicato un monumento ad un fanatico colono - Baruch Goldestein - che nel 1996 uccise senza motivo più di 30 musulmani in preghiera?
- Lo sapevate che Israele è l'unico paese al mondo in
cui la tortura verso i prigionieri e detenuti è legale?
- Lo sapevate che i rifugiati palestinesi compongono
maggior parte della popolazione di rifugiati del mondo?