Risponde la Dott.ssa Anna Zanon

Buonasera Dott.ssa Zanon,
mi chiamo Valentina e ho 28 anni.
Sono una ragazza normale, ero una persona
serena e soddisfatta della vita. Cinque mesi fa, purtroppo, la mia
Mamma se ne è andata, dopo una malattia. Io sapevo
tutto, ma ho sperato fino all'ultimo per lei. Lei era la mia
forza, il mio punto di riferimento, lo scoglio su cui
puntualmente approdavo nei miei piccoli e grandi momenti di
difficolta'. Lei era tutto per me. Ora mi sento spaesata, senza passato
ne' futuro.
Non so cosa fare, quali decisioni prendere. Premetto che ho un
fidanzato stupendo, e che il 1 giugno diventera' mio marito
ed il mio papa' fa tutto quanto è possibile per
aiutarmi. Ma io mi sento in colpa, per tutto, e nei confronti di tutti,
mi sento inutile, improduttiva...un peso.
Sono laureata da due anni in giurisprudenza, ho
terminato la pratica notarile e a marzo terminerò quella
legale. Quasi sicuramente quest'anno ci sara' sia il concorso per
avvocato che per notaio ma io non ho piu' quell'entusiasmo di un anno
fa quando avevo ancora mia madre, i miei progetti, il mio lavoro. Il
15 giugno ho perso anche il lavoro, il 15 agosto mia madre;
eventi neanche minimamente paragonabili, ma che hanno fatto di me una
persona alla deriva. Ora mi faccio trasportare dagli avvenimenti, senza
provare a pilotarli e vorrei solo sapere se è normale questa
incertezza e questo senso di fallimento nell'ambito lavorativo, o se
è sintomo di depressione.
So che non è facile desumerlo da queste poche righe, ma se
vorra' darmi un consiglio gliene saro' grata.
La risposta
Ciao,
devo confessare che non è facile per me trovare le
parole giuste per risponderti .
Perdere una persona cara
è una delle esperienze più dolorose e traumatiche
che possano capitare nella vita.
Non si è mai preparati ad un dolore così grande
ma quando la perdita è improvvisa e riguarda una persona
giovane che avrebbe avuto tutta la vita davanti, diventa veramente
difficile comprendere e accettare una simile tragedia.
Quando muore qualcuno a cui vogliamo bene, muore anche una
parte di noi stessi: dopo un evento così
terribile la vita non può più essere la stessa
come tu non puoi più essere la stessa ragazza di
prima.
Ma anche se il dolore per la scomparsa prematura di
tua madre resterà sempre nel tuo cuore, è
possibile trovare un equilibrio, anche se diverso da quello che avevi
prima e riconquistare la serenità e la gioia di
vivere.
Anzi,
a volte sono proprio le esperienze più
dolorose che ci obbligano a tirare fuori il meglio di noi e
vivere ed amare ancora di più e più intensamente,
proprio perché si è consapevoli della
caducità della vita. Infatti, quando non si dà
più per scontato niente, ogni incontro e ogni momento
diventa prezioso e unico.
Perdonami se ti dico questo ma leggendo la tua lettera,
ho
avuto la sensazione che da quel giorno terribile in cui tua
madre è mancata, si sia spenta in te la speranza e
la voglia di vivere. Forse, inconsciamente, non ti concedi
più il permesso di crescere, di fare progetti per il futuro,
di amare e di essere felice.
E’ quasi come se una parte di te sentisse di non avere il
diritto di vivere pienamente, dal momento che tua madre non
c’è più.
A volte, capita che
si voglia così bene alla persona che se ne è
andata che si vorrebbe essere morti al suo posto, e ci si
sente in colpa perché si è ancora vivi e in buona
salute.
Non ci si concede più nessuna cosa bella perché
gioire
della vita non sembra giusto, visto che chi amiamo non
c’è più e non può essere
godere delle stesse cose. La depressione è uno stato
psicologico spesso paragonato alla morte : chi è depresso
non può vivere nel senso più pieno del termine,
ma solo esistere.
Io credo che
il tuo stato depressivo attuale potrebbe
rappresentare per te un modo per sentirti vicina a tua madre,
condividendo la sua sofferenza.
Ma, nonostante il dramma che stai vivendo, io sento che in te
è sta iniziando quel processo psicologico che ti
permetterà di ritrovare la serenità perduta.
Anche i viaggi più lunghi cominciano con il primo passo e
nel tuo caso hai fatto il primo passo, quando hai deciso di chiedere
aiuto, scrivendo questa lettera.
Ora, devi lasciarti aiutare, iniziando una terapia psicologica
con un terapeuta esperto nelle problematiche legate al lutto.
Un altro strumento che ti potrebbe aiutare nell’elaborazione
della perdita che hai subito è l’auto-aiuto. In
molte città esistono dei gruppi di auto aiuto pensati per
persone che hanno perso un familiare. I gruppi di
auto aiuto non sostituiscono la terapia psicologica, ma costituiscono
un valido complemento.
Ti saluto con affetto..
Anna Zanon
25 anni di lutto
Io ho perso mio papà a 8 anni e ne ho 33 e devo ancora elaborare il lutto.
Ad ogni insuccesso vorrei che fosse vicino a me per consolarmi, alle volte penso sia ancora vivo da qualche parte nel mondo, per tanto tempo lo sognavo vivo.
Non ho partecipato al funerale e lui è morto all'improvviso lasciando mia mamma vedoava giovane e noi tre fratelli orfani...la cosa peggiore è che mentre io vorrei parlarne di questa cosa qui con la mia famiglia loro si sono chiusi in se stessi.
E io non riesco a costruirmi una vita serena con il mio compagno, vivo sempre con la paura di perderlo, vivo con la paura del rifiuto e del senso di colpa e non so davvero da che parte prendere...
il mio dolce papa'
sono passati 15 mesi dalla morte del mio papà ma nel mio cuore e tutti i giorni sembrano pessati 15 minuti.....non riesco ha toglermi dalla mente la sua sofferenza e la cosa che piu' mi fa soffrire e lo stato di impotenza per non aver potuto fare niente per lui..una parte di me e morta con lui e non saro' piu la stessa persona di prima.Non so come faro' ad elaborare il mio lutto spero di riuscirci perche' cosi non vivo piu'.TI AMO PAPI....
R: il mio dolce papa'
il mio papà è morto da 2 mesi questa è l unica differenza....
è pazzesco ma leggendo il tuo post mi è sembrato di leggere nei miei pensieri e nel mio cuore....................................
esperienza
ho perso mia madre a 6 anni. e ora, dopo 20 anni, comincio ad elaborarlo con sofferenze enormi. quanto male si può fare ad un bambino non volendolo.
parlate ai bambini della morte, state loro vicini, aiutateli, non fateli sentire soli, e non fate della sofferenza un tabù. ne va della loro intera vita futura. lo sto vivendo sulla mia pelle.
per la psicologa
psicologa una domanda se può rispondermi: perchè si parla tanto della morte dei genitori e dell'impatto con ciò e nessuno parla mai o ha mai scritto niente(se si cosa) sulla morte del proprio psicologo, che voglio dire, quando è il tuo angelo custode per molti anni, diventa forse anche più di un genitore per un ragazzo, ha una valenza pazzesca?
Re: per la psicologa
Quello che dici è vero in parte, ma i genitori sono i genitori (te lo dice uno che li ha persi entrambi, nell'arco di otto mesi, ed improvvisante e abbastanza giovani), non c'è proprio paragone con lo psicologo che offre un servizio,ti aiuta, è diposto ad ascoltarti ma è io suo lavoro, mentre i genitori ti amano e li ami incondizionatamente e disinteressatamente (almeno dovrebbe essere così). Se ciò non cadde, non chiederti perchè non si parli mai della morte dello psicologo che ti segue da anni, ma chiediti perchè paragoni la morte dei genitori a quella dello psicologo.
> psicologa una domanda se può rispondermi: perchè si
> parla tanto della morte dei genitori e dell'impatto
> con ciò e nessuno parla mai o ha mai scritto
> niente(se si cosa) sulla morte del proprio
> psicologo, che voglio dire, quando è il tuo angelo
> custode per molti anni, diventa forse anche più di
> un genitore per un ragazzo, ha una valenza pazzesca?
...
ecco..rileggendo le tue parole mi sono rivista in te...
ho perso mia madre circa 5 anni fà..ne avevo solo 16..precedudi da 2 anni d malattia..l'ho vista andar via poco a poco..ho sperato fino all'ultimo proprio come te..mi sono guduta gl'ultimi giorni con lei..senza pensare all'inferno che mi avrebbe aspettato dopo..
ora mi ritrovo qui a commuvermi per le tue parole..e a capre che nn aver smaltito nemmeno un pò d quella brutta esperienza..ho capito solo da poco d aver realmente bisogno d un aiuto..per anni ho fatto finta d nulla..cercando d dimnticare i bruttissimi giorni passati..e provando a ricominciare una vita quantomeno serena..ma dopo 5 anni mi trovo mi accorgo che è tutto inutile..
t consiglio vivamente d intervenire al più presto..d volerti bene! d nn trascurarti.d stare vicino alle persone che t amano e che come te si trovano costrette ad affrontare questa brutta esperienza..
io tutte queste cose nn le ho fatte!..e ho capito solo ora quanto ho sbagliato..
continuerei a scrivere per ore e ore..ma direi che può bastare ^^
t auguro una vita serena..(forse quella serenità che tanto t piaceva l'hai assaporata solo per poco tempo..)
ma porta con te il ricordo d quei giorni speciali..
e nn smettere mai d farti sorprendere dalla vita!
un bacio.
grazie
grazie Margherita... di cuore...
anche per il tuo augurio, ne ho tanto bisogno....
Io vorrei provare a ricominciare da sola, ma non so se riuscirò ad essere così forte.
Ma voglio provarci...
Un abbraccio forte... e vivi bene.
Re: grazie
io ho provato a farlo da sola..sicuramente sono diventata più forte..più autonoma e indipendente..ma allos tesso tempo mi sento piccola e insicura in qualunque cosa..ti consiglio davvero t farti aiutare..senza tenere tutto dentro..come ho fatto io per anni..