
Intanto gli anni passano e la tua vita rimane quella di sempre: abiti con i tuoi genitori dai quali dipendi economicamente, fai qualche lavoretto giusto per pagarti i tuoi sfizi, magari provi a dare qualche esame all'università (senza troppa convinzione). E intanto sogni che un giorno succederà qualcosa, la tua situazione si sbloccherà e il mondo capirà finalmente quello che vali?
Se ti sei riconosciuto in questo ritratto, sei in buona compagnia: a causa dei cambiamenti sociali e della precarietà del mondo del lavoro, questa condizione riguarda un numero crescente di giovani.
Giovani che sono anagraficamente adulti ma che vivono in una prolungata condizione di adolescenza con tutti i vantaggi e svantaggi che questo comporta.
Eterni Adolescenti .
Alcune persone hanno per la loro vita dei desideri e delle mete ambiziose, ma non si limitano a sognare. Sanno che realizzare i propri sogni non richiede solo coraggio, talento, creatività e una buona dose di fortuna: sanno che per ottenere quello che vogliono dovranno pagare un prezzo e sono disposti a farlo. Sono consapevoli, infatti, che per realizzare le proprie aspirazioni bisogna avere autodisciplina, spirito di sacrificio, capacità di perseverare quando le cose si fanno difficili , oltre che una buona capacità di pianificazione.
Tutte qualità che nel eterno adolescente sono scarsamente sviluppate. Quando l'eterno adolescente sogna qualcosa, vede solo i lati positivi del suo progetto: per esempio, se desidera aprire un attività in proprio, immagina di essere più libero rispetto ad un lavoratore dipendente, di guadagnare di più, e di poter avere un maggiore prestigio sociale. Mentre, non riesce a valutare che il suo progetto richiede un impegno molto maggiore rispetto ad un normale lavoro, ritmi lavorativi più duri, e quindi per qualche anno meno libertà e meno guadagni.
Spesso, nei progetti "dell'adolescente cronico" c'è un elemento di fuga dalla realtà : si privilegiano certe carriere ( per esempio, carriere artistiche o nel mondo dello spettacolo) , non tanto per amore dell'arte, ma quanto per un desiderio di distinguersi dalla massa e di scegliere un ambito lavorativo in cui non valgono le solite regole di un normale lavoro. Si è attratti da un certo tipo di carriera perché si immagina che si sarà esonerati dalle regole, dall'obbligo di essere puntuali, di vestirsi in un certo modo, di fare la gavetta, di obbedire agli ordini di un capo. In altre parole, si sogna di poter fare quello che si vuole, come lo si vuole e , nel migliore dei casi,di ottenere in breve tempo, grandi soddisfazioni e facili guadagni.
Ma quando il sogno si scontra con i limiti della realtà e ci accorge che le cose non sono così facili e piacevoli come si riteneva dovessero essere, si abbandona il progetto e si riparte verso un altro sogno.
Perché non riesco a capire quello che voglio?
In questo paragrafo, esporrò brevemente alcune cause psicologiche e sociologiche che possono essere alla base di un adolescenza prolungata. Ovviamente, si tratta di un tema complesso che non è possibile affrontare in modo esauriente in un articoletto. Ricordo anche che il disagio psicologico ha molte cause che dipendono dalla storia individuale e quindi non è sempre possibile generalizzare..
La paura di prendere la decisione sbagliata..
Rispetto ad un tempo, la nostra società ci offre molteplici possibilità di autorealizzazione personale : possiamo decidere dove abitare, che cosa studiare, che lavoro fare, se sposarsi, se avere dei figli, quanti figli avere e quando.
Ma allo stesso tempo, questa pluralità di scelte può generare ansia : diventa difficile capire fra le molte alternative possibili qual è la più adatta a noi.
Molte persone faticano a prendere una direzione nella vita perché sanno che scegliere una strada vuol dire rinunciare ad un altra e hanno paura di perdersi qualcosa di bello o di non aver fatto la scelta migliore possibile. Questo atteggiamento è particolarmente evidente nelle persone che passano da una relazione sentimentale all'altra: si chiedono se devono cercare di costruire qualcosa con l'attuale partner o cercare un partner migliore.
Molte persone non fanno delle scelte ben precise né in campo sentimentale né in campo lavorativo perché desiderano inconsciamente lasciarsi tutte le porte aperte, sia per paura di fare la scelta sbagliata sia per avere una via di fuga nel caso la situazione diventasse difficile o noiosa.
L'incapacità di fare i conti con i propri limiti.
La difficoltà di fare delle scelte definitive sia in campo professionale che in campo sentimentale si basa sull' incapacità di tollerare i limiti.
Un atteggiamento psicologico diffuso nella nostra società: una società dominata dal mito che ciascuno sia l'artefice del suo destino e che se una persona si impegna abbastanza, può raggiungere nella vita qualsiasi traguardo si sia prefissato , non importa quanto ambizioso possa essere.
Sin da bambini, ci viene comunicato il messaggio che se lo vogliamo veramente, possiamo diventare quello che desideriamo : il presidente della repubblica, un personaggio dello spettacolo ricco e famoso, un calciatore della serie a, lo scopritore del vaccino contro il cancro, una donna bellissima ed eternamente giovane.
Ad una persona giovane, la vita sembra offrire illimitate possibilità. Ma questo ventaglio di scelte è più teorico che reale: di fatto l'università è diventata una fabbrica di disoccupati, il mondo del lavoro è sempre più esigente e competitivo, emergere è sempre più difficile.
Molte persone scelgono delle carriere impegnative, facendo i conti più con i loro desideri che con le possibilità del mondo del lavoro e con le loro reali capacità personali.
Questo tipo di persona si orienta verso professioni straordinarie con capacità solo ordinarie. In alcuni casi ci può essere anche il talento, quello che manca è l'autodisciplina, la capacità di perseverare quando le cose sono difficili, la capacità di sacrificarsi per ottenere i propri obiettivi.
Ma soprattutto manca la capacità di mediare fra le propri desideri che vengono considerati prioritari e la realtà.
La paura di fallire
Chi si pone degli obiettivi troppo ambiziosi rispetto alle sue reali capacità e chi invece vive alla giornata, non ponendosi nessun obiettivo sono spesso accomunati dalla paura del fallimento. Chi punta troppo in alto, può avere la scusa di non esserci riuscito: dopotutto quanti riescono a diventare veline, calciatori, personaggi dello spettacolo, scrittori di successo, magistrati? Chi invece non riesce a capire quello che vuole e quindi non intraprende nessuna iniziativa, evita il pericolo di poter fallire. Dopotutto, è meglio pensare di non aver avuto il coraggio di fare quello che si voleva, che averlo avuto e scoprire che le proprie capacità non sono così grandi come quelle che si pensava di avere.
A volte, passare da un progetto ad un altro, non portandone a termine nessuno ( e quindi fallendo nella vita) può essere un modo inconscio di ribellarsi alle aspettative eccessive di un genitore.
Come trovare la propria strada nella vita.
Non è facile uscire da uno stato di immobilismo. Molte persone rimandano delle scelte nel timore di sbagliare, ma non si rendono conto che non scegliere significa già fare una scelta. Il nostro futuro è quello che ci costruiamo con le scelte che facciamo tutti i giorni. Detto in altre parole: se hai superato i 30 anni, vivi con i tuoi genitori, non hai mai avuto un esperienza lavorativa significativa, ma ti accontenti di lavoretti senza sforzarti seriamente di raggiungere l'indipendenza economica, il tuo futuro rischia di essere difficile.
Se hai 34-35 anni, nessuna esperienza lavorativa decente, nessun legame sentimentale importante e nessuna idea di che cosa fare della tua vita, potresti aver bisogno di aiuto professionale per uscire dalla tua situazione. Nel prossimo paragrafo troverai alcuni consigli utili.
Prendi la responsabilità della tua vita.
Molte persone che non riescono a trovare la propria strada nella vita, hanno un atteggiamento un po' fatalista nei confronti della loro esistenza: sentono che un giorno, all'improvviso, tutto cambierà e finalmente avranno il successo che meritano. Intanto vivacchiano, sognando il giorno in cui le loro sorti si ribalteranno. Ma nella vita le cose bisogna conquistarsele giorno per giorno. E quello che sarà il nostro domani , lo costruiamo oggi con le nostre scelte. In altre parole, se vuoi che i tuoi sogni si realizzino: datti da fare!
Traduci i tuoi sogni in progetti .
Ti senti soffocare al pensiero di trascorrere tutta la tua vita in un ufficio? Il tuo sogno è quello di diventare un cantante rock, uno scrittore o qualunque altra cosa ? E sei sicuro che nella vita vuoi fare proprio quello? Allora, non limitarti a sognarlo: cerca di tradurre il tuo sogno in un progetto.
Chiediti: che abilità ci vogliono per raggiungere il mio obiettivo? Quali abilità possiedo già e quali invece dovrei migliorare o acquisire ex-novo? Che passi devo fare per diventare un cantante (es, suonare nei locali, dare dei concerti gratuiti, fare pubblicità su un sito, far sentire un CD ad un impresario, ecc)?
E' importante stendere un progetto nel modo più concreto e dettagliato possibile: contemplando costi, passi da fare e scadenze. E' di fondamentale importanza darsi una data di scadenza entro la quale sfondare e se non ci si riesce entro il termine prefissato, ripiegare su qualcosa di più concreto.
Se tutti i tuoi tentativi non hanno avuto successo, devi avere il coraggio di ammettere che forse hai scelto una strada troppo difficile o comunque non adatta a te.
Fai progetti a lunga scadenza
L'eterno adolescente vive alla giornata, senza pensare al futuro , in armonia con una società caratterizzata da una sempre maggiore instabilità. Non sapendo che cosa fare della sua vita, si lascia trasportare dalla corrente: è iscritto all' università , ma dà solo uno o due esami all'anno, fa qualche lavoretto, tenta fiaccamente di fondare nel mondo dello spettacolo o della musica. Purtroppo, però, gli anni passano ed è facile ritrovarsi a 30 anni senza aver concluso niente, con tutte le conseguenze che questo comporta.
Sii realistico
La vita non offre illimitate opportunità: ci sono vincoli temporali, economici, legati al mondo del lavoro, di cui tener conto. Molte persone rifiutano un lavoro perché non perfettamente è in linea con le loro aspettative ( per esempio, è lontano da casa) o ambiscono a carriere che con il loro curriculum vitae potranno difficilmente ottenere. Tutto bene se una persona ha molte opportunità professionali fra cui scegliere, ma in caso contrario, bisogna imparare ad accontentarsi, cercando però, di migliorare la propria posizione. E'importante avere un lavoro che ti piaccia, ma è ancora più importante avere un lavoro che ti consenta di mantenerti !
Non aspettare di sentirti pronto per prenderti le tue responsabilità
Alcune persone non hanno la minima idea di che cosa fare della loro vita. E così rimandano nell'attesa di avere una specie di illuminazione che consenta loro di capire quale strada intraprendere. Mentre alcuni individui sanno sin da bambini che cosa vogliono fare nella loro vita, altri lo scoprono strada facendo. In altre parole, capirai meglio quali sono le tue attitudini e qual è il lavoro più adatto a te, mettendoti alla prova piuttosto che rinchiudendoti nella tua camera a pensare. Questo può voler dire accettare un lavoro che ti piaccia abbastanza, anche se non sei sicuro che sia la tua vocazione. E se vieni da un lungo periodo di inattività, in alcuni casi, accettare un lavoro qualsiasi può essere un modo per rientrare nel mercato del lavoro.
Vera aspirazione o desiderio di fuggire dalla realtà?
Chiediti se nel tuo desiderio di intraprendere certe strade, la tua motivazione principale non sia quella sfuggire alla tua situazione attuale. Non sempre incominciare da capo, buttandosi in un progetto completamente diverso, è la soluzione migliore : a volte, si trova la propria strada nella vita, cercando la continuità e imparando a valorizzare le abilità apprese in passato. Inoltre, un progetto, pur essendo buono, può non essere adatto alla fase della vita che si sta vivendo. Mettiamo il caso, per esempio, di una ragazza di 30 anni, laureata e disoccupata che voglia prendersi una seconda laurea. In questo caso, anche se lo studio è la sua passione , iscriversi di nuovo all'università, non è una buona idee perché si troverebbe a 35 anni con due lauree ma nessuna esperienza spendibile nel mondo del lavoro.
sfogo di chi nonostante si dia da fare è ancora disoccupata...e ha un mutuo da pagare, spese varie, sogni di attività in proprio,idee chiare su quello che vuol fare... eppure si ritrova sempre circondata da aziende che tirano pacchi. aziende i cui imprenditori hanno un QI compreso tra quello di un'ameba e quello di un coleottero, a questa triste conclusione sono arrivata, e che mi meraviglio anche che con queste eccelse capacità ed eccelsa apertura mentale abbiano fatto strada nella vita. sono anche in psicoterapia...
Ho seguito corsi professionali investendo tempo e denaro, non ho mai smesso di studiare, il campo della ristorazione è un campo "umile" eppure anche su di esso sto facendomi una cultura,mi sono reinventata da zero e nn ho mai avanzato pretese assurde....eppure vengo sempre tenuta in sospeso, trattata come un burattino e come un'idiota,senza il minimo rispetto. Ho inventiva, idee carine, intraprendenza che evidentemente solo le 4 mura di casa mia conoscono.
Queste sono le perle di questi mesi, le più eclatanti, che poi ce ne sarebbero per così:
1) colloquio per una pizzeria. sul cv ovviamente si capisce che mi sono reinventata da zero, sono 6 anni, da quand'ero ragazzina col ciucciotto in bocca che vivo per mia scelta a 1100 km da casa a pensare a studiare (all'epoca ci credevo,poi ho preferito il lavoro) e a sognare di rendermi indipendente invece di farmi di roba pesante e ubriacarmi ogni santo giorno, ho seguito corsi di abilitazione, ho avuto l'umiltà e la maturità di lasciare gli studi quando ho capito che nn erano per me ed erano solo una spesa enorme x la famiglia, ho imparato a usare attrezzature ecc... mi sono anche presa la briga di leggere il loro sito internet e informarmi sulla loro azienda... eppure invece di chiedermi "sai lavorare?" mi si chiede "lei è coniugata?" Io dico di no, ma ingenuamente dico che sono convivente.... e allora "che lavoro fa il convivente?" ingenuamente dico la verità, cioè architetto. Allora ciao per sempre, o meglio, "ci sentiamo nell'arco di un paio di gg" chiamo e alla chiamata hanno già trovato. AVVISARE NO EH? inoltre certo, architetto=3000 al mese,quando il mio compagno pur laureato ne prende 1400, come un operaio specializzato. e poi scusa, donna che convive=partorisce domani? sta a casa? Non ha manco diritto a un lavoro e a una pensione? cioè roba che l'afghanistan a confronto è la svezia. se fossi sterile? ma proseguiamo
2) vengo contattata per e mail da un posto e vado a fare il colloquio. ovviamente dò disponibilità immediata, mi rispondono che la mia figura è interessante e inventano la scusa puerile che stanno valutando altri candidati. Infatti 1 settimana più tardi li contatto e mi dicono che hanno già gente in prova. Fin qui ci può stare. Poi circa 2 giorni dopo ricevo di nuovo una mail da loro e naturalmente chiamo per chiedere lumi a riguardo. Prima mi dicono che hanno già gente in prova ciao e arrivederci e poi mi rimandano la mail con cui mi hanno contattata all'inizio?
il "capo" infatti mi spiega che aveva ricontattato tutti perchè aveva conservato in memoria gli indirizzi mail ma aveva perso la borsa contenente i CV (bravo lo stordito!) e voleva gli rimandassimo i ns dati. Mi aveva anche fissato un appuntamento per il giorno dopo in modo che gli rilasciassi tutto l'ambaradan. Il giorno dopo non si fa trovare, lo chiamo la risposta è: "sono malato, ci sentiamo la prox settimana!".
SONO MALATO?tesoro mio,avrai 60 anni e queste scuse manco in terza elementare quando dimenticavo i quaderni a casa le inventavo. infatti poi nn si è più fatto sentire.
3) ricevo tramite la gastrounion (che è intermediaria in 1 certo senso e nn ne può nulla) un'offerta di lavoro in un locale in germania gestito da un italiano. ovviamente prendo subito contatti con questo italiano, mi spiega tutto, super disponibile, si offre di prendermi in aeroporto, mi chiede quando potrei venire (e io ovviam gli dò una data), e poi giustamente gli chiedo che livello di tedesco occorra "NON E'NECESSARIO CHISSA' CHE LIVELLO, BASTA SAPER SALUTARE E DIRE BUONGIORNO E BUONASERA" io li so dire, e mi fa pure degli esempi che, salvo poche parole, capisco. Conclude la telefonata dicendo "fammi sapere buone notizie!". Mi dice di aggiungerlo su fb e lo aggiungo, poi però sparisce. Gli scrivo e nn risponde. Lo chiamo e mi dice ti richiamo fra mezz'ora e passano 4h e poi 1 gg nn parla. Apro la casella mail e tramite la gastrounion sto stronz.o scrive che ha annullato la mia richiesta perchè NON SO IL TEDESCO. cioè mi hai presa per il sedere?a me dici una cosa illudendomi e portandomi a rifiutare altre proposte e poi alla gastrounion ne dici un'altra? Che possa impararlo nn esiste? brutto cag.asotto ipocrita di m.erda, se nel frattempo è arrivata tua cugina o tua nipote che ti ha chiesto di lavorare o hai preferito assumere un tedesco x ovvi motivi dillo. bloccato da facebook.
4) 16 aprile, colloquio per 1 ristorante, lo supero, mi fissano una prova x il 9 mag cioè ieri. "Tieniti libera per il 9, ti faccio chiamare" mi si dice, infatti fiduciosa nn cerco altro. Poi però nn chiamano x ulteriori dettagli. Così passo l'8, e parlo faccia a faccia col capo. "Guarda stiamo facendo dei rinvii, xciò non l'ho chiamata, la facciamo chiamare appena possibile". Però caro il mio povero mentecatto tirapacchi, rinvii o non rinvii TE DOVEVI AVVISARE. Ho perso ben 23 fottutissimi giorni di ricerca utile e nel frattempo nn ho nemmeno più l'indennità di disoccupazione e il mutuo non si autopaga....
NO COMMENT
ditemi voi cosa pensate di questo schifo. e anche i consigli sn ben accetti.
> sfogo di chi nonostante si dia da fare è ancora disoccupata...e ha un mutuo da pagare, spese varie, sogni di attività in proprio,idee chiare su quello che vuol fare... eppure si ritrova sempre circondata da aziende che tirano pacchi. aziende i cui imprenditori hanno un QI compreso tra quello di un'ameba e quello di un coleottero, a questa triste conclusione sono arrivata, e che mi meraviglio anche che con queste eccelse capacità ed eccelsa apertura mentale abbiano fatto strada nella vita. sono anche in psicoterapia...
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> Ho seguito corsi professionali investendo tempo e denaro, non ho mai smesso di studiare, il campo della ristorazione è un campo "umile" eppure anche su di esso sto facendomi una cultura,mi sono reinventata da zero e nn ho mai avanzato pretese assurde....eppure vengo sempre tenuta in sospeso, trattata come un burattino e come un'idiota,senza il minimo rispetto. Ho inventiva, idee carine, intraprendenza che evidentemente solo le 4 mura di casa mia conoscono.
> Queste sono le perle di questi mesi, le più eclatanti, che poi ce ne sarebbero per così:
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> 1) colloquio per una pizzeria. sul cv ovviamente si capisce che mi sono reinventata da zero, sono 6 anni, da quand'ero ragazzina col ciucciotto in bocca che vivo per mia scelta a 1100 km da casa a pensare a studiare (all'epoca ci credevo,poi ho preferito il lavoro) e a sognare di rendermi indipendente invece di farmi di roba pesante e ubriacarmi ogni santo giorno, ho seguito corsi di abilitazione, ho avuto l'umiltà e la maturità di lasciare gli studi quando ho capito che nn erano per me ed erano solo una spesa enorme x la famiglia, ho imparato a usare attrezzature ecc... mi sono anche presa la briga di leggere il loro sito internet e informarmi sulla loro azienda... eppure invece di chiedermi "sai lavorare?" mi si chiede "lei è coniugata?" Io dico di no, ma ingenuamente dico che sono convivente.... e allora "che lavoro fa il convivente?" ingenuamente dico la verità, cioè architetto. Allora ciao per sempre, o meglio, "ci sentiamo nell'arco di un paio di gg" chiamo e alla chiamata hanno già trovato. AVVISARE NO EH? inoltre certo, architetto=3000 al mese,quando il mio compagno pur laureato ne prende 1400, come un operaio specializzato. e poi scusa, donna che convive=partorisce domani? sta a casa? Non ha manco diritto a un lavoro e a una pensione? cioè roba che l'afghanistan a confronto è la svezia. se fossi sterile? ma proseguiamo
> 2) vengo contattata per e mail da un posto e vado a fare il colloquio. ovviamente dò disponibilità immediata, mi rispondono che la mia figura è interessante e inventano la scusa puerile che stanno valutando altri candidati. Infatti 1 settimana più tardi li contatto e mi dicono che hanno già gente in prova. Fin qui ci può stare. Poi circa 2 giorni dopo ricevo di nuovo una mail da loro e naturalmente chiamo per chiedere lumi a riguardo. Prima mi dicono che hanno già gente in prova ciao e arrivederci e poi mi rimandano la mail con cui mi hanno contattata all'inizio?
> il "capo" infatti mi spiega che aveva ricontattato tutti perchè aveva conservato in memoria gli indirizzi mail ma aveva perso la borsa contenente i CV (bravo lo stordito!) e voleva gli rimandassimo i ns dati. Mi aveva anche fissato un appuntamento per il giorno dopo in modo che gli rilasciassi tutto l'ambaradan. Il giorno dopo non si fa trovare, lo chiamo la risposta è: "sono malato, ci sentiamo la prox settimana!".
> SONO MALATO?tesoro mio,avrai 60 anni e queste scuse manco in terza elementare quando dimenticavo i quaderni a casa le inventavo. infatti poi nn si è più fatto sentire.
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> 3) ricevo tramite la gastrounion (che è intermediaria in 1 certo senso e nn ne può nulla) un'offerta di lavoro in un locale in germania gestito da un italiano. ovviamente prendo subito contatti con questo italiano, mi spiega tutto, super disponibile, si offre di prendermi in aeroporto, mi chiede quando potrei venire (e io ovviam gli dò una data), e poi giustamente gli chiedo che livello di tedesco occorra "NON E'NECESSARIO CHISSA' CHE LIVELLO, BASTA SAPER SALUTARE E DIRE BUONGIORNO E BUONASERA" io li so dire, e mi fa pure degli esempi che, salvo poche parole, capisco. Conclude la telefonata dicendo "fammi sapere buone notizie!". Mi dice di aggiungerlo su fb e lo aggiungo, poi però sparisce. Gli scrivo e nn risponde. Lo chiamo e mi dice ti richiamo fra mezz'ora e passano 4h e poi 1 gg nn parla. Apro la casella mail e tramite la gastrounion sto stronz.o scrive che ha annullato la mia richiesta perchè NON SO IL TEDESCO. cioè mi hai presa per il sedere?a me dici una cosa illudendomi e portandomi a rifiutare altre proposte e poi alla gastrounion ne dici un'altra? Che possa impararlo nn esiste? brutto cag.asotto ipocrita di m.erda, se nel frattempo è arrivata tua cugina o tua nipote che ti ha chiesto di lavorare o hai preferito assumere un tedesco x ovvi motivi dillo. bloccato da facebook.
> 4) 16 aprile, colloquio per 1 ristorante, lo supero, mi fissano una prova x il 9 mag cioè ieri. "Tieniti libera per il 9, ti faccio chiamare" mi si dice, infatti fiduciosa nn cerco altro. Poi però nn chiamano x ulteriori dettagli. Così passo l'8, e parlo faccia a faccia col capo. "Guarda stiamo facendo dei rinvii, xciò non l'ho chiamata, la facciamo chiamare appena possibile". Però caro il mio povero mentecatto tirapacchi, rinvii o non rinvii TE DOVEVI AVVISARE. Ho perso ben 23 fottutissimi giorni di ricerca utile e nel frattempo nn ho nemmeno più l'indennità di disoccupazione e il mutuo non si autopaga....
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> NO COMMENT
> ditemi voi cosa pensate di questo schifo. e anche i consigli sn ben accetti.
"do senz'accento, + maiuscole e - abbreviazioni...
Ho 27 anni, laureata bene da più di uno in Scienze Politiche, lavoro in una onlus che non mi paga, sogno di fare la giornalista (e l'astronauta e la proprietaria di una pousada in Brasile) , ho paura di cominciare perché mi sento troppo vecchia e continuo a ripetermi che avrei dovuto e potuto fare molto di più prima. Ho un passato un po' burrascoso, all'insegna (ahimè) dello sballo e del facile divertimento, vagamente autolesionistico - o meglio da una fuga da una realtà che non mi piaceva, da un'adolescenza che mi aveva psicologicamente quasi annientato per colpa del mio senso di inadeguatezza, causato anche da grosse cattiverie ricevute - . Durante quegli anni il mi principale risultato (al di la degli studi universitari che sono proseguiti e la cosa ha del miracoloso) è stato iniziare a nutrire un po' di sicurezza ed amore per me stessa. Ci sono riuscita in parte, il mio principale problema, il piacere alle altre persone, è stato ampiamente risolto. Vista da fuori posso sembrare una ragazza carina, dotata di un'intelligenza leggermente superiore alla media, spigliata, etc. In realtà mi porto appresso quel gravoso bagaglio fatto di strascichi di disperazione, timore di non piacere e di non riuscire, che si traduce in una strana fatica tremenda ed apatia nell'agire, ansia nei confronti del resto del mondo e di amici e conoscenti che prendono la loro strada e guardano fiduciosi al futuro, mentre io mi sento un pulcino smarrito che non sa dove andare e cosa fare, che fa sogni di gloria (niente di irrealizzabile, cose che, con molto impegno e il giusto tempismo sarei forse anche riuscita a fare) senza sapere da dove cominciare, che manda curriculum ed application e si trova a scontare l'aver trascurato il dover fare i conti con la realtà gli anni passati, che nutre un insopprimibile fastidio all'idea di dover avere a che fare con dei probabili bastardi (datori di lavoro.. tutti quelli che ho avuto per lavori di poco conto finora sono stati così) tutto il resto della propria vita ma sa di non poter fare a meno di loro. In aggiunta il mio tenore di vita è sempre stato medio-alto e la mia famiglia sempre presente e sempre pronta a tappare i miei buchi, non sono mai stata lasciata da sola con i miei disastri, mi hanno sempre - perdonate la volgarità - parato il culo, e io mi sento inutile e disperata e smetto di fare qualsiasi cosa, e più smetto più mi sento inutile allora mi metto a fare qualcosa e i risultati non vengono mai o le aspettative vengono irrimediabilmente disattese. Sto pensando che l'unico modo di uscire da questo vortice è andarmene un po' all'estero e cercare qualcosa la, in un ambiente nuovo che richieda sforzo e adattamento, ma ho paura anche in questo caso di perdere tempo prezioso (per cosa poi? boh...). Dovrei partire? Lobotomizzarmi? O che?
Ciao, anche io mi sento così e anche io ho 27 anni. Invidio molto chi aveva già le idee chiare, chi ha scelto percorsi di studio e di vita più proficui...la mia esperienza è un pochino diversa ma in generale ti capisco, purtroppo non ho una soluzione, e anche io tendo all'apatia allo sconforto molto spesso. Posso solo dirti quello che cerco di ripetere a me stessa: respira a fondo, pensa alle possibilità che hai, concrete, cerca informazioni e prova a fare qualche esperienza. Provando delle esperienze magari ti si schiariscono le idee, vedendo com'è la realtà... Io purtroppo ho grandi dubbi sul mio futuro, non so neanche se preferisco vivere in Italia o all'estero trovando magari un lavoro e una paga migliore.
FAI SOLO CIO' CHE AMI E AMA CIO' CHE FAI!
FAI DELLA TUA VITA UN CAPOLAVORO!
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Ciao a tutti,
questo post è veramente interessante e dopo aver letto quasi tutte le pagine dei commenti voglio anche io lasciare la mia traccia su questo sito.
Ho quasi 33 anni non sono diplomato e nemmeno laureato, a 14 anni ero completamente perso, non sapevo cosa volevo studiare perchè non avevo nessuno stimolo, la scuola media non mi ha dato nessun impulso ma solo delusioni.
Ho deciso cosi di affrontare il mondo lavorativo per pura curiosità tanto a scuola facevo sempre in tempo a tornarci, sono passato da parrucchiere a muratore, idraulico, elettricista, commesso, portavo in giro le pizze, o fatto il barista, cameriere, magazziniere,modellista, aereografatore e potrei andare avanti per ore...le ho provate tutte da quelle più faticose a quello più artistiche...
a 18 anni con le palle completamente esplose da questo paese fallito ho deciso di andare in giro per l'europa a caso per scoprire quello che la scuola e il lavoro non poteva darmi, avevo lavorato come un cane anche 15 ore al giorno e davo 500 mila lire al mese ai miei genitori e gli altri li mettevo da parte, in questo modo mi sono messo via un bel gruzzolo da spendermi come volevo senza sentirmi in colpa per aver chiesto soldi ai miei genitori.
Dopo vari giri a destra e sinistra sono tornato in italia perchè mi mancavano delle cose, tipo amici parenti etc...
sono durato un anno e poi me ne sono andato ancora, questa volta verso paesi piu caldi, e li ho trovato lavoro e stavo da dio, per un intervento alla mano sono dovuto tornare in italia, dove da li è nata la mia nuova esperienza, grazie agli ospedali italiani mi hanno spostato l'intervento 3 volte in un mese facendomi perdere il posto di lavoro e scadere il biglietto di ritorno, la cosa che mi ha fatto piu incazzare e che mi davano gli appuntamenti !! che vergogna..
cmq visto che ero in italia e ho sempre preso le cose cosi come vengono cercando di modellarle in base alle esigenze ritrovandomi a fare l'imprenditore di una web agency con tanto di dipendenti, dopo 7 anni ho dovuto lasciare a casa tutti chiudere battenti perche questo fantastico paese ti riduce alla fame, e non scherzo....per un anno intero mangiavo riso in bianco, andavo a lavorare in bicicletta vivevo con altra gente ma non ho mai chiesto un euro ai miei genitori sia chiaro, mi sono inventato di tutto per arrivare alla fine del mese...
in tutti i modi ora sono qui che pago i debiti con le banche e con equitalia per pochi motivi:
I clienti che dovevano pagarmi hanno fatto i cani e non mi hanno pagato e le banche li vogliono da me anche se ho le prove che i lavori li ho fatti e funzionano con tanto di contratto firmato, ho avuto 5 avvocati che non hanno risolto un bel niente e ho provato a muovermi io stesso chiamando alcuni di questi clienti di cui 2 di questi mi hanno fatto capire perchè devo andarmene ancora una volta..
Il primo mi ha detto se mi chiami ancora ti vengo a rompere le gambe! - "un film?"
il secondo mi ha detto ma non hai imparato nulla da berlusconi! - "no!"
Partendo dal presupposto che a me non mi "frega" ne di berlusconi e tanto meno di tutti gli altri quello che mi ha colpito è proprio come la colpa non sia delle istituzioni ma proprio dell'etica morale delle persone cioè dei cittadini che vivono nello stesso mio paese.
No mi sento stupido anche se ho la 3 media, non mi sento un figo perchè ho avuto un'azienda, non mi sento un fallito perchè questa società ci plasma in modo sbagliato, ma un po devo dirle la verità anche so ho carattere e sono stato temprato fin da piccolo alla sopravvivenza nel vero senso della parola, ora mi sento leggermente perso altrimenti non sarei arrivato a leggere questo articolo.
Bhe tiro le conclusioni secondo il mio parere, sicuramente l'esperienza non mi manca, non sono diventato ricco anzi non ho nemmeno 1000 euro in banca, non ho raggiunto nessun livello manageriale o che ne so una carriera da sogno, ma ho imparato una cosa che mia madre mi dice da quando sono piccolo, so che è una cagata ma e la pura e sacrosanta verità: (chi si ferma è perduto).
Avvolte mi sembra di vivere nel truman show, altre volte nella decadenza più completa in attesa di una guerretta per distruggere per poi ricostruire altre volte in un teatro dove puoi fare quello che vuoi, stiamo impazzendo tutti perchè ricerchiamo sempre qualcosa, se solo ci fermassimo di cercare e di capire sarebbe tutto molto più semplice, mi auguro che il mondo prenda la piega della decrescita perchè altrimenti non so dove arriveremo, io nella mia ignoranza e cultura non posso nemmeno ipotizzare ma in quanto a immaginazione me la cavo abbastanza bene, infatti la mia dote più grande e illudermi che le cose vadano sempre bene, ma purtroppo tutte le mie illusioni si trasformano in incubi e spesso da digerire diventano veri e propri massi.
concludo dicendo,ragazzi pensate meno e non fatevi condizionare dal terrorismo dei giornali o della tv o di internet, e vero che non siamo messi bene ma dover andare dallo psicologo perchè i media trasmettono continuamente paranoie non mi pare il caso, vorrei dirvi fate meditazione o cercate dentro voi stessi o che ne so, io le ho provate tutte e non ci ho mati tirato fuori un ragno dal buco, se siete agitati e incazzi e normale in questa società che va a rotoli, e anche se diciamo e colpa di questo o di quello o dei nostri vecchi o dello stato e uguale tanto il cambiamento si vedrà forse tra 6 anni se qualcuno farà qualcosa..
quindi anche se studiate e fate bene, anche se inseguite i vostri sogni, abbassatevi a lavori piu umili perchè nella vita bisogna imparare di tutto secondo me, questa è la vera esperienza di vita.
forse ho scritto una marea di cazzate per alcuni di voi ma io la penso cosi...
bhe per me e tutto, un abbraccio a non mollate mai..