
Il lavoro è diventato la cosa più importante della tua vita, anzi il lavoro ultimamente è diventato
la tua vita .
Il rapporto con la tua ragazza è in crisi perché non riesci trovare il tempo per stare con lei, non hai tempo per vedere gli amici, e la tua forma fisica ha cominciato a perdere colpi : stai ingrassando, non riesci a dormire abbastanza e ti è venuta un po' di gastrite...

e ti riconosci in questo ritratto è probabile che tu soffra di quella che gli psicologi statunitensi chiamano " workaholism" (il termine deriva da work ,lavoro, e alcoholism,alcolismo) cioè da dipendenza da lavoro!
Può sembrare strano ,ma l' eccessiva dedizione al lavoro è una forma di dipendenza , esattamente come mangiare troppo, bere o giocare d'azzardo.
E, al pari di tutte le altre forme di dipendenza , la dipendenza da lavoro può compromettere in modo serio le tue relazioni con gli altri, il tuo benessere fisico e psicologico e, alla lunga, persino il tuo rendimento professionale.
Quando non riesci a smettere di lavorare
Poche persone riescono a vedere la dipendenza da lavoro come un problema serio, proprio perché la nostra società attribuisce una grande importanza alla realizzazione professionale. Mentre tutte le altre forme di dipendenza vengono severamente condannate, la dipendenza da lavoro suscita ammirazione e consensi.
Ma qual è il confine fra fare con impegno una professione che piace e l'essere ossessionati dal lavoro ? Le seguenti indicazioni potranno aiutare a distinguere fra una normale dedizione al lavoro e una dedizione compulsiva alla professione: il lavoro dipendente
- Non riesce a smettere di pensare al lavoro. Pensa al lavoro persino prima di addormentarsi, la mattina quando si sveglia e nel tempo libero. E'incapace di rilassarsi : la sua mente è sempre alla ricerca di soluzioni per risolvere i problemi lavorativi.
- Quando non lavora si sente inquieto e annoiato. Per questo motivo non sente l'esigenza di fare delle vacanze o di "staccare" nei fine settimana.
- Di solito il lavoro dipendente non va in vacanza. Se ci va , si porta il lavoro perché non riesce a stare senza lavorare. In vacanza non si diverte, spesso abbrevia le ferie per ritornare prima al lavoro.
- Trascura i bisogni fondamentali del suo corpo come dormire un numero sufficiente di ore o alimentarsi correttamente. Va a lavorare anche quando è malato.
- Non ha nessun hobby se non quelli connessi al suo lavoro
- I suoi cari si sentono trascurati ,ma il lavoro dipendente preferisce rompere una relazione significativa d'amore o di amicizia pur di non rallentare i suoi ritmi lavorativi.
Le motivazioni psicologiche della dipendenza dal lavoro
Molti lavoro dipendenti sono cresciuti in famiglie in cui l'amore e l'approvazione dei genitori erano subordinati ai successi ottenuti. Nel corso della crescita hanno interiorizzato un messaggio del tipo: " Tu vali come persona solo se riesci ad avere successo,ad essere il migliore, a farci fare bella figura".
Da adulti sentono di valere qualcosa solo se riescono ad ottenere una posizione professionale di un certo livello.
Quasi tutti i lavoratori compulsivi si dimostrano particolarmente ambiziosi: per loro accontentarsi di un lavoro normale è una specie di fallimento, dal momento che la loro autostima dipende da solo da fattori esteriori come il successo e i soldi.
In molti casi persone che lavorano troppo hanno avuto dei genitori con aspettative esagerate nei loro confronti. Durante l'infanzia ,hanno sentito che niente di quello che facevano era abbastanza buono per i loro genitori. Da adulti cercano inconsciamente, con i loro successi professionali, di ottenere finalmente quell'approvazione che è tanto mancata quando erano bambini.
Lavorare troppo è un disturbo compulsivo e ,come tutti i disturbi di questo tipo,rivela una bassa autostima e un profondo vuoto interiore.
Avere sempre qualcosa da fare è un modo per non pensare ,ma soprattutto , per non sentire. Essere sempre impegnati è un modo per tenere a distanza emozioni sgradevoli come rabbia, senso di colpa,paura di valere poco, paura dell'intimità.
Alcuni suggerimenti:
- Torna a casa almeno un ora prima dal lavoro e imponiti di non lavorare durante il fine settimana. Con tuo grande stupore, vedrai che se anche lavori meno, la tua produttività professionale aumenterà perché sarai più rilassato e concentrato.
- Dedica almeno 30 minuti al giorno ai rapporti sociali. Può trattarsi di una telefonata ad un amico che non senti da un sacco di tempo o prendere un aperitivo con i tuoi colleghi ( senza parlare di lavoro).
- Se sei in coppia, dedica alla tua lei almeno 30 minuti al giorno di "tempo di qualità" durante la settimana, e molto più tempo durante il week-end. Per "tempo di qualità"non intendo guardare la televisione , ma fare qualcosa insieme, comunicare,farsi le coccole,ecc
- Presta più attenzione alla tua salute. Non saltare più la colazione e il pranzo, vai a letto ad un ora decente in modo da dormire un numero sufficiente di ore. L'ideale sarebbe riprendere a praticare uno sport o trovare un modo di fare attività fisica : ad esempio andando a correre prima di andare al lavoro.
...e se invece fosse il capo?
Purtroppo quest'articolo descrive alla prefezione il mio capo. Come fare se pretende da noi quello che già fa, sbagliando, per se stesso? ....Logicamente non si può ragionare sul concetto di meritato riposo, di vita al di fuori del luogo di lavoro, non vuole nemmeno sentir parlare di diritti...ci vuole tutti presenti fino a tardi, pretende dedizione ed interessamento pari al suo... e la nostra condizione precaria è il suo terreno fertile... si può parlare di mobbing? oppure lo scagioniamo con l'infermità mentale?
R: ...e se invece fosse il capo?
> Purtroppo quest'articolo descrive alla prefezione il mio capo. Come fare se pretende da noi quello che già fa, sbagliando, per se stesso? ....Logicamente non si può ragionare sul concetto di meritato riposo, di vita al di fuori del luogo di lavoro, non vuole nemmeno sentir parlare di diritti...ci vuole tutti presenti fino a tardi, pretende dedizione ed interessamento pari al suo... e la nostra condizione precaria è il suo terreno fertile... si può parlare di mobbing? oppure lo scagioniamo con l'infermità mentale?
esatto ... :(
R: R: ...e se invece fosse il capo?
> > Purtroppo quest'articolo descrive alla prefezione il mio capo. Come fare se pretende da noi quello che già fa, sbagliando, per se stesso? ....Logicamente non si può ragionare sul concetto di meritato riposo, di vita al di fuori del luogo di lavoro, non vuole nemmeno sentir parlare di diritti...ci vuole tutti presenti fino a tardi, pretende dedizione ed interessamento pari al suo... e la nostra condizione precaria è il suo terreno fertile... si può parlare di mobbing? oppure lo scagioniamo con l'infermità mentale?
>
> esatto ... :(
...CAZZO RISPONDI AD UN MESSAGGI DI 4 (Q-U-A-T-T-R-O) ANNI FA?!
Dipendenza da lavoro
Riguardo all'oggetto del titolo, si evidenzia che la dipendenza da lavoro è direttamente proporzionale ai successi ottenuti e dai ... genitori!
Ebbene sì, và sempre così, nella vita! I genitori ti vogliono bene se riesci, come dice la Dottoressa, e non solo loro, ma anche le altre persone ti valutano in questa maniera! Questa è la società moderna, edonista, che tende a volere ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, senza pensare alle relazioni personali!
Aboliamo il precariato inanzitutto....
Bellissimi i consigli dati qui peccato che non tengano conto della realta' che abbiamo vissuto noi giovani sulla nostra pelle per 5 anni...
Come si fa a dire ad una persona con contratti rinnovati di mese in mese ad non essere ansiosa suona quasi come una bestemmia....
Quest'articolo va bene se riferito alla situazione che c'era in Italia prima che qualcuno avesse la brillante idea di riformare il mercato del lavoro rendendolo flessibile e perennemente precario
Se hai un contratto di lavoro di 1 mese rinnovabile eventualmente e' chiaro che sei facilmente ricattabile dal datore di lavoro per cui sei teso al risultato perennemente nervoso perche' hai paura di sbagliare e che quel tuo sbaglio ti possa compromettere il tuo futuro in azienda.
Insomma smettiamola di raccontare favolette il lavoratore deve essere messo nella condizione di non essere ansioso dal suo datore di lavoro che con la legge biagi altro non fa che lucrare alle sue spalle chiedendogli sempre il massimo e ricattandolo con contratti a termine
Re: Aboliamo il precariato inanzitutto....
complimenti!!! hai centrato in pieno l'obiettivo solo che purtroppo e' piu' grave e non riguarda solo i giovani. Ho 44 anni (12 anni di precariato in un ente di ricerca)inquadrata a tempo indeterminato solo da 6 anni. Mi ritengo guarita da questa forma d'ansia ma le cicatrici sono evidenti e inoltre sono circondata da persone (colleghi amici e marito) la cui ansia si e' cronicizzata perche'sono istigate al "sacrificio" da incoscienti datori di lavoro che non riescono a porre un freno alle richieste sempre piu' pressanti di un sistema che non funziona piu'...e i nostri figli assorbono questa ansia e ne sono intossicati...io me ne rendo conto, per questo ogni tanto mi prendo una pausa entro in questo sito al posto di mia figlia per suggerirle qualche articolo in cui ci ritroviamo.