Metodo Psicoanalitico

Di Micaela Bonito.

Sigmund Freud, il fondatore e la nascita del metodo psicoanalitico non sottovalutando gli studi sull'isteria.

I METODI CLINICI

- Introduzione - Il metodo del colloquio clinico - Il metodo psicoanalitico

Il metodo psicoanalitico

Argomenti trattati:
Cenni sul fondatore - Studi sull’isteria - Il metodo delle "libere associazioni" - L’inconscio - I "punti di vista" psichici: le "topiche" freudiane - La "libido" - Il significato e la funzione del sogno - Eros e Thanatos - La psicopatologia della vita quotidiana: gli atti mancati - Il motto di spirito - Il significato dei sintomi - Transfert e controtransfert: significati e funzioni - La psicoanalisi come metodo scientifico: conclusioni


Cenni sul fondatore

Sigmund Freud
(Freiberg 1856 – Londra 1939) compie gli studi di medicina a Vienna, e nel laboratorio di neurofisiologia di E. Brucke, allievo di Helmholtz, conduce interessanti ricerche sul campo dell’istologia delle cellule nervose.
Nel 1882, però, deve abbandonare, per ragioni economiche, la ricerca scientifica e comincia ad esercitare la professione nell’ospedale di Vienna, dove diviene assistente del direttore della clinica psichiatrica, T. Meynert, e entra in rapporto con J. Breuer.

Studi sull’isteria

Nel 1885 si reca, con una borsa di studio, a Parigi per seguire le ricerche di Charcot sull’isteria: Freud resta colpito dalla novità di quelle ricerche che spostavano il riferimento delle psicopatologie dal soma alla psiche. Tornato a Vienna, apre un proprio studio nel 1886, e decide di dedicarsi alla cura dell’isteria, sottoponendo i suoi pazienti all’ipnosi.
A questi interessi, Freud. era stato spinto proprio da Breuer, che gli aveva raccontato il famoso "caso di Anna O.", una giovane donna che dopo la morte del padre – sopravvenuta in seguito ad una lunga malattia – aveva cominciato a manifestare gravi disturbi isterici: paralisi con contratture, inibizioni e stati di confusione mentale.
Sottoponendo ad ipnosi la paziente, Breuer aveva constatato come, lasciandola parlare, ella rievocasse situazioni traumatiche (legate per lo più al periodo in cui aveva assistito il padre) e desse sfogo a reazioni di rabbia e di disgusto che in quelle situazioni aveva represse: la scarica di emozioni provocata dalla rievocazione allucinatoria del trauma ("abreazione") determinava la sparizione del sintomo ("catarsi").
Malgrado il successo ottenuto sui sintomi, Breuer aveva tuttavia abbandonato la terapia quando la paziente aveva manifestato, in delirio, sentimenti di amore nei suoi confronti.

Freud applicò il "metodo catartico" ad altri pazienti, e convinse Breuer a collaborare alla stesura dei "Saggi sull’isteria" (1895), i quali documentano, però, anche la divergenza che segnò la fine della loro collaborazione scientifica.
Infatti, mentre Breuer restò convinto che la rimozione del ricordo delle scene traumatiche avesse la sua ragione nel fatto che tali scene sarebbero state vissute in uno stato di coscienza "ipnoide", assai simile a quello di ipnosi che ne consentiva la rievocazione, Freud invece stava giungendo alla conclusione dell’origine sessuale dell’isteria e, in generale, della nevrosi, nel senso che alla loro base c’è un "conflitto difensivo", ovvero l’insorgere di resistenze contro determinate pulsioni sessuali e rappresentazioni, debitamente "rimosse", perché foriere di effetti spiacevoli.
Inoltre, anche se continuò a usarlo, Freud si era reso conto che il metodo ipnotico incideva solamente sui sintomi, senza intaccare minimamente le cause degli stessi (e quindi eliminava o attenuava proprio quelle difese e quelle resistenze che sono alla base dell’insorgere dell’isteria e della nevrosi, e che invece dovrebbero essere appunto portate in primo piano), e che quindi suddetto metodo doveva e poteva essere utilizzato non più a fini terapeutici, bensì a scopi puramente esplorativi.