Test Invalsi: ecco perché contano sempre di più

Di Francesca Ferrandi.

Prove Invalsi: ecco perché contano sempre di più. I dati della partecipazione degli studenti ai test Invalsi 2017 per la scuola superiore

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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Prove Invalsi 2017: altissima la percentuale di partecipazione

Test Invalsi 2017: il 97% degli studenti ha partecipato
Test Invalsi 2017: il 97% degli studenti ha partecipato — Fonte: istock

Martedì 9 maggio nelle seconde superiori di tutta Italia si sono svolti i test Invalsi 2017 e, nonostante siano già uscite le soluzioni e le risposte di italiano e di matematica, le prove continuano a far parlare professori, studenti e affini al mondo della scuola. Le novità riguardano stavolta il grado di partecipazione ai quiz: stando ai dati pubblicati dall’Istituto di valutazione, il 97,07% degli studenti avrebbe partecipato alle prove Invalsi 2017 per la scuola superiore. Un dato interessante, se si pensa al tentativo di boicottaggio del test che ha attraversato l’intera penisola, e in forte aumento rispetto allo scorso anno dove la partecipazione complessiva degli studenti si era fermata al 90,95%. Cosa è accaduto? Che gli studenti inizino a dare veramente un peso ai test Invalsi 2017? Cerchiamo di scoprire qualcosa in più.

Test Invalsi 2017: gli studenti iniziano a considerarli importanti?

Cosa si nasconde dietro questa altissima percentuale di partecipazione alle prove Invalsi 2017? Difficile da comprendere. Da una parte, a giocare a favore dei test, c’è sicuramente il fatto che i risultati ottenuti non fanno media per la pagella finale (anche se alcuni professori ne tengono conto): pur di non saltare un giorno di scuola, quindi, gli studenti preferiscono svolgere le prove Invalsi. Questo non garantisce però la serietà con cui i test vengono svolti: in moltissimi sono i ragazzi che si divertono a dare risposte divertenti e simpatiche ai quesiti e i cui risultati finali, di conseguenza, non rispecchiano affatto le loro competenze.
C’è di più: a detta della coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti, in molti istituti gli studenti non hanno potuto boicottare i test Invalsi per via delle «numerose minacce pervenute dai presidi nelle scuole».