Programmi e budget

Di Redazione Studenti.

Predisposizione del piano: l'approvazione, esecuzione e controllo ed i programmi ed il budget

Percorsi per una buona pianificazione strategica:
1. Analisi della situazione di partenza
- 2. Individuazione ed analisi dei punti di forza e di debolezza - 3. Definizione degli obiettivi - 4. Formulazione delle strategie - 5. Predisposizione del piano: programmi e budget - 6. Approvazione, esecuzione e controllo del piano

5. Predisposizione del piano: programmi e budget

Sono la trasposizione sul piano economico, finanziario e patrimoniale delle strategie globali e specifiche. Cioè le strategie, sia quelle suddivise per area che quelle generali, sono la spiegazione discorsiva di che cosa bisogna fare per raggiungere un certo obiettivo. Ovviamente però nel momento in cui l'imprenditore fa una strategia che prevede assunzioni, acquisti di macchinari, attuazione di pubblicità con relative spese, assunzione di debiti con relativi oneri, questa strategia ha delle ripercussioni a livello economico, finanziario e patrimoniale ben precise. Queste ripercussioni sono indicate nei piani, nei programmi e nei budget.
I piani corrispondono alle strategie generali dell'impresa e si riferiscono a un periodo medio-lungo che va di solito da 3 a 5 anni. Essi si dividono in piani di costituzione, di funzionamento e di cessazione.
I piani di costituzione sono delle previsioni dei costi, dei ricavi, degli oneri e proventi finanziari e della situazione patrimoniale futura dell'impresa che vengono fatte prima di iniziare un'attività per determinare se è effettivamente redditizia o meno. I piani di funzionamento riportano anch'essi a preventivo, anno per anno per una durata che di solito va come detto da 3 a 5 anni, i costi e ricavi previsti, nonché la situazione della gestione finanziaria e gli stati patrimoniali previsti. I piani di cessazione vengono predisposti con la finalità di valutare la convenienza di cessare l'attività aziendale.
Ai piani vengono affiancati i programmi. I programmi corrispondono alle strategie di ogni singola area dell'impresa. Abbiamo visto prima che per definire gli obiettivi intermedi e le conseguenti strategie l'impresa viene divisa in aree, ecco, nei programmi scriviamo i costi e ricavi previsti, nonché le variazioni finanziarie e patrimoniali previste che si rendono necessarie per poter realizzare gli obiettivi di ogni singola area mediante le strategie stabilite per ogni singola area. Sono come dei conti economici e degli stati patrimoniali preventivi che però non si riferiscono a tutta l'impresa ma solo a un particolare settore di essa, a una particolare area. L'insieme di tutti gli stati patrimoniali e conti economici specifici delle singole aree porta ad avere lo stato patrimoniale ed il conto economico preventivi dell'intera impresa.
Talvolta, quando si vuole programmare l'attività di una certa area dell'impresa per un periodo medio-lungo, si fanno anche i piani settoriali, cioè dei documenti dove si prevedono costi, ricavi e variazioni finanziarie e patrimoniali che derivano dall'attività di una singola area in un periodo però più lungo di quello coperto dai programmi (ogni programma, o budget, copre un solo anno). Se per una singola area è stato redatto un piano settoriale, è ovvio che i programmi che si succederanno nei vari anni successivi saranno tutti orientati a raggiungere le previsioni che sono state fatte nel piano settoriale.

6. Approvazione, esecuzione e controllo del piano
I piani quinquennali o triennali sia generali che (se ci sono) settoriali vengono rifatti ogni anno e coprono sempre i cinque anni successivi (di cui quattro ci sono già e l'ultimo deve essere fatto), quindi sempre un anno in più rispetto al piano precedente. Per questo si dice che i piani sono scorrevoli, perché ogni anno viene aggiunto nel piano la previsione per un ulteriore anno, il quinto (o il terzo) a decorrere dall'anno in corso. Questa continua revisione e integrazione dei piani è importante anche perché oltre ad aggiungere la previsione per il quinto o terzo anno successivo a quello in corso, quando si riprende in mano il piano pluriennale si guarda anche che non ci siano state nel frattempo delle variazioni nelle condizioni ambientali o interne tali da giustificare un ridimensionamento degli obiettivi. Per essere utile, il piano deve indicare per ogni anno degli obiettivi raggiungibili, quindi se nella previsione fatta negli anni passati siamo stati troppo ottimisti oppure se sono cambiate le condizioni e ora quella previsione appare troppo ottimistica, il piano deve essere non solo integrato con l'aggiunta di un anno ma anche cambiato nelle parti che già erano state fatte.
Prima di poter essere eseguiti devono avere ovviamente l'approvazione dell'alta dirigenza. Ottenuta questa, si passa alla fase esecutiva.
L'esecuzione materiale dei piani, come già visto, si attua con i programmi, cioè con delle previsioni che hanno lo stesso contenuto dei piani, ma che si riferiscono a un solo anno e a una singola area dell'impresa. Come già detto, dalla somma dei programmi delle singole aree esce fuori il programma dell'intera impresa che è il passo intermedio per arrivare a realizzare il piano pluriennale generale.
Ovviamente ogni anno si deve controllare che i dati rilevati a consuntivo siano conformi alle previsioni, perché se in un anno non raggiungiamo gli obiettivi del programma, poi non riusciamo neanche a raggiungere gli obiettivi finali del piano pluriennale. Per questo motivo esiste un controllo operativo-gestionale con lo scopo di rilevare gli scostamenti dalle previsioni e prendere i provvedimenti che permettano di raggiungere ogni anno gli obiettivi della programmazione annuale.

I PROGRAMMI ANNUALI: LA REDAZIONE DEL BUDGET