Professione magistrato

Di Marta Ferrucci.

Come diventare avvocato, magistrato o notaio: il nuovo percorso universitario e come sfruttare la laurea in giurisprudenza anche per altri settori


Il magistrato è il titolare della funzione pubblica dell'amministrazione della giustizia, a lui sono demandati compiti di interpretazione delle leggi e di loro applicazione nella risoluzione di controversie.

Per diventare magistrato occorre vincere il concorso pubblico da uditore giudiziario, che si tiene indicativamente con cadenza annuale ed a cui sono ammessi cittadini italiani laureati in giurisprudenza, che non abbiano più di 40 anni.
Il concorso, a cui non si può partecipare più di tre volte, comporta tre prove scritte concernenti diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, e una prova orale sulle seguenti materie:

a) diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;
b) procedura civile;
c) diritto penale;
d) procedura penale;
e) diritto amministrativo, costituzionale e tributario;
f) diritto del lavoro e della previdenza sociale;
g) diritto comunitario;
h) diritto internazionale ed elementi di informatica giuridica
i) lingua straniera, scelta dal candidato tra quelle ufficiali dell'Unione europea.

Superato il concorso, si pratica un tirocinio retribuito di circa due anni in qualità di uditore giudiziario in un ufficio sede di Corte di Appello, dopodiché si diventa magistrato (pubblico ministero o giudice).

Recentemente il decreto legislativo 17/11/97 n. 398 ha modificato la disciplina del concorso per uditore giudiziario, introducendo tra i requisiti di ammissione, il possesso (dal 2004) del diploma di specializzazione della Scuola per professioni legali e, tra le prove selettive, la preselezione informatica, ovverosia quiz in materia civile, penale ed amministrativa. Lo stesso provvedimento ha anche disposto l'eliminazione della prova scritta di diritto romano e delle prove orali di diritto ecclesiastico e statistica, nonché l'aggiunta di ulteriori prove orali relative al diritto comunitario, al diritto tributario e all'informatica giuridica.

Il concorso da uditore giudiziario è un concorso nazionale di elevata difficoltà che richiede una approfondita conoscenza delle materie d'esame, conoscenza che la sola preparazione universitaria non è in grado di fornire. Il laureato che voglia intraprendere questa strada deve esser pronto ad affrontare un periodo di studio intenso, magari accompagnato dalla frequenza di uno dei vari corsi in preparazione al concorso da uditore. Inoltre, per l'elevata aleatorietà dell'esito delle prove, è consigliabile non chiudersi altre opportunità professionali.
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