Rivolta professori universitari: a rischio esami e lauree

Di Valeria Roscioni.

Esami Universitari e sessione di laurea a rischio: il blocco degli scatti dello stipendio fa infuriare i docenti che scrivono a Renzi

PROFESSORI UNIVERSITARI IN RIVOLTA: ESAMI E LAUREE A RISCHIO. A giungo erano più di cinquemila e adesso, pochi mesi dopo, il numero dei docenti universitari che si sono rivolti direttamente a Matteo Renzi e che si dicono pronti a bloccare esami e sessioni di laurea per protesta è più che triplicato fino ad arrivare a superare i 16.000. La questione è sempre la stessa: e riguarda il “protrarsi del blocco degli scatti stipendiali legati al merito, blocco che invece è stato annullato per magistrati, avvocati e procuratori dello Stato. Blocco inizialmente previsto per il 2011-2013, poi già esteso al 2014” che se dovesse essere esteso fino al 2015 comporterebbe l’attuazione della minaccia e la compromissione dell’anno accademico.

Da non perdere: Tasse universitarie detraibili: quali sono?

BLOCCO DEGLI STIPENDI: I PROF UNIVERSITARI DICONO BASTA. Non si tratta dei soliti baroni, la protesta questa volta coinvolge tutti, dai professori ordinari fino ai ricercatori, che, come si legge nel documento riportato dal Corriere dell'Università, per via “del blocco degli scatti stipendiali di merito, danno al Paese in media ben 180 euro netti ogni mese. E tale situazione persiste da quasi quattro anni. I docenti universitari in questi quattro anni hanno già dato un contributo notevole al risanamento del Paese (oltre mezzo miliardo di euro). Non chiedono nulla per i quattro anni passati, ma chiedono con forza che da inizio 2015 si torni alla situazione normale”.

Leggi anche: Tasse universitarie: come pagare di meno

PROFESSORI UNIVERSITARI IN PROTESTA: IL MERITO DEVE ESSERE RICONOSCIUTO.
“Non si può ridare fiducia a un Paese senza valorizzare la formazione delle giovani generazioni e la ricerca scientifica. – si legge sempre nella missiva diretta al Premier - L’università vive un profondo disagio per i tagli subiti negli ultimi anni. Se con finanziamenti irrisori si sono avuti risultati notevoli e servizi ben superiori alle risorse impiegate è stato anche grazie ai loro sacrifici”. Il malcontento è tangibile e adesso l’ultima parola spetta a Renzi: la risposta arriverà in fretta o questo sarà un anno in cui gli studenti si ritroveranno, loro malgrado, indietro con gli esami?